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Miracle Workers: Oregon Trail 3×04 – What Happens In BranchwaterTEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione Miracle Workers 3x04 “Out of control? No. I am in control for the first time in my life. There are no consequences to my actions. I’m free!”

Giunti alla metà della terza stagione, si può affermare tranquillamente che Miracle Workers sia una serie ben lungi dall’essere definita perfetta. Anzi, dalla seconda stagione in poi sono emersi numerosi problemi che nel 2019 si erano ben mimetizzati in un plot decisamente più intrigante.
Come accennato durante le recensioni di “Dark Ages”, essere una serie antologica non significa ripetere sempre gli stessi schemi narrativi. Eppure, sembra che per Simon Rich sia quasi necessario riproporre certe dinamiche e, come non è difficile da immaginare, questa scelta si sta rivelando tutt’altro che un’idea geniale.
Altra cosa ben poco lungimirante dello show è un altro problema che pesa come un macigno: un nome completamente inadatto al prodotto. Un errore pressochè incredibile degli autori che sembra non abbiano pensato minimamente ad un piano a lungo termine per la serie stessa. Fortunatamente hanno optato per i sottotitoli, altrimenti la situazione sarebbe stata davvero imbarazzante.
In ogni caso, prendendo in esame “What Happens In Branchwater”, si può parlare finalmente del primo e vero ottimo episodio stagionale.

STAND ALONE O TURNING POINT


Come accennato poco fa, quest’episodio di metà stagione è, ad oggi, il miglior capitolo di questa annata, grazie ad un cambio di ambientazione e una strepitosa performance di Daniel Radcliffe.
Al contrario delle scorse puntate l’avventura al saloon Branchwater è stata colma di ironia dal primo all’ultimo minuto, merito soprattutto di un cambio di ambientazione necessario dopo tre episodi ambientati nello stesso set.
Fondamentale, inoltre, l’inserimento costante e in questo caso volutamente esagerato, di riferimenti continui all’attualità e al gergo dei ragazzi, come i cliché che Miracle Workers vuole continuamente mettere alla berlina.
Dal saloon moderno e “politically correct” gestito da Dirty Dick Bob, alle ladies women of the night che usano gerghi dell’attualità, per finire con la strana amicizia tra Benny The Teen e The Gunslinger, un mix di elementi che ha reso decisamente più appetibile del solito la puntata. Sarà interessante capire se questo capitolo sarà seguito da altri episodi dello stesso livello o se la serie tornerà nel solito mediocre (ma non pessimo) livello di sempre.

IL TRIANGOLO LO SI ERA CONSIDERATO


“I’ve committed a cardinal sin. I’ve coveted my… neighbor’s wife. […] I know. Look, Pru, I’m so sorry. I tried to bury these feelings for a long time.”

Come già accennato, lo show segue ogni stagione gli stessi schemi narrativi, eppure, almeno in queste puntate, nella storyline portante della serie (cioè la storia d’amore tra Ezekiel e Prudence) ci sono dei nuovi dettagli interessanti che la rendono molto più ingarbugliata del solito.
Innanzitutto, nell’episodio odierno si hanno per la prima volta delle vere prove dei sentimenti del prete, dal sogno erotico estremamente divertente all’incredibile performance come drag. Azioni che non hanno provato solo lo stato d’animo dello spettatore ma anche del character di Geraldine Viswanathan: una svolta in confronto alle prime stagioni, dato che per ora il personaggio di Daniel Radcliffe è stato beatamente friendzonato.
Eppure, questa storia d’amore, che sicuramente troverà un lieto fine, deve affrontare un ulteriore ostacolo oltre allo stato civile della protagonista: Ezekeiel per avere il suo lieto fine dovrà inevitabilmente abbandonare il suo status quo. Quando questo avverrà, sarà sicuramente interessante assistere al modo in cui gli autori si divertiranno a mettere alla berlina anche il credo della Chiesa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il sogno erotico
  • Lo spettacolo drag
  • La strana amicizia tra Benny The Teen e Dingus
  • Daniel Radcliffe
  • Si ride per davvero
  • Le ladies women of the night
  • Todd non proprio il miglior personaggio della serie

 

Arrivati al giro di boa della stagione sottotitolata Oregon Trail, la serie guidata da Daniel Radcliffe e Steve Buscemi si porta a casa il miglior episodio stagionale, dopo una lunga serie di puntate alquanto dimenticabili. Si spera, quindi, di aver assistito ad un cambio di rotta e qualità necessario per ritornare ai livelli della prima “divina” parte della serie.

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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