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The Handmaid’s Tale 5×03 – BorderTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Handmaid's Tale 5x03 recensioneOsservando la stagione nella sua totalità, e presupponendo che il modus operandi delle scorse annate venga riproposto anche in questa 5° stagione, si può guardare a “Border” come la fine di un prologo che ha posizionato tutte le diverse pedine rimaste (ciao Comandante Fred Waterford) nello scacchiere.
Il nuovo status quo di molte di queste arriva ad essere esemplificato nell’attuale episodio che pone, anche con un certo successo, l’attenzione sia su Serena che su Aunt Lydia enfatizzando dei rinnovati punti di vista. Chiaramente il focus sull’ex Mrs. Waterford è nettamente superiore a quello del character interpretato da Ann Dowd (il che non dovrebbe sorprendere) ma è pur sempre interessante notare i cambiamenti e le evoluzioni dei vari character. Un’evoluzione che, al contrario, sorprende di più per Aunt Lydia che dimostra improvvisamente un certo attaccamento ed una voglia di cambiamento nel suo comportamento.

IL GIOCO DELLE TRE PALLE


“Border” è oggettivamente un episodio che non lascia delusi. A partire da una regia che come al solito dà il meglio di sé tra giochi di colori, contrapposizioni e primi piani, finendo per una trama che sembra essere arrivata ad un punto di svolta. Certo, ci sono sempre alcuni momenti in cui bisogna chiudere un occhio e non porsi troppe domande (vedasi l’agguato di June a Serena sul finale di puntata), ma nel complesso tutto procede in maniera abbastanza soddisfacente.
La politica dei salotti di Gilead era ed è ancora piuttosto interessante, specialmente quando si tratta di affrontare una “special woman” come la vedova Waterford ma è altresì curioso constatare i comportamenti e le mosse di ciascun character, specialmente di quelli con un obiettivo non prettamente dichiarato e quindi malleabili (Comandante Lawrence) e di quelli con interessi che vanno al di là del confine di Gilead ma che ora hanno anche un ruolo politico da giocare (autista Nick Comandante Blaine).
Nel complesso la gestione di tutti questi character non è facile ma Bruce Miller e il suo team di sceneggiatori riescono a concedere il giusto spazio a tutti senza perdere il filo narrativo. Come si può constatare con i fallimenti di altre produzioni, obiettivo oggettivamente non facile.

UN WHAT IF…? SPRECATO MALAMENTE


A margine dell’analisi di questo episodio bisogna anche ritagliare un doveroso spazio per quello che avrebbe potuto essere un plot twist di dimensioni cosmiche e che invece si è trasformato (per ora) in un nulla di fatto. Bruce Miller e la sceneggiatrice di giornata Aly Monroe accarezzano infatti l’idea di un matrimonio politico tra la neo-vedova Serena Joy Waterford ed uno dei character più misterioso ed imperscrutabili del panorama televisivo, il Comandante (e vedovo) Joseph Lawrence interpretato da un Bradley Whitford sempre sopra le righe.
Non c’è nulla che viene proferito chiaramente tra i due ma i sottintesi, le frasi allusive, gli sguardi e quella potenziale paternità adottiva che Lawrence improvvisamente immagina possibile mentre accarezza la pancia di Serena, valgono da soli un viaggio in un What If…? mancato che avrebbe destato scalpore ma avrebbe anche avuto un certo senso. Magari è semplicemente una scelta che verrà ripresa in futuro per dare a Serena il posto che vorrebbe a Gilead ma attualmente, con il suo riposizionamento come ambasciatrice a Toronto, non sembra un qualcosa di realizzabile in tempi brevi. Insomma: non accade ma se accade…

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Bradley Whitford continua ad essere immenso
  • Regia, al solito, degna di nota
  • Interessante cambiamento per Aunt Lydia
  • Cambio di status quo per Serena
  • Breve confronto tra June e Serena
  • Il bacio sulla guancia a Tuello
  • Non molto interessante la storyline dell’avamposto femminile nella No Man’s Land
  • Potenziale svolta storica tra Serena e Lawrence giocata male

 

Con il ritorno di una Serena libera in Canada ed una June in cerca di vendetta e sempre più senza alcun tipo di etica, la 5° stagione di The Handmaid’s Tale sembra aver ufficialmente presentato l’inizio della guerra tra Serena e June.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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