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Shameless 5×04 – 5×05 – A Night To Rememb… Wait, What? – Rite Of PassageTEMPO DI LETTURA 9 min

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Chi segue il profilo Instagram di Emmy Rossum, avrà potuto godere di un certo hype prima della visione di “A Night to Rememb…Wait, What?”, dato che l’attrice prometteva, nel commento a una foto che la ritraeva insieme a Gus, che “grandi cose stanno per accadere a Fiona”. Non si può dire che le attese (al contrario di casi simili, tipo l’ultimo The Walking Dead) non siano state abbondantemente ripagate. A fine episodio, qualsiasi spettatore, sarà rimasto a bocca aperta per la velocità e la ricchezza di ciò che gli viene proposto in soli cinquanta minuti, tanto da ritrovarsi a esclamare anch’esso “aspetta…cosa?”.
Il grande rischio preso dagli autori paga da solo “il prezzo del biglietto”. La storyline di Fiona e Gus, sicuramente la più rilevante anche per gli sviluppi futuri della serie, ondeggia tra la favola moderna del più classico degli “amori a prima vista” e la squallidezza di un matrimonio-lampo in stile Las Vegas. Tutto nell’arco di ventiquattr’ore, il tempo a disposizione per la coppia, all’interno della puntata, è gestito perfettamente, senza una scena superflua o inutile (e no, non solo per il ritorno al nudo dell’attrice). L’idillio romantico che circonda i due, infatti, è un continuo crescendo, fin dal primo “ti amo” di Gus, con una Rossum al solito convincente nell’interpretare al meglio il visibile imbarazzo da cotta adolescenziale del personaggio, tanto da far sembrare l’affrettata e incosciente decisione di convolare a nozze la più ovvia e naturale possibile. Visto il contesto, scegliere il pretendente alla mano di Fiona meno conosciuto al pubblico, proprio per la mancanza di tempo materiale, ha senza dubbio la sua efficacia narrativa. L’unica riconoscibile continuità, infatti, sta solo nella rozza quanto adorabile espressione della ragazza, che passa dall’ “Holy shit” di “Two Lisas” all’ “Holy fuck” successivo alle nozze. A spezzare l’armonia dei neo-sposini, però, ci pensa l’ombra dell’espressione afflitta e dubbiosa della stessa Fiona sui titoli di coda, davvero troppo simile a quella che chiudeva “I’m the Liver“, che può voler dir tutto (magari un qualche malessere psicologico e recondito del personaggio, non ancora espresso, che sta tentando di dimenticare le disgrazie e i traumi della passata stagione cacciandosi in situazioni “estreme”) o niente (nell’episodio successivo, in un faccia a faccia col nuovo marito, entrambi non fanno altro che ammettere di provare entrambi una grande paura di aver fatto un grosso sbaglio).
A proposito di matrimoni in crisi, cade sempre più nel baratro la situazione coniugale tra Kev e Veronica, un tempo, probabilmente, la coppia più solida della serie. Se come personaggio, in questa prima parte di season, quello di V. è forse quello più meritevole di critiche, o che perlomeno si guadagna il minor trasporto per una benché minima empatia, allo stesso tempo è a lei che gli autori riservano le battute migliori. Su tutte, citiamo “That was a cry for help from my cuchie said things not right at all“, per la serie: quando si può fruire di certi segnali, a che serve la terapia?
Di certo non Lip e Amanda, ai quali, invece, le cose sembrano andare a gonfie vele (e no, anche qui, non parliamo solo del “grande passo” in camera da letto). Delizioso il montaggio che fa da intro all’arrivo del Gallagher a Miami, che mostra perfettamente il salto di stile di vita tra le zone residenziali in cui sguazza la facoltosa famiglia della ragazza e il misero e povero ghetto da cui proviene il nostro protagonista. Tasto su cui gli autori stanno insistendo marcatamente fin dalla première; questa volta all’ambiente ristretto e accademico del college, ci si aggiunge anche la buona riuscita dell’inserimento sociale di Lip in casa di Amanda. In particolare, stupisce il legame che si stringe col padre di lei, visti anche i precedenti (su cui si glissa forse anche troppo furbamente), che apre gli occhi al giovane Will Hunting di Chicago su quale sia davvero il suo posto, mostrandogli in maniera chiara e percepibile a cosa può aspirare, se davvero vuole. Stavolta non c’è lo psicologo Robin Williams a portarlo sulla retta via, ma, come vedremo in “Rite Of Passage”, gli basterà una serata con Mickey Milkovich.
Chi, invece, è ritornato alla sua solita e vagante deriva, come non succedeva praticamente dalle prime stagioni, è Frank, nella storyline che dà il nome all’episodio. Dopo l’esplosione della casa di Sheila con tanto di fuga in camper della stessa, è senz’altro lui che impersona, più di tutti, il nuovo corso intrapreso dalla serie. Alquanto ironico, perciò, che di quest’alba della nuova era di Shameless, papà Gallagher non ricordi alcunché. Nella sua personale Notte da leoni, non mancano i momenti esilaranti e perle notevoli, tra citazioni continue (chi vedendolo al tavolo da gioco non ha pensato al James Bond di Sean Connery o, per restare in tema serial, al Barney di How I Met Your Mother?) e soliti irresistibili momenti padre-figlio con Carl, con la piacevole comparsata del fu Ted di Scrubs a fare da contorno. Sottotrama che ha quindi il difetto di infondere (troppo) il sapore di “già visto”, ma tutto si dimentica all’ennesimo momento senza vergogna del furto della protesi ad una bambina sfortunata.

