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The Peripheral 1×02 – Empathy BonusTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Peripheral 1x02 recensioneIl rilascio da parte di Amazon di due episodi da oltre un’ora ciascuno non è casuale e fa ovviamente parte di una strategia per convincere lo spettatore ad entrare in sintonia con l’ennesima serie fantascientica pronta a stupire andando ad esplorare lidi inesplorati.
Con le 2 ore e 17 minuti a disposizione sembra infatti esserci sufficiente tempo per creare interesse in una nuova trama e far empatizzare il pubblico con i protagonisti. Sfortunatamente, ed è questo il caso, la maledizione dei secondi episodi è sempre lì dietro l’angolo pronta ad enfatizzare anche le falle della sceneggiatura e della trama in generale. Falle che in “Empathy Bonus” emergono in ogni angolo nonostante un buon ritmo ed un interesse costante, ma che comunque non possono essere ignorate.
Tra le varie lacune/inesattezze se ne possono citare un paio così da essere tutti allineati su quali elementi della sceneggiatura non abbiano senso e diano fastidio allo spettatore più attento:

  • Come mai nessuno fa troppo caso se uno dei pochi abitanti di una cittadina americana vince 250.000$ alla lotteria?
  • Come fa uno sparuto gruppo di trentenni con la passione per le armi ed i droni a sgominare una squadra d’assalto che ha preso l’incarico di uccidere tutti nel Dark Web?
  • Perchè nè fratello, nè sorella si fanno troppe domande sull’essere contattati e trasportati in una Londra del futuro?
  • Se è vero che si forma un’altra timeline nel momento in cui qualcuno dal futuro viene in contatto con qualcuno del passato, perchè c’è così tanto interesse nell’uccidere Flynne Fisher?
  • Con tutte le implicazioni che ci possono essere condividendo informazioni sul futuro nel passato, era proprio necessario coinvolgere (banalmente) il boss malavitoso della cittadina per far fuori Flynne e Burton?

A queste e a tante altre domande non viene data alcuna risposta e, anzi, si decide di sviare il discorso per non fomentare troppe incongruenze.

LE REGOLE DEL GIOCO DEL CONTINUUM SPAZIO-TEMPO


Wilf Netherton: You aren’t playing a sim, Ms. Fisher. You’re inside what we call a Peripheral. Telepresent. Piloting that body as if it were your own. […] Well, that’s where things begin to get a bit tricky. This is London. But London 70 years from what you think of as the present.
Flynne Fisher:I’m sorry, you really just expect me to swallow that? That I’ve time traveled here? To future London?
Wilf Netherton: No. Not at all. If it were time travel, as you say, you’d be here physically. This is merely a matter of data transfer. Quantum tunneling is the technical term for it. I understand your confusion.
Flynne Fisher:No, I’m not confused at all, actually. I just don’t believe you.

“Empathy Bonus” è un episodio che non convince moltissimo ma è anche vittima di forze di causa maggiore (leggasi: stagione di 8 episodi) che costringono la sceneggiatura ad impostare in qualche modo già delle trame. Si potrà anche dire che c’è modo e modo per farlo, quindi le forzature non sono giustificate e non si può che concordare con quest’affermazione perchè, effettivamente, di forzature ce ne sono tante, a partire dal modo in cui si giustifica il non-salto temporale nel futuro.
Alcuni spiegoni sono ovviamente utili per fare il punto della situazione, compreso quello che descrive esattamente che cos’è quel “peripheral” che dà il titolo alla serie, ma si denota una certa mancanza di fluidità che probabilmente non era presente nel romanzo di William Gibson ma è dovuta al format televisivo.
A scrivere e dirigere l’episodio ci sono sempre rispettivamente Scott B. Smith e Vincenzo Natali, il che sorprende perchè questa seconda puntata sembra essere scritta da una mano meno sapiente della prima, meno cosciente delle potenzialità dei personaggi e meno fluida nel farli muovere in questo universo narrativo. Sembra sarà necessario almeno guardare un’altra puntata per riuscire a capire se il pilot sia stato un exploit non ripetibile o se la caratura della serie sia invece simile a questa puntata. Ovviamente si preferirebbe il primo caso.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Pur nella sua ora abbondante di durata, la puntata ha un buon ritmo
  • Recitazione convincente di tutto il cast
  • Londra 2099 continua ad incuriosire
  • Svariate incongruenze e domande lasciate in sospeso per sempre
  • Corbell Pickett ha davanti a sè una trama già vista e rivista, vedasi Outer Range
  • Spiegazione scientifica buttata un po’ lì a caso

 

Pur confermando quanto d’interessante si era visto nella series premiere, l’abbondanza di incongruenze e la riproposizione di trame di cui è già prevedibile l’andamento abbassano notevolmente il voto finale che risente di tutto questo andando a posizionarsi in una sufficienza scarsa se non addirittura striminzita. Bisognerà fare molto di più per rendere The Peripheral qualcosa di speciale.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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