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The North Water 1×02 – We Men Are Wretched ThingsTEMPO DI LETTURA 4 min

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The North Face 1x02L’adattamento dell’omonimo romanzo di Ian McGuire continua ad offrire diverse situazioni interessanti. Il paragone, ovviamente spontaneo, che nasce con il pilot non sussiste ed il perché è chiaramente visibile nell’arco dei due episodi. Se “Behold The Manha il (lento) arduo compito di introdurre tutti i character che andranno a comporre l’equipaggio capitanato da Arthur Brownlee (Stephen Graham), “We Men Are Wretched Things” cambia completamente focus e dal nulla travolge lo spettatore nell’indagine che coinvolge dapprima lo stupratore di Joseph Hannah e poi il ritrovamento del suo cadavere.
Come si può capire, nonostante la sanguinalenta e crudissima escalation, cacciare balene non è veramente lo scopo dello showrunner Andrew Haigh. Ma è nella caccia alle balene che emergono le vere personalità degli uomini di Brownlee ed è questo il vero cuore della narrazione.

Drax:Give me one last groan, my darling. One last shudder to help me find your heart. That’s it, my sweet. One more inch and then it is done.

CACCIA ALL’UOMO


Pur ricominciando con il salvataggio, scontato ma doveroso, di Patrick Summer, “We Men Are Wretched Things” è un episodio che si occupa palesemente di affrontare tutte quelle sfaccettature subdole dell’animo umano.
Il pretesto iniziale per far luce su un certo tipo di comportamenti è molto semplice: l’omosessualità non è un qualcosa né di cui vantarsi, né di accettabile nel 1800. E qualcuno, erroneamente, confermerebbe quest’opinione anche nel 2021. L’accusa di stupro ad un mozzo, in una barca composta solamente da uomini, non è solamente un qualcosa di insolito (“In my long years at sea, I’ve never heard of a murder on a whaler. Not outright murder and not of a cabin boy.“) ma è anche molto potente come evento, specialmente per la sua peculiarità. Non solo viene messa in luce una realtà probabilmente “normale” all’epoca e poco rappresentata al cinema e nei libri, ma viene anche enfatizzata la classica reazione umana in cui basta l’accusa da parte di qualcuno per essere subito additati come colpevoli. Una caccia alle streghe, praticamente.
In questo caso, tra voci di corridoio circa l’omosessualità di un marinaio e la testimonianza (anche se sembrerebbe più corretto dire “testimonianza”), l’escalation è stata estremamente rapida e chiaramente nasconde qualcosa di più. D’altronde, vuoi per l’importanza di uno come Farrell nel cast, vuoi per il suo essere così losco e violento, la sensazione è che sia proprio Drax il killer di Hannah, un killer che ha identificato nel Dr. Summer una minaccia. E la tensione, in uno spazio ristretto come il vascello, comincia a salire.

CACCIA ALLA BALENA


The North Water è un prodotto molto interessante, non solo per il cast o per la trama, ma anche per la regia. Agli spazi angusti e oscuri della barca, rappresentati con una certa ansia dalla telecamera, si contrappongono dei paesaggi vastissimi e accesi. La luce esterna, data dal riflesso sull’acqua e sugli iceberg, si oppone naturalmente alle ombre ed ai corridoi stretti della barca. Lo spazio, pur essendo senza limiti essendo in mare aperto, nasconde insidie ovunque per i marinai, sia dentro che fuori dalla barca.
La caccia alle balene (che va ricordato essere solo un pretesto per affondare la barca e riscattare il premio dall’assicurazione) è l’unico momento in cui al bianco ed al nero si aggiunge una terza colorazione: il rosso. Il sangue spruzzato fuori dalla balena è ingombrante alla vista, così come lo è sui corpi dell’equipaggio mentre tagliano a fette la sua carne. Nella crudezza delle immagini, Andrew Haigh riesce a stordire lo spettatore con “un gioco di colori” che creano fastidio ed allo stesso tempo tengono incollati allo schermo. La regia, magari non tanto considerata durante la visione, ha in realtà un ruolo fondamentale in questa serie e si denota, proprio con il gioco di luci, l’attenzione e la cura dei particolari, decisamente notevole.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La caccia alle balene è uno spettacolo crudele ma estremamente verosimile
  • Ottima interpretazione generale del cast
  • All’improvvisto The North Water si tinge di giallo prima con lo stupro e poi con la caccia al killer
  • Regia estremamente interessante e attenzione massimo sui colori
  • I toni scuri di molte scene potranno infastidirie un po’ la visione
  • Alcuni momenti un po’ lenti

 

Un episodio che disorienta ma al tempo stesso alza l’asticella e stimola la curiosità che già c’era, ma ora è rivolta verso altri lidi, più tinti di giallo che ricoperti da una coltre nevosa.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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