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Sky Rojo 1×01 – Sofà de Escay RojoTEMPO DI LETTURA 4 min

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Sky Rojo 1x01 recensione Il sodalizio tra la Spagna e Netflix dura ormai da diversi anni e non potrebbe essere più saldo e proficuo, soprattutto quando a metterci lo zampino è Álex Pina, mattatore televisivo e creatore di alcuni show di punta della piattaforma, come La Casa De Papel e Vis A Vis. Ormai la terra di Goya, delle tapas e dell’Alhambra si è scrollata di dosso quella patina da telenovela che finiva per stereotipare qualsiasi prodotto avesse al suo interno il marchio “made in Spain”.
Il valore delle produzioni spagnole si è evoluto, crescendo nel tempo ed arrivando a sfidare i competitors statunitensi, vincendo, molte volte, su tutta la linea. Lontani sono i pomeriggi trascorsi su Italia Uno a guardare Paso Adelante, una delle poche serie tv spagnole a cui si poteva avere accesso.
Ora la posta in gioco è molto più alta e la Spagna ha saputo farsi strada nell’olimpo del piccolo schermo, conquistando tutti con produzioni di alto livello che spaziano da un genere all’altro. Soprattutto negli ultimi 5-6 anni, il proliferare di show spagnoli ha monopolizzato l’attenzione sia di pubblico che di critica che si sono ritrovati letteralmente sommersi dall’ondata spagnola, con titoli come i già citati La Casa de Papel e Vis a Vis, ma anche El Cid, Il Caos Dopo Di Te ed Elite.

UN PULP TARANTINIANO


Per il suo nuovo show, Álex Pina decide di ispirarsi ad un mostro sacro della cinematografia come Quentin Tarantino che ha fatto del pulp il suo marchio di fabbrica. Sky Rojo spinge a fondo sull’acceleratore degli eccessi, del ritmo forsennato, della violenza, del sesso e della black comedy, strizzando l’occhio non solo a Tarantino ma anche al capolavoro di Oliver Stone, Natural Born Killers. Coral, Wendy e Gina, le protagoniste della serie, sono tre prostitute che scappano dal loro pappone lasciandosi alle spalle una scia di sangue come Mickey e Mallory Knox. Le tre donne, infatti, stanche di essere sfruttate e soggiogate, si ribellano ad una vita di angherie ed umiliazioni, unendo le forze contro Romeo (proprietario del club dove lavorano) ed i suoi scagnozzi Moisés e Christian.
Durante la visione dell’episodio non ci si annoia di sicuro grazie ad una frenesia sia visiva che di trama, dove non c’è spazio per le pause se non negli istanti finali. Il minutaggio ridotto a poco più di venti minuti, aiuta sicuramente a non allungare il brodo e sembra essere la carta vincente per questo tipo di prodotto. Parsimoniosi per quanto riguarda la durata, ma non certamente per la resa scenica che pullula di colori sgargianti, splatter, linguaggio scurrile e momenti di humor nero piazzati ad hoc.

LE TRE PROTAGONISTE


A vestire i panni delle prostitute on the road ci sono Veronica Sanchez (Coral), Lali Esposito (Wendy) e Yany Prado (Gina). La Sanchez è famosa per i suoi ruoli nelle serie televisive Los Serrano e Sin Identidad, mentre la giovane Lali è una cantante di Buenos Aires venuta alla ribalta grazie a Teen Angels, la serie di maggior successo nella storia della televisione argentina e seguitissima dalle nuove generazioni su YouTube.
Le attrici interpretano perfettamente la diversità di carattere delle tre donne protagoniste, ognuna con un proprio dramma personale, ma allo stesso tempo legate a doppio filo dalla voglia di libertà e normalità. Sullo sfondo di una Tenerife desertica e rurale, Coral, Wendy e Gina, strizzate nelle loro minigonne inguinali e imbrattate di sangue ovunque – e rimanendo lo stesso delle gran gnocche – si lanciano a capofitto in un abisso più grande di loro, consapevoli che potrebbero rimetterci la pelle. Una moderna storia alla Thelma e Louise (più una bonus), con una buona dose di kitch, grottesco e tamarraggine: elementi che mai potrebbero mancare in un prodotto ideato da Pina.
Lo stampo spagnolo si sente eccome, eppure il confronto con altre produzioni regge bene, così come perfetta è la spettacolarizzazione della violenza, tanto cara al già citato Quentin Tarantino. Álex Pina e gli altri sceneggiatori, coadiuvati da un folto stuolo di registi, trascinano lo spettatore in una tracotante storia di riscatto e vendetta vestita di paillettes, il tutto in una prima stagione da 8 episodi che è già stata rinnovata anticipatamente per altri 8 episodi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Omaggi a Tarantino, Oliver Stone e Robert Rodriguez per dirne alcuni
  • Spettacolarizzazione della violenza
  • Eccessi in tutto e per tutto
  • Le tre protagoniste
  • Il black humor che non ti aspetti
  • Ritmo incalzante
  • Minutaggio ridotto rispetto ai canonici 40-50 minuti…
  • …vediamo se sarà la scelta vincente per tutti e otto gli episodi

 

Álex Pina ci regala un ottimo prodotto pulp, per gli estimatori del Tarantino della prima ora e per gli amanti del trash.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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