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The Crown 6×05 – WillsmaniaTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Crown 6x05 recensioneThe Crown inizia la seconda parte della sua stagione finale esattamente da dove si era interrotta la prima.
William deve riprendere l’anno scolastico, a pochi giorni dai funerali della madre e sceglie di farlo senza sconti. Desidera “che tutto torni al più presto alla normalità”.
Il ragazzo, però, non riesce ancora a comprendere che indietro non si torna e occorre cercare un nuovo equilibrio.
Tutti gli sono attorno, per cercare di aiutarlo a modo loro, in maniera quasi commovente. Il padre Carlo è in prima fila, seguito da tutti gli altri membri della famiglia, compreso anche l’house master – sovrintendente della scuola. Quest’ultimo è interpretato da Blake Ritson, attualmente impegnato anche in The Gilded Age.
Ironia della sorte, proprio in un momento così delicato scoppia la Willsmania di cui nel titolo. Le ragazze impazziscono per il principe quindicenne, così simile alla madre.

VITA IN APNEA


William, però, è timido. A differenza di Lady Diana non prova piacere, non trae forza dall’esporsi in pubblico. Ed McVey, nel ruolo, ha rilevato il testimone da Rufus Kampa e offre l’immagine di una persona che, per così dire, vive sott’acqua. Cerca di isolarsi con la musica in cuffia, risponde a monosillabi a chi gli fa domande sollecitandolo invece ad aprirsi.
La sensazione ovattata di un acquario è suggerita anche dalla fotografia, dal commento musicale e dall’assoluta economia di parole. Sotto la superficie, si intuisce comunque un’oppressione, un’inquietudine serpeggiante.
Quello, per il giovane principe, fu anche il periodo in cui dovette imparare sempre più a gestire i pubblici impegni connessi al suo status. Insomma, l’ultima cosa di cui brama di occuparsi un adolescente che ha appena perso la madre in modo tragico e improvviso. Forse, l’unico rapporto a cui William si apre per accettare sostegno e conforto è quello col fratello minore Harry.

UNA SINCERA CONVERSAZIONE


Il sozzo bubbone scoppia all’improvviso, in modo inaspettato. William affronta il padre Carlo a viso aperto e gli spiattella tutto quello di cui lo accusa. Sostanzialmente, di avere abbandonato Diana “nelle braccia degli Al-Fayed” per invidia della sua popolarità.
Per restare fedeli allo stile di The Crown, non si toccano in questa scena i picchi isterici della “più sincera conversazione” avuta da Marissa Cooper con sua madre in The O.C., ma ugualmente il risultato è al vetriolo. Incidere il bubbone, comunque, può essere l’inizio di una guarigione e qui lo è.
Per scelta di regia e sceneggiatura, le figure femminili della famiglia restano sullo sfondo. La regina interviene per pochi istanti e la principessa Anna solo con una breve telefonata in cui si dimostra degna figlia del padre Filippo. Anche Camilla, più tenera e comprensiva, interviene solo per telefono. Sembra proprio un lavoro da uomini.

PADRI E FIGLI


Inaspettatamente, a prendersi in carico la situazione è la persona meno accreditata ad occuparsi di sentimenti: nonno Filippo di Edimburgo.
Filippo ripensa ai rapporti col proprio padre e col suo primogenito Carlo. Non vengono esplicitate le sue elucubrazioni e conclusioni, probabilmente aiutate anche dal percorso spirituale intrapreso molti decenni prima. Rimane un paterno consiglio a William, giocando a scacchi, che suona particolare visto oggi. L’allora ragazzo, infatti, adesso è padre a sua volta di un primogenito maschio, George. Attualmente il principino è ancora piccolo, ma si vedrà in futuro cosa succederà.
Il finale di puntata suggerisce una pacificazione, con la visita di William alla tomba della madre, nella tenuta degli Spencer ad Althorp. Lì Lord Charles Spencer, fratello di Lady Diana, ha fatto togliere il ponte per limitare le visite del pubblico. Per questo il ragazzo ci va in barca. Tanto per far capire gli effetti dell’isterismo di massa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Filippo di Edimburgo
  • Economia di parole
  • Sincera conversazione fra William e Carlo
  • Regina quasi non pervenuta

 

Dopo un inizio in sordina, dal ritmo lento, la puntata prende vita in modo inaspettato. Jonathan Pryce ruba la scena, anche se Dominic West e il giovane Ed McVey fanno egregiamente la loro parte. Fa specie, soprattutto ad occhi italiani, vedere come le donne della famiglia restino diversi passi indietro quando si tratta di consolare un ragazzo giovane per la perdita della madre. La qualità del prodotto, comunque, resta alta e lo show si dimostra pronto ad imboccare, dopo questa pausa di riflessione, il rettilineo finale.

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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