Succession 4×03 – Connor’s WeddingTEMPO DI LETTURA 10 min

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Succession 4x03 recensioneDomenica 9 aprile, il giorno della Santa Pasqua 2023, HBO ha celebrato la festività pubblicando il terzo episodio della quarta e ultima stagione di Succession. Dentro l’uovo di Pasqua il pubblico ha trovato sessanta minuti di puro godimento che difficilmente dimenticherà, un’ora che a detta di molti ha cambiato per sempre la storia della televisione.
Nello stesso momento in cui Gesù stava risorgendo, oltre due milioni e mezzo di persone stavano assistendo alla morte in diretta di Logan Roy. Considerando che la serie si chiama Succession, molti degli appassionati si aspettavano che durante il season finale il capostipite dei Roy potesse sparire dalla scena, ma in pochi si aspettavano che questo avvenimento atteso e subodorato, arrivasse dopo soli quindici minuti del terzo episodio, in mezzo a delle circostanze insospettabili.
In una intervista a Variety il regista Mark Mylod ha dichiarato che Jesse Armstrong, creatore della serie, gli aveva già rivelato durante la pre-produzione della terza stagione che Logan sarebbe morto nella stagione finale.
Armstrong voleva che la morte avvenisse durante l’inizio della stagione e nel mezzo di un episodio la cui trama non potesse minimamente far sospettare dell’imminente dipartita. Mylod e Armstrong si sono presi molto tempo per pensare allo sviluppo del momento chiave della loro creatura e le altissime aspettative per la morte di Logan non sono state deluse.
“Connor’s Wedding” è un episodio che si studierà nei manuali di sceneggiatura e regia, in cui emozione e tecnica si fondono nel connubio perfetto e in cui regia e sceneggiatura hanno toccato il punto più alto di tutta la serie e forse di tutto il mondo della serialità, almeno degli ultimi dieci anni.

LONG TAKE, HEART BREAK


Il turning point di questo episodio, contro ogni regola canonica che lo prevede a metà del secondo atto, arriva a soli quindici minuti dall’inizio. Armstrong fa inizialmente credere allo spettatore che questa sarà la puntata decisiva in cui finalmente Logan troverà l’accordo con Mattson. Mentre i ragazzi dovranno scendere in campo, questa volta più uniti che mai, per non farsi fregare di nuovo dal padre.
Roman intanto è in seria difficoltà perché Logan, a cui negli ultimi giorni si è riavvicinato, gli ha chiesto di silurare al suo posto la storica alleata Gerri. Il ragazzo che è molto affezionato alla donna, è devastato dalla notizia e non fa mistero di quanto l’arte manipolatoria del padre abbia effetto su di lui.
Nel frattempo come sfondo, si stanno svolgendo i preparativi per il matrimonio di Connor e come sempre quando è in scena questo personaggio, tutto diventa paradossale. Gli invitati si trovano su una nave che approderà a Ellis Island dove i due sposini si diranno sì.
Il regista si è concentrato sulle manie di Connor che preso dall’ansia, dà il tormento ai camerieri perché non è soddisfatto dalla torta. Insomma nei momenti iniziali dell’episodio, tutto porta a pensare che si tratti di un classico evento in stile Roy dove ogni elemento della famiglia dà il peggio di sé non considerando il vero motivo della propria presenza.
Invece, con una chiamata da parte di Tom sul telefono prima di Shiv e poi di Roman, l’episodio cambia radicalmente e partono i trenta minuti di long-take più rappresentativi dell’intera serie.
Come ha svelato Mark Mylod su Variety, l’idea era quella di creare un effetto real-time ed è per questo che insieme ad Armstrong, hanno deciso di girare le scene con i ragazzi nella nave in presa diretta.
Questa magia è avvenuta grazie all’eccezionale collaborazione tra cast e camera crew, che non si sono risparmiati in quello che Mylod definiscea ballet, dove ognuno continuava a recitare e filmare senza interruzioni.
Le camere attive che hanno partecipato allo shooting erano tre, due posizionate nella stanza della nave dove sono presenti i ragazzi e una body camera impegnata a seguire i loro movimenti. Le camere attive nella stanza erano posizionate una lontana dagli attori, in modo da inquadrarli per intero o in piano americano e una esattamente sotto la loro faccia così che le reazioni dei personaggi durante gli ultimi trenta minuti di vita del padre, fossero tanto reali da sembrare girate da paparazzi.
La body camera ha seguito ogni movimento dei tre attori rendendo ancor più sorprendente l’effetto da “immagini rubate”. L’effetto desiderato era che sia il regista che lo spettatore stessero spiando un momento molto privato della vita dei protagonisti.
Iconica è la scena in cui Kendall si sposta sul balcone per parlare al telefono con la sua assistente: la camera lo segue e gli si piazza proprio di fronte, ma una volta conclusa la chiamata la camera che lo riprende è di nuovo quella dentro la stanza e così lo spettatore improvvisamente vede Kendall da lontano. L’idea dietro questa scelta è quella che qualcuno stesse osservando Kendall da più punti di vista, per non perdersi nessuna reazione in un momento cosi tragico per la famiglia Roy.
Al montaggio le scene nella nave sono alternate a quelle sull’aereo. In volo si trovano Logan ormai esanime, insieme a Frank, Carl, Kerry, Karolina e Tom che è il mediatore tra i due ambienti.
E lui che chiama i ragazzi e li rende partecipi di cosa stia succedendo, ma mentre Shiv, Roman e Kendall sentono solo la voce di Tom uscire dal telefono, lo spettatore vede sempre in presa diretta cosa avviene anche sull’aereo.
Matthew Macfayedn aka Tom, durante le scene in nave ha realmente parlato tutto il tempo al telefono con i tre attori e lo stesso favore gli è stato ricambiato da Strong, Culkin e Snook che nelle riprese sull’aereo sono stati presenti per dare le battute al collega