Visto che abbiamo accennato del profilo Instagram di Emmy Rossum, val la pena accennare che chi lo segue, e non vede la puntata in diretta, il giorno dopo la messa in onda si sarà beccato un simpatico spoiler sul ritorno di Jimmy nella serie. Vero che, fin dal cliffhanger della quarta stagione, la ricomparsa di Justin Chatwin era ormai più che preventivata (noi stessi l’abbiamo invocata praticamente ogni settimana), fatto sta che d’ora in poi, il lunedì toccherà stare attenti a ciò che l’attrice posterà sul noto social network. Anticipazioni a parte, la resa visiva dei secondi finali di “Rite Of Passage” fa il suo sporco lavoro. Simpatia per il personaggio o no, Jimmy/Steve/Jack è stato una parte fondamentale per Shameless e per la stessa Fiona. Che la serie sia abilmente riuscita a superare la sua assenza non si discute, ma deciderlo di ributtarlo in pista, proprio quando i protagonisti stanno affrontando il loro decisivo giro di boa, ha un suo significato enorme. Gli autori, infatti, sembrano volerci quasi dire che per poter andare definitivamente avanti, si deve scendere a patti col proprio passato, volente o nolente. Infine, in termini più pragmatici, lo show ha già dovuto dire addio, recentemente, a due “colossi” come Sheila e Mandy, quindi il momento non poteva essere più propizio.
Con l’atmosfera di rewind che si è respirata in “A Night to Rememb…Wait, What?”, questo “Rite Of Passage” si pone in strettissima connessione. Le stesse sottotrame dell’episodio passato (a parte quella inerente al solo inguaribile Frank) hanno qui il loro personale climax.
Abbiamo già accennato di Lip, che dopo la breve evasione a Miami, è costretto a guardare in faccia la realtà, la quale ha il volto, tra lo sfacciato e il deluso, di Mickey. Si realizza, finalmente, quella presa di coscienza costruitagli di puntata in puntata: quel “I’m just fucking South Side like you” non ha più alcun valore. Conseguente e naturale la decisione di tornare al college, pretesto per regalarci una delle scene Lip/Fiona più toccanti e coinvolgenti. Del resto, i due veri “capi-famiglia” già più di una volta ci hanno appassionato nell’arco di questi anni.
E’ un episodio “familiare”, quindi, perfino nella figura di Sammi, alla quale tocca il rito di passaggio di essere delusa e abbandonata dal padre, entrando di diritto (per molti, purtroppo) nell’ “esclusiva” cerchia dei Gallagher. O nella collaborazione tutta fraterna tra Debbie e Carl, anche loro collegati direttamente all’episodio precedente, specialmente la prima, con l’iscrizione alla palestra che qui tocca il suo apice nella vendetta contro le ex-amiche. Difficile capire che piega prenderanno le loro storyline, e in che modo s’incastreranno con la trama generale, per il momento va detto che non godono neanche di una certa attrattiva.
