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Stranger Things 3×08 – Chapter Eight: The Battle of StarcourtTEMPO DI LETTURA 7 min

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Stranger Things 3x08 - Chapter Eight: The Battle of StarcourtCon “Chapter Eight: The Battle Of Starcourt”, salutiamo Hawkins con un bilancio positivo grazie al riscatto ottenuto con gli ultimi episodi dei quali questo finale di stagione rappresenta comunque l’unico vero esempio degno della serie che aveva fatto innamorare il proprio pubblico.
Il confezionamento dell’ultima puntata in pieno stile Stranger Things lascia un po’ con l’amaro in bocca per tutto quello che si è dovuto guardare prima di scoprire che c’è ancora tanta qualità e che la serie può ancora essere raccontata in maniera appassionante. L’unica verità assoluta di questa stagione è che ha diviso inesorabilmente la platea in chi l’ha amata e chi l’ha odiata, tirando fuori da un lato l’indignazione di chi aveva aspettative altissime ed è rimasto deluso da un’eccessiva ripetitività e dall’altro il fervore di chi, appassionato degli 80s, se ne è più o meno fregato della trama e ha amato il revival, che in questa stagione è forse ancora più enfatizzato rispetto alle precedenti due.
A difesa dei primi, non si può certo negare che lo sviluppo della trama abbia subito delle inflessioni pesanti, soprattutto se paragonato a quanto dimostrato dalla seconda stagione nella quale la dinamica “escape”, indovinello dopo indovinello, si era arricchita con nuovi personaggi e aveva ampliato il background dei protagonisti, risultando alla fine sempre innovativa e convincente. Di tutto ciò, la terza stagione eredita solamente il focus su Billy, peraltro scarno, al quale forse sarebbe valso la pena dedicare un episodio di approfondimento, visto l’impatto che il personaggio aveva avuto nell’immaginario collettivo e sull’intera trama della stagione.
Al di là di queste considerazioni, il vero colpo al cuore è stata la sterzata sulle dinamiche teen che ha fatto passare in secondo piano quelli che erano stati i due ingredienti fondamentali del successo della serie: la passione per la scienza e la passione per il fantasy. Senza le fanta-spiegazioni dei ragazzini la serie è apparsa, ad una grossa porzione di fan, decisamente snaturata. La parentesi di Joyce sul magnetismo o la variabile di Plank per salvare il mondo non sono lontanamente sufficienti a saziare la voglia di scienza. Inoltre, la scelta di condannare Will all’incomprensione e alla solitudine, rimanendo l’unico dei protagonisti a preferire ancora D&D alle fidanzate è stato un po’ un tradimento per il mondo nerd (uno degli elementi cardine dello show). L’esempio definitivo di questa forma di amarezza è incarnato dall’insulsa chiusa romantica sulle note di Neverending Story, che ha corso il rischio di innescare nelle menti dei fan di La Storia Infinita il film (1984) fantasie disturbanti su Falkor e Morla o su Atreiu e l’Infanta Imperatrice.
Passiamo però all’altro lato della bilancia.
Non tutti i fan degli anni ’80 sono nerd e coloro a cui piacciono le permanenti e le camicie brutte non troveranno nient’altro in streaming che continui a soddisfare più di Stranger Things. In effetti, oltre allo stile, che continua maniacalmente ad essere imperante nelle scelte di scenografia e costumi, sono le emozioni raccontate in maniera così semplice e aperta, anche un po’ ingenua, ad alimentare il sentimento di nostalgia che ha fatto diventare la serie un cult. Dal punto di vista della resa stilistica, la serie appare quindi ancora inattaccabile. Ad aggiungere valore, in questo episodio particolarmente, ci sono le citazioni fotografiche che enfatizzano il tributo al cinema fantascientifico degli anni ’80, come la salita sulla collina, la piattaforma del laboratorio con la finestra sul reattore, o la rescue-scene con gli elicotteri che volano sopra Hawkins.