DEATH OFF CAMERA


Clean out the stalls. Strategic refocus. A bit more fucking aggressive.

Chissà quante riunioni, quante chiamate, quante email e quante ore e giorni si sono accumulati prima di trovare la perfetta chiusura a una personaggio così complesso e così vivo da sembrare immortale. Armstrong ha sicuramente optato per una morte non teatrale, niente Shakespare a discapito di chi ha spesso paragonato Succession a un dramma del più grande autore inglese.
Armstrong invece, messo da parte il bardo, ha regalato al suo pubblico una morte normalissima: la morte di un uomo comune sull’ottantina e con problemi di salute, che viene stroncato da un attacco di cuore.
In accordo con la cifra stilistica dell’intero episodio, anche la morte di Logan avviene praticamente in diretta. Lo spettatore però vedrà soltanto il petto e in qualche inquadratura la nuca di Logan. La camera infatti non indugia mai sul volto, ma anzi la sua attenzione va sui colpi forti e ritmati della rianimazione cardiaca operata dalla hostess.
Si può dire che la morte di Logan Roy avvenga off-camera e che senza saperlo lo spettatore abbia visto per l’ultima volta questo immenso personaggio nei primi minuti dell’episodio, mentre sale con Tom la scaletta dell’aereo. Per girare le scene in aereo, come ha rivelato Mark Lyod, hanno usato un stunt al posto di Brian Cox. L’attore infatti ha dovuto presenziare pochissime ore sul set dell’aereo, dove ha posato soltanto per girare delle inquadrature delle sua nuca che poi in post produzione sono state unite al girato del resto del corpo. L’attore non avrebbe potuto sostenere dei colpi così ben assestati e il regista voleva che la rianimazione sembrasse più che mai reale.
La fine di Logan Roy è giunta allo spettatore improvvisa, ma allo stesso tempo plausibile e realistica. Come Succession ha insegnato in questa pagina incredibile di scrittura, i soldi, il potere e l’invincibilità possono svanire nel nulla in soli quindici minuti.

