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The Flash 8×17 – Keep It DarkTEMPO DI LETTURA 3 min

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The-Flash-8x17“A new speedster? You sure?”

Difficile scegliere un’intro migliore a questa recensione se non la sommessa domanda di Joe a Barry: ma veramente? Un altro velocista?
Con tutto quello che sta accadendo a Iris, nuovamente ignorata e lasciata in panchina, e considerato quanto accaduto al duo Killer Frost/Caitlin, serviva un ulteriore velocista all’interno di questo show?
Fa sempre piacere rivedere Tom Cavanagh (e l’isola di Lian Yu), peccato per il ruolo di pura e semplice cornice e di confessore per i dubbi amletici di Barry Allen.
Eppure gli sceneggiatori hanno deciso di far comparire l’ennesimo velocista, questa volta non innato ma con un potere derivato e che ha necessità di essere ricaricato, quindi tanto vale parlare della puntata.

BARRY BIPOLARE


La prima cosa che occorre sottolineare, dopo questa lunga pausa, è il bipolarismo di Barry che sembra quasi stupito dal fatto che Caitlin abbia deciso di non presentarsi ai laboratori, isolandosi dal resto del team Flash. Un comportamento veramente strano, soprattutto perché proprio nella scorsa puntata Barry non aveva incenerito brutalmente qualsiasi speranza (o quasi) della ragazza per poter ricreare in laboratorio Killer Frost. Non si capisce se gli sceneggiatori tentino di prendere in giro il pubblico oppure se effettivamente cerchino di lavorare i fianchi per far vedere che tutto sommato Barry ha agito in maniera tanto animalesca per il bene di Caitlin stessa. Tra le due opzioni risulta veramente complicato scegliere quale sia la peggiore.
Al nuovo velocista, o sarebbe meglio dire nuova velocista, viene regalato il giusto minutaggio introduttivo lasciando intendere che sia il prossimo episodio, sia il doppio finale di stagione verterà proprio attorno a questo supereroe creato in laboratorio. Barry, privato della propria famiglia, sembra in cerca di una nuova ragione di vita proponendosi come coach della velocista Meena Dhawan, nel disinteresse di tutti, compreso del pubblico stesso.

ALLEGRA, NON INTERESSA A NESSUNO


Parlando di cose molto interessanti, inoltre, la puntata circoscrive la quasi totalità del minutaggio attorno ad Allegra, le sue problematiche di leadership e alla sconfitta del gruppo Arañas tramite una intervista al telegiornale.
Già il fatto di dedicare un’altra puntata ad Allegra risulta di per sé un motivo per chiedere un TSO per Kristen Kim e Emily Palizzi (sceneggiatrici della puntata), ma in aggiunta c’è da considerare il fatto che vengono riaffrontate tematiche già sviscerate in questa stagione. A che pro, quindi? Sottolineare che Allegra non ha il polso della leader, che Iris è fondamentale al CCC Media, ma che dopotutto con un po’ di impegno e sincerità si può ottenere un ottimo risultato? Se questo era l’obbiettivo è stato raggiunto, diversamente si fatica a comprendere il dispendio di energie e tempo in questi quaranta minuti settimanali.
Citati gli sceneggiatori, occorre richiamare l’attenzione sul nome in cabina di regia: Danielle Panabaker, la cara Caitlin, a cui andrebbe probabilmente insegnato che avere una camera in continuo movimento oscillatorio durante le riprese più che renderle “cool” potrebbe corrispondere ad un mal di mare non indifferente con evidente rischio di rigetto da parte del pubblico.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nuova velocista?
  • -3 alla fine
  • Tom Cavanagh
  • Nuovo velocista?
  • Iris dimenticata da tutti
  • Caitlin cornuta e mazziata
  • Regia che fa venire la nausea
  • Hoshi e Sunshine non fanno irruzione per un’infinità di tempo e poi, casualmente, quando Allegra pensa ad un piano riescono ad entrare nella stanza
  • Villain fermati…da una intervista
  • Mille dialoghi inutili tra Allegra, Chester e Lydia

 

Con il collasso di The CW sarebbe stato bello poter dire in questo frangente che ci si avvicinava all’amara conclusione delle avventure del velocista scarlatto. E invece no, purtroppo Grant Gustin e la sua immancabile tutina aderente faranno visita al pubblico anche l’anno prossimo. Come nei peggiori incubi, il villain più cattivo resiste fino alla fine.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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