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The Afterparty 1×01 – AniqTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Afterparty recensioneIl sottogenere murder mystery è sicuramente tra i più prolifici degli ultimi anni, ma sempre più spesso viene miscelato con gli elementi della commedia.
Basta dare un’occhiata alle proposte dell’ultimo periodo per rendersene conto: mentre Netflix promuove Murderville (una serie crime comedy che si basa sull’improvvisazione degli attori coinvolti), Apple Tv+ aggiunge al proprio catalogo The Afterparty, il cui primo episodio è disponibile su Youtube.
La serie è creata e diretta da Christopher Miller (The Lego Movie, Spider-Man: Into The Spider-Verse) che si è occupato anche della sceneggiatura di alcuni episodi.

I’M JUST HERE TO REUNE LIKE ALL YOU NORMAL PEOPLE


Ad essere vittima dell’omicidio su cui gira attorno l’intera serie è Xavier (interpretato da Dave Franco), una giovane promettente star della musica pop e del cinema.
Xavier viene ritrovato morto sulla spiaggia accanto alla sua villa, dove si stava consumando una festa dopo la classica riunione del liceo. Ad essere i sospettati dell’omicidio sono proprio alcuni dei suoi ex compagni che si ritrovano lì per motivi personali, e non per godersi la rimpatriata.
Ogni personaggio è un cliché – come si addice alle migliori comedy – che funziona alla perfezione all’interno della narrazione.
Xavier stesso è una persona mediocre che ha avuto successo solo grazie ai soldi dei suoi genitori e, probabilmente, alla sua bellezza. Non solo non è bravo nel suo lavoro, ma si nasconde dietro la maschera del falso modesto. Gli altri personaggi sono macchiette ben congeniate. A partire dalla detective Danner che parla con un forte accento americano e non è assolutamente qualificata per prendere le redini delle indagini.

STRUTTURA POLIZIESCA


Ad essere apprezzabile è la struttura di questa prima puntata che si discosta da quella classica dei pilot delle serie comedy.
Solitamente, molte serie si prendono il tempo per conoscere i personaggi – soprattutto la detective che lavora al caso e che sarà il fulcro nevralgico di tutti gli episodi – per rendere familiare le atmosfere e per far comprendere fin da subito le dinamiche. O almeno è questo quello che accade in molti show comedy.
The Afterparty, in questo, assomiglia più ad una serie crime che va subito al nocciolo della questione – l’omicidio – per poi sviluppare pian piano tutto il resto.
L’uccisione di Xavier e l’arrivo della polizia è molto rapido, dopo i primi dieci minuti ci si concentra già su quello che sarà – secondo le aspettative create – la caratteristica migliore della serie: gli interrogatori.

GLI ELEMENTI DELLA COMEDY


Quella sera viene analizzata dal punto di vista dei diversi sospettati. La prima a parlare con Danner è Indigo che racconta i fatti con un tono ben preciso. Le sue parole si trasformano in un film francese indipendente: il formato cambia, dalle immagini a colori si passa ad un suggestivo bianco e nero dove Indigo è la protagonista che vede la festa con i suoi occhi.
È qui che gli elementi della commedia prendono il sopravvento. Il vero protagonista della puntata, Aniq, si confida con la detective descrivendo la serata come una commedia romantica.
Ad Aniq non interessa nulla di Xavier, il motivo per cui si è unito alla rimpatriata scolastica è quello di avvicinarsi più possibile a Zoë.
Già tra le dichiarazione di Indigo e Aniq si riscontrano varie differenze, incongruenze e risposte ad alcuni enigmi, lasciando intendere che è questo il vero motore dell’intera serie.

CONSIDERAZIONI FINALI


Alla fine della prima puntata di The Afterparty si resta incuriositi, divertiti ed è automatico continuare con la visione.
La serie si presenta come un enigma alla Agatha Christie con i personaggi rinchiusi in un unico ambiente e un (o più) colpevole da scovare.
Anche senza la commedia, The Afterparty probabilmente funzionerebbe ugualmente. Con un ambiente più cupo e una sceneggiatura ben diversa, conquisterebbe comunque l’attenzione. Ma è la parte comedy ad essere il suo fiore all’occhiello. Fino ad ora, almeno, i personaggi e le dinamiche che si sono create (Zoë e il suo ex marito, Aniq e Zoë, Aniq e Yasper, quest’ultimo interpretato da un bravissimo Ben Schwartz) funzionano.
Il regista e showrunner Christopher Miller è riuscito nell’impresa di intrattenere, ma anche di far intendere che ci sia ben più sotto la superficie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’ottima miscela tra parodia e investigazione
  • I personaggi sono cliché ben pensati
  • L’uso narrativo degli interrogatori
  • Niente da segnalare

 

Una puntata sulle otto previste non è sufficiente per farsi un’ida completa e azzardare pronostici, ma ci sono buone chance che The Afterparty nascondi ben più dell’essere una parodia sulle serie tv crime.
Ma anche se continua sulla falsariga del pilot, ha tutte le carte in regola per essere una serie divertente e brillante.

 

Ha studiato cinema alla Sapienza. Innamorata dell'horror e della fantascienza, la rende felice un buon adattamento di un libro di Stephen King o un film sui viaggi nel tempo. Non parlatele del politically correct se non volete iniziare un litigio infinito. Crede fermamente che Fox Mulder sia il suo spirito guida.

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