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The Patient 1×04 – CompanyTEMPO DI LETTURA 3 min

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The-Patient-1x04Per descrivere la calma surreale tipica della narrazione di The Patient, basterebbe raccontare di una delle sequenze conclusive di questo episodio. Alan cerca di convincere Sam a non compiere l’ennesimo omicidio, distogliendo l’attenzione sull’uomo tenuto ostaggio nella stanza accanto e suggerendo a Sam, piuttosto, di andare a visitare l’ex fidanzata per cercare di trovare un maggior equilibrio nel suo stato d’animo attuale.
Sam, laconico come sempre, si alza in piedi e si dirige in bagno. Seguono una ventina di secondi in cui l’unico rumore percepito (sia da Alan, sia dallo spettatore) è Sam intento ad orinare. Poi, il ritorno alla “normalità” con Sam che ritorna nella stanza. Un frangente catartico ma surreale e quasi totalmente fuori dalle corde narrative di questo psychological thriller che, episodio dopo episodio, sta riuscendo a conquistare il pubblico forte di una struttura narrativa particolare per il genere.

UN NUOVO OSTAGGIO


“Company”, come è facile intuire dal titolo, ruota attorno all’arrivo improvviso di Elias avvenuto in “Issues”, trasportato a peso dentro casa da parte di Sam. Una figura nuova che gravita attorno alla già complicata lotta per la sopravvivenza e per la libertà di Alan, primo dei reclusi, ma luce guida per questa nuova persona.
Avere qualcuno con cui colloquiare permette ad Alan di recuperare parte della propria sanità mentale: con Elias il terapista parla della propria famiglia, la descrive, non la percepisce solo come un ricordo, ma come qualcosa di tangibile a cui riuscirà prima o poi a fare ritorno. Alan riesce ad appoggiarsi ad Elias per fare una breve seduta di terapia, quindi, pur aiutando l’uomo a recuperare speranza e fiducia. Tutto si sistemerà, questo sembra il motto. Ma sarà davvero così?
Fattore interessante è sicuramente la scelta di lasciare la presentazione rispettiva di Alan ed Elias come ultimo frangente dell’episodio, quasi i nomi fossero un’appendice al momento. Ciò che contava era lo stato d’animo in sé e la possibilità di recuperare quella speranza ormai andata persa.

CALMA APPARENTE


Il fatto di avere un’altra persona (oltre a Sam e Candace) con cui colloquiare permette ad Alan di aver maggiore presa su Sam stesso. In pratica Elias aiuta sé stesso riuscendo a dare conforto indiretto ad Alan.
Un qualcosa che al momento regge il colpo, ma per quanto Alan riuscirà a distogliere l’attenzione di Sam dalla sua volontà di uccidere qualcuno?
Risulta complicato poter fare delle supposizioni o predizioni di come la serie voglia continuare la propria storia. Il controllo sul proprio istinto omicida di Sam è stato messo a dura prova in questo episodio, ma la routine giornaliera, le parole di Alan e il lavoro sembrano essere stati utili strumenti per mantenere in vita Elias. Tuttavia, lo stesso Sam non sembra sicuro che ci possa essere una via d’uscita: sarà costretto tutti i giorni ad andare al lavoro dimenticandosi della sua prossima vittima nascosta all’interno della stanza nel seminterrato? Una calma apparente che nasconde più di qualche inghippo e che potrebbe risolversi in un bagno di sangue senza possibilità di appello.
L’unico vero punto debole di The Patient continua ad essere proprio questa narrazione centellinata e dosata con estrema calma. Si tratta di una serie che si prende il proprio tempo e non cerca in alcun modo di accelerare la storia lasciando spazio ad evoluzioni a questo punto solamente immaginabili. E a volte va bene anche così.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’arrivo di Elias
  • La presentazione tra Elias e Alan tenuta come ultimo elemento della puntata
  • La quotidianità vissuta da Sam con estrema difficoltà
  • Surrealismo narrativo
  • Storia centellinata

 

“Company” introduce un nuovo elemento nella vita di reclusione imposta ad Alan. Un altro personaggio che potrebbe rappresentare la chiave di volta per la libertà e la sopravvivenza. Tutto sta nella bravura di Alan nel riuscire a convincere Sam a redimersi rispetto a quanto compiuto.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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