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We Own This City 1×06 – Part SixTEMPO DI LETTURA 4 min

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We Own This City 1x06We Own This City, che in Italia arriverà a fine giugno con l’azzeccato sottotitolo “Potere E Corruzione”, si è concluso con il suo sesto ed ultimo capitolo. La minisere HBO più che lunga è risultata essere molto intensa, quasi pesante per i temi trattati e i modi diretti e crudi che hanno voluto raccontare l’incredibile tragedia avvenuta a Baltimora.
Ciò che rimane alla fine della serie è un senso di nausea per tutto il lavoro sporco eseguito dalla GTTP e una rabbia preponderante riguardo le ingiustizie avvenute. Questi sentimenti certificano la riuscita dello show anche se, nonostante questo, la serie ha avuto diverse difficoltà, in primis dal punto di vista narrativo. Sebbene ciò, non si può che apprezzare ciò che HBO ha voluto mostrare al proprio pubblico grazie ad un lavoro del quale George Pelecanos e David Simon non possono che esserne fieri.

“Gun Trace Task Force, we are not about that bullshit. the drugs and shoot the guns. That’s what we do. That’s what we deliver. Gun Trace Task Force, we get those guns and we put ‘em on the table. We get that dope and we put it on the table. My unit took 132 guns off the street in nine months of work. We got 59 cases charged. Every single one of those went up to Calbert Street. During that time, we’ve kicked in 45 doors. We got in over a kilo weight of dope. And coke. Not to mention, the pills and all else. We took all that, and we put it on the table. That’s what we do. That’s what we deliver. That’s the job. And you take care of each other. I’m proud of you.“

COSA E’ RIMASTO A BALTIMORA


Cosa è rimasto a Baltimora dopo gli eventi raccontati dalla serie? Chi scrive non può sicuramente comprendere come si sia vissuto nella città in quegli anni, eppure è facile immaginare che il dolore e la rabbia non siano passati. Avere paura della polizia e non potercisi fidare in alcun modo, vedendo le proprie vite abbattute per l’avidità di denaro è qualcosa che i cittadini non potranno mai dimenticare e We Own This City è stata creata proprio per non far dimenticare questo sentimento.
A rappresentare quanto appena detto è Nicole Steele, interpretata dall’attrice nigeriana Wunmi Mosaku, personaggio fittizio inventato dalla coppia di ideatori e che conclude il suo percorso con l’abbandono del proprio lavoro dopo aver compreso dell’impossibilità di poter fare qualcosa di realmente concreto per risanare gli orrori e far sì che non accada nuovamente. Una triste realtà che è comune in tutte le ingiustizie che accadono ogni giorno nel mondo reale.

COSA E’ RIMASTO DELLA GUN TRACE TASK FORCE


George Pelecanos e David Simon hanno fatto un ottimo lavoro di ricostruzione approcciandosi, a volte, più come una docuserie che una vera e propria serie televisiva drammatica. Infatti, come accennato in ogni recensione, la narrazione non è mai stata il punto forte, rendendo la visione piuttosto difficile visti i continui e disparati flashback, tuttavia, in generale, i pro sono decisamente superiori ai contro. I personaggi creati sono riusciti a ricavarsi il proprio spazio, soprattutto in questo episodio conclusivo, trovando una tridimensionalità insperata dopo il difficile inizio, anche se, ovviamente, due ex poliziotti sono emersi: Sean Suiter e Wayne Jenkins.
Il primo più che per l’abilità dell’ottimo Jamie Hector, è rimasta la controversa morte che ha fatto molto discutere; la serie ha preso una posizione molto forte nonostante il presunto omicidio non sia mai stato smentito. Le sue deposizioni sarebbero state fondamentali per comprendere nel modo migliore possibile alcuni lati poco chiari di alcune vicende, ma la sua “conveniente” morte ha vanificato tutto e ha lasciato in dubbio la sua posizione su certi gravi avvenimenti.
Il secondo, invece, più che per le terribili vicende di cui è stato protagonista, ideatore e carnefice, si spera che verrà ricordato per la vittoria agli Emmy del suo interprete: Jon Bernthal. Il fu Punisher ha dominato la scena incontrastato prendendosi nei momenti più difficili lo show sulle proprie spalle, arrivando a fondersi con l’ex poliziotto meno amato della terra. Brenthal ha concluso lo show con l’ennesimo ottimo monologo, ideato dalla coppia di ideatori, congedandosi con una finale onirico che probabilmente ha voluto rappresentare lo stato psicologico ed emotivo di Jenkins, una persona che ha creduto realmente aver compiuto onestamente il proprio lavoro.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jon Bernthal
  • Le sensazioni che i creatori sono riusciti a trasmettere
  • Qualità sempre alta
  • Sigla
  • Finale onirico
  • Alcuni personaggi sono finiti nel dimenticatoio

 

We Own This City si conclude nel migliore dei modi, portandosi a casa l’ennesimo ringraziamento. Dai trailer si pensava che si sarebbe assistito ad una delle migliori serie dell’anno, così non è stato; tuttavia, HBO ha creato uno nuovo show di ottima qualità e che rimarrà nei pensieri soprattutto dei superstiti dello scandalo della polizia di Baltimora.

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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