DADDY I LOVE YOU


L’ultima volta che Ken, Roman, Shiv e Connor hanno incontrato loro padre, lui li ha gentilmente definiti “not serious people”.
Il patriarca infatti, in uno dei rari discorsi a cuore aperto ai figli, ha ribadito di amarli molto, ma di non considerarli persone serie a cui affidare il suo impero.
Le ultime parole di Logan per i suoi figli non sono altro che la chiosa perfetta di tutto quello a cui lo spettatore ha assistito in tre stagioni: un padre che ha costantemente messo alla prova e manipolato i suoi figli, convinto in fondo che nessuno di loro fosse degno di ereditare il suo impero.
D’altronde è storia vecchia quella dello scontro generazionale tra padri e figli, ma qui se da una parte si trova un capitano di ventura che “si è fatto da solo” e ha creato un regno dove non sorge mai il sole, dall’altra troviamo quattro figli di papà cresciuti tra elicotteri e yacht che cercano disperatamente le attenzioni del padre padrone.
È quindi inevitabile che nel giorno della morte di Logan i tre figli insieme alla pecora nera Connor, mostrino il lato più vulnerabile e che rilevino il loro reale legame con la figura paterna.
Roman, che riceve la telefonata da Tom, mette subito l’altoparlante al telefono e coinvolge suo fratello Kendall. Quando è il momento di parlare con Logan, conscio che potrebbero essere le ultime parole dette al padre, crolla e passa il telefono al fratello. Incapace di gestire le sue emozioni e incapace di esprimere in modo funzionale i suoi sentimenti, Roman preferisce chiedere informazioni e cercare una soluzione, piuttosto che lasciarsi andare. È l’unico che rifiuta la notizia della morte del padre, credendo nella possibilità che sia ancora vivo.
Kendall è come sempre una giostra di emozioni, al contrario del fratello, il secondogenito Roy è il più emotivo dei quattro e se da una parte cerca di rimediare alla situazione – come sempre ricorrendo alla scorciatoia di delegare tutto alla sua assistente – il suo sguardo è perso nel vuoto come tante volte è successo a questo personaggio. Kendall è capace di piangere come un bambino e di essere pronto per chiamare il Presidente degli Stati Uniti un secondo dopo. La sua fragilità è ormai pane quotidiano per lo spettatore.
Shiv si inserisce successivamente nella telefonata in diretta con l’aereo, la donna è sotto shock, non capisce se il padre è morto o se sia effettivamente ancora in vita tanto da poterla ascoltare. In una prova attoriale davvero ineccepibile, questo personaggio tocca un livello altissimo di scrittura e recitazione. Distrutta per la perdita del padre che amorevolmente chiama “daddy” è anche risoluta nel comunicargli che non ci sono scuse per il suo atteggiamento, ma che lei gli vuole bene e che infondo va bene così. Nelle sue ultime parole a Logan, Shiv si mostra tenera e forte allo stesso tempo.
Infine c’è Connor che nonostante la sua stravaganza è il più consapevole di tutti e sa che il padre non lo hai mai veramente amato. Combattuto se annullare o meno le nozze, alla fine decide di aggrapparsi a quello spiraglio di amore che vede in Willa e la sposa senza che nessuno della sua famiglia presenzi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ogni minuto di questa puntata
  • NIENTE!

 

Se esistesse un vademecum dell’episodio perfetto, sarebbe senza dubbio la scaletta di “Connor’s Wedding”. Armstrong in primis e Lyod a seguire, si sono superati ed hanno creato una puntata di cui si parlerà per mesi, almeno finché non ci saranno gli Emmy dove probabilmente Succession trionferà di nuovo. Succession è solo un susseguirsi di eventi che hanno portato fino a questa puntata? L’attesa della morte di Logan è Succession?
A queste domande si può rispondere fermamente, no!
La bravura dei creatori è stata quella di accennare o far immaginare i possibili scenari dell’evento, senza mai indugiare o far trapelare indizi. Logan Roy è ed è rimasto fino all’ultimo immortale come la sua eredità spirituale e tangibile. L’episodio perfetto è appena andato in onda, ma da adesso in poi ogni certezza è capovolta e tutto il mondo, compresi Ken, Shiv, Roman, Connor, Gerry, Karl, Frank e Kerry, sono in attesa di sapere cosa succederà in un mondo post Logan Roy.

R.I.P.

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Vivo a Milano, ma sono una romana doc, guardo tante serie tv e film e nel mio tempo libero lavoro, faccio sport e viaggio tanto.
Mi piacciono molto i cani e amo le mezze stagioni, anche se non ci sono più.

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