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Ridley Road 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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Ridley Road 1x01 recensione “Seventeen years after the end of World War two, the nationalist socialist movement, inspired by Hitler’s nazi party, enstablishes headquarters in London. Public support across the country in on the rise.”

La nuova serie targata BBC apre il sipario su una fetta di storia inglese poco conosciuta nell’Europa continentale, eppure così drammatica. Lo scenario è quello della Londra anni ’60 e la protagonista (Agnes O’Casey) è una giovane ragazza ebrea in fuga dalla propria famiglia e dalle restrizioni culturali dell’epoca. La sua storia è destinata a intrecciarsi con quella del movimento di ispirazione nazi-fascista che, strano ma vero, abita le vie di Londra.

INSPIRED BY TRUE EVENTS


La serie trae origine dall’omonimo racconto di Jo Bloom, dedicato a Colin Jordan e ad una vicenda purtroppo realmente accaduta, per quanto si stenti a credere.
Adattata dalla penna di Sarah Solemani (conosciuta più come attrice in piccoli ruoli in film e serie tv) e diretta da Lisa Mulcahy, la miniserie BBC si compone di quattro episodi da un’ora di girato ciascuno e promette, sin dal primo appuntamento, un mix di azione e amore, alternato a momenti più riflessivi.
Per quanto riguarda il cast, pare pressoché sconosciuto: la già citata Agnes O’Casey veste i panni di Vivian, la giovane protagonista; ad essa si affiancano Rory Kinnear (Penny Dreadful, Black Mirror) nel ruolo del viscido Colin Jordan e Tom Varay che interpreta Jack, il fidanzato di Vivian.

NAZISTI NELLA LONDRA ANNI ’60: E CHI L’AVREBBE MAI DETTO?


Il pregio di questo primo episodio è il non perdersi in descrizioni e antefatti poco salienti e appetitosi per un inizio di stagione. Vivian in poche battute si trova già catapultata a Londra e inizia la sua nuova vita, in fuga da quelle che sono le rigide regole religiose della sua famiglia.
Inizia il viaggio di Vivian in una città molto diversa da quella che l’ha vista crescere: sono gli anni ’60 e Londra è un tripudio di colori, energia, di vita. Cominciano a vedersi le prime minigonne, gli orecchini giganti e i capelli cotonati in stile bouffant e anche la musica comincia a suonare in maniera diversa.
Ma accanto alla vivida Londra del nuovo decennio, si affaccia sulle strade della città una realtà più buia, che colpisce Vivian come un pugno allo stomaco. Sono passati vent’anni dal secondo conflitto mondiale, eppure si vedono spiegarsi per le vie del centro ancora svastiche su drappi e fascette.
L’aspetto più interessante dell’intero episodio è dato proprio dalla rappresentazione di una realtà storica poco sentita, lasciando dietro di sé curiosità e riflessioni. E’ davvero impensabile che negli stessi anni in cui i Beatles calcavano Abbey Road, uno squadrone di nazisti sostava nella meno conosciuta Ridley Road.

PRIMO EPISODIO E PRIME IMPRESSIONI


La serie incuriosisce, con il suo intento di narrare una realtà storica di cui si sa poco o nulla. Sotto questo punto di vista il prodotto vale: l’allettante Londra degli anni ’60 e il partito nazista sono due realtà apparentemente inconciliabili e il desiderio di scoprirne di più convince nella visione.
Se la storia è il punto di forza della miniserie inglese, i suoi attori sono, al momento, la sua debolezza. La stessa Agnes O’Casey, pur vestendo un personaggio coerente e ben disegnato, appare incerta e poco convincente sullo schermo, almeno nel primo episodio. Il resto del cast è, per il momento, pressoché trascurabile. Kinnear nei panni di Colin Jordan è ancora da scoprire in fondo, restando un po’ in penombra in questa prima ora di girato. In generale, il movimento neo-nazista non trova molto spazio se non per le scene d’azione ad esso dedicate.
In questo senso, il pilot non sembra metter ben in luce le dinamiche politiche che si innescano dietro le fila dei neo nazisti; aspetto, invero, molto importante per una serie che si prefigge di narrare una storia del genere, dove ideali, interessi e razzismi ne costituiscono la proposizione reggente.
Senza dubbio il finale di episodio fa ben sperare circa gli sviluppi e i futuri approfondimenti storici all’interno del movimento di Jordan: Vivian è ufficialmente un’infiltrata tra le file del partito nazista ed è da qui che la storia ha inizio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ambientazione: look, scenografia e ricostruzione storica
  • Regia e fotografia
  • Un’interessante finestra su un pezzo di storia sconosciuta ai più
  • Agnes O’Casey appare inizialmente incerta nelle vesti della protagonista, ma comunque efficace
  • Inizio immediato della trama
  • Soundtrack
  • Finale di episodio, in cui Vivian diventa ufficialmente un’infiltrata
  • Aldilà della protagonista, il cast è ancora da conoscere fino in fondo
  • Aspetto politico ancora non ben approfondito
  • La serie potrebbe perdersi in altre lungaggini apparentemente non necessarie

 

Ridely Road è un prodotto che suscita curiosità, presentandosi come un’interessante finestra su una fetta di storia inglese sconosciuta ai più, seguendo le linee caratteristiche delle produzioni targate BBC. Consigliato.

Lunatica, brutta, cinefila e mancina. Tutte le serie tv sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.

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