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The Crown 6×01 – Persona Non GrataTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Crown 6x01 recensioneMentre il resto del mondo televisivo e cinematografico fa i conti con i ritardi dovuti agli scioperi degli ultimi tempi (ormai conclusi), The Crown resta fedele alla sua programmazione tornando puntuale con il suo appuntamento stagionale.
Una stagione che si presenta sin da subito carica di significati, sia per la storia che si andrà a raccontare, sia perché porrà la parola fine alla serie.
The Crown giunge infatti alla sua sesta ed ultima stagione, e lo fa rimandando l’inevitabile ultimo capitolo con una programmazione spezzettata ormai tanto cara a Netflix. Ai primi quattro episodi appena rilasciati, infatti, seguiranno gli ultimi sei previsti per il 14 dicembre.
Una suddivisione che, a parte le solite tecniche di marketing, va a delineare i due filoni narrativi di cui si occuperà la stagione. Il primo, presentato in “Persona Non Grata”, si concentrerà su Lady Diana e il tragico epilogo di cui sono tutti a conoscenza.

“Paris next week?”

COLD OPEN AD EFFETTO


Quando si narrano fatti realmente accaduti il racconto perde inevitabilmente l’ausilio dello shock. Sta dunque alla bravura degli autori trovare elementi nuovi per suscitare gli stessi sentimenti traumatici e mantenere la storia ad alto tasso emotivo.
The Crown mette in scena l’ennesima ottima prova del suo storytelling e lo fa con un colpo ad effetto che caratterizza l’inizio dell’episodio. Una cold open quasi minimal in cui le poche, “semplici”, immagini riescono a far apparire tutto davanti agli occhi dello spettatore in pochi minuti. In piena apertura ci si ritrova così dinanzi al Pont de l’Alma, una macchina che sfreccia impazzita e un rumore di schianto a seguire e la presentazione della sesta stagione di The Crown è servita.
Una scelta sicuramente ad effetto che ben presenta il finale di questi quattro episodi prima di riportare indietro la narrazione a ben otto settimane prima. Intanto, lo stato d’animo dello spettatore è già stato settato.

SAINT-TROPEZ


Una prima parte di stagione inevitabilmente Diana-centrica, quindi. Ma oltre a raccontare gli ultimi mesi della Principessa del Galles, la serie sposta l’attenzione anche sull’altra metà della tragica coppia.
Dopo averlo presentato nella scorsa stagione, Dodi Fayed (interpretato da Khalid Abdalla) fa nuovamente l’ingresso in scena per occupare uno spazio maggiore che invece, negli episodi passati, era spettato più al padre Mohamed. Vengono così gettate le basi per quella che sarà la loro relazione e, pur tenendo presente la componente romanzata che inevitabilmente compare in alcuni momenti, il tutto risulta naturale e ben trasposto.
La vacanza a Saint-Tropez di Diana con i figli William ed Harry, ospiti di Al-Fayed, funge anche da perfetto intermezzo per inserire la morbosità dei giornalisti nei confronti della donna. Seguendo il flusso dei giornali dell’epoca, la squadra capitanata dal creatore Peter Morgan svolge un lavoro minuzioso nell’inserire sfumature quasi superflue, seppur asfissianti, che a posteriori racconteranno molto di più.
“Persona Non Grata” regala quindi uno sguardo alla Diana ormai libera dal matrimonio reale eppure ancora prigioniera dei suoi strascichi e riesce a farlo in maniera eccellente grazie ad una Elizabeth Debicki completamente in parte che coglie maniere e sprazzi della principessa in modo quasi intimo.

HAPPY BIRTHDAY CAMILLA


Da un lato Diana, bella, solare e apparentemente spensierata (anche qui la serie svolge un buon lavoro nel disseminare i sottili riferimenti ad un’infelicità celata), dall’altro il duo Carlo e Camilla.
Il parallelismo tra le due storyline dell’episodio appare netto anche grazie ad un gioco ben specifico della regia e della fotografia. Le due zone dove avvengono le storie, infatti, fungono da perfetto escamotage per ritrarre personalità completamente opposte. Dal mare e dai colori di Diana, si passa alla più cupa Inghilterra con Carlo e Camilla immersi in una vita insieme decisamente “pacata”.
Il punto focale sin dalla scorsa stagione è stata questa guerra mediatica tra Carlo e Diana che adesso continua mettendo al centro la figura di Camilla. Chi scrive queste righe, non ha una memoria specifica sul riscontro mediatico avvenuto all’epoca. Eppure, alcune situazioni non possono non sembrare minuziosamente ricercate e basate, appunto, sui numerosi tabloid che hanno riempito la stampa del 1997.
A controbilanciare il tutto ci pensano alcune situazioni prettamente più romanzate che potrebbero apparire esagerate. D’altro canto, però, risulta sempre presente l’imparzialità che la serie vuole cercare di mantenere. Come già accaduto durante il divorzio, The Crown non si schiera con nessuno.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia superlativa
  • Storytelling autentico ed efficace
  • Elizabeth Debicki sempre perfetta nei panni di Diana 
  • Il parallelismo tra Diana e il duo Carlo-Camilla 
  • Guerra mediatica ben trasposta
  • Cold open 
  • Azioni e situazioni che lasciano percepire gli eventi a seguire 
  • Regina Elisabetta ormai mera comparsa
  • Alcuni elementi un po’ troppo romanzati

 

The Crown inizia il suo viaggio verso la fine affrontando forse uno dei capitoli più delicati. Una prima parte incentrata su Lady Diana che dovrà concludersi in soli quattro episodi. Basteranno per unire realtà e riguardo senza scadere nel melodramma?

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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