Anche l’elemento action torna in primo piano, salvando la stagione da un’eccessiva piattezza e dando finalmente un senso ad elementi ridondanti come il “Suzie, do you copy?” che continua a bombardarci di meme. A tal proposito, una parentesi è dovuta sul minutaggio – forse eccessivo per un finale di stagione – dedicato a Suzie. La giovanissima attrice Gabriella Pizzolo ruba la scena per più di 5 minuti, 3 dei quali interamente cantati, dando effettivamente prova delle doti che le sono valse l’etichetta di più giovane promessa di Broadway del momento. Tornando all’episodio, come si diceva all’inizio delle recensione, è stata sicuramente una sorpresa ritrovare un ritmo narrativo incalzante, accompagnato dall’abile direzione di tutti i personaggi del telefilm che entrano in azione insieme contemporaneamente.
Nel ricalcare vecchie dinamiche, le nuove aggiunte e i nuovi accoppiamenti sono stati perfetti, assolutamente sensati e bilanciati: il duo Steve-Dustin che aveva intenerito il pubblico non è stato affatto stravolto dall’entrata in scena di Robin ed Erica, che anzi fanno da spalle perfette con la loro dialettica pungente; accoppiare Eleven e Maxime è stato molto coerente con il tema della crescita che caratterizza i protagonisti di questa stagione ed è stato particolarmente bello vedere Eleven che, priva dei suoi poteri, viene aiutata sia da Mike che da Max durante la fuga dal demogorgone gigante; ed infine, la sostituzione del trio Murray-Nancy-Johnatan con quello di Murray-Joyce-Hopper è stata la scelta più azzeccata di tutte, peccato che le speranze di vedere insieme la coppia più attesa della serie siano andate miseramente in frantumi (o forse no?).
Il sacrificio di Hopper è stato un colpo di scena difficile da digerire, soprattutto vista la preparazione tenerissima ma anche lunghissima e lentissima della storia con Joyce, che sembrava avere ormai la sua definitiva chance. È tuttavia da prendere in considerazione l’ipotesi che, in realtà, il ranger non sia effettivamente morto, ma che possa essere rimasto intrappolato nel sottosopra, il che costituirebbe un espediente veramente buono per proseguire la prossima stagione, già confermata dai Duffer Brothers e dal produttore Shawn Levy. Nella scena post crediti, inoltre, viene fatta menzione di un “americano” tenuto in ostaggio in Kamčatka: considerato il superfluo tergiversare su questo dettaglio e tenuto a mente che nella logica delle serie tv un personaggio di cui non si vede la dipartita (anche Joyce, unica testimone, chiude gli occhi nel preciso istante in cui gira le due chiavi) non è effettivamente morto, non sarebbe quindi strano che questo “americano” sia proprio il buon Hopper.
Una teoria altrettanto possibile riguardo i prossimi sviluppi vede, invece, Joyce trasferirsi a Chicago, dove Eleven orfana si riunirà con il gruppo di sua sorella Kali (“Eight”), storyline che per il momento sembra essere stata messa completamente da parte ma che è difficile pensare non ritorni sullo schermo. Non è detto, poi, che le due ipotesi non possano coesistere, anche se per il momento non è stato rilasciato nulla per poter avanzare considerazioni certe.
È con Hopper quindi (congratulandoci tra l’altro con David Harbour per il personaggio), che chiudiamo le nostre considerazioni su questo finale di stagione, volendo dare un valore alle sue ultime parole che, per quanto possano suonare cliché, racchiudono in realtà un po’ l’anima stessa della serie:

Hopper: “Feelings… Feelings, Jesus. The truth is, for so long, I’d forgotten what those even were. I’ve been stuck in one place, in a cave, you might say. A deep, dark cave. And then, I left some Eggos out in the woods, and you came into my life and for the first time in a long time, I started to feel things again. I started to feel happy.” 

Stranger Things è stata per tutti un po’ proprio questo, una finestra su svariate emozioni che alcuni avevano probabilmente dimenticato, che fanno tanto ridere e che fanno anche un po’ male, ma per le quali comunque si continuerà ad essere ancora grati a questa serie tv. Arrivederci quindi Hawkins, speriamo di rivederti, questa volta di nuovo nel Sottosopra.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’azione
  • La comparsa di Suzie
  • Il sacrificio di Billy
  • Joyce e Hopper
  • La piatta lotta al demogorgone nello Starcourt
  • Poco spazio a