Altra sottotrama che arriva al suo momento di svolta, e quella già citata di Kev e V., con il patto da Libera Uscita (copyright by Farrelly Brothers) per lui concessogli dalla moglie, dopo il di lei strusciamento fedifrago in discoteca. Menzione d’onore per i suoi tentativi di rimorchio al parco; se non fosse per Frank, sarebbe stato il momento più divertente della puntata. Ecco, il personaggio di William H. Macy raggiunge vette d’ilarità uniche, ma inizia a scadere, ancora, nel campo del “già visto”. Se a inizio stagione la solida dimensione conquistata gli ha giovato enormemente, la scossa dello stravolgimento delle situazioni in ballo, invece, sembra ora limitarlo altrettanto pesantemente.
A questo punto, a vincere per il maggior coinvolgimento emotivo sono Ian e Mickey, nonchè per lo scossone più rumoroso alla trama di questa stagione, atteso tanto quanto il ritorno di Jimmy. Non bastavano, infatti, le lacrime del ragazzo più duro del South Side alla vista dell’ennesima follia dell’uomo che ama (nell’episodio precedente), in “Rite Of Passage” assistiamo allo sfogo dello stesso Mickey sul povero malcapitato di turno dopo la scoperta del tradimento del Gallagher.
Uno sfogo che ci fa rivivere, in brevi e concise parole, tutta la forza e l’importanza della storia d’amore più intensa e meglio scritta in uno show televisivo, dai tempi di Joey e Pacey in Dawson’s Creek. Evento utile anche per farci riflettere su quanto il personaggio di Milkovich sia davvero un altro rispetto a quello della prima stagione, specialmente nella razionalità sfoggiata durante il faccia a faccia col fidanzato. La fuga di Ian, con tanto di bebè al seguito, è solo la punta dell’iceberg di una storyline che ci lascerà sicuramente col fiato sospeso per le prossime settimane.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Emmy Rossum nuda Il matrimonio-lampo di Fiona e Gus
  • Lip a Miami
  • That was a cry for help from my cuchie said thing not right at all” (cit. V.)
  • Tutta la storyline di Ian e Mickey, piuttosto forte e coinvolgente
  • Well, then i fucked our son
  • Il ritorno di Jimmy/Steve/Jack
  • Storyline di Debbie e Carl, troppo estranee e di poco acchito
  • Le sottotrame di Frank, divertenti e geniali sì, ma forse troppo ripetitive e già viste

 

Shameless non si accontenta mai. Dopo l’avvio di una nuova era, è già pronto a roboanti scossoni non indifferenti. Dopo due episodi di sconcertante ma necessario assestamento, si prepara a stupirci nuovamente. Abbiamo avuto fede, e siamo stati ripagati da due episodi ricchi di eventi, tanto esilaranti quanto intensi. Ora non resta che sederci e goderci ciò che gli autori hanno in serbo noi, poichè, stavolta, davvero non abbiamo idea di quello che accadrà. A meno che non si controlli frequentemente l’Instagram della Rossum.

 

The Two Lisas 5×03 1.96 milioni – 0.8 rating
A Nigh To Rememb… Wait, What? 5×05 1.26 milioni – 0.6 rating
Rite Of Passage 5×05 1.64 milioni – 0.7 rating

 

Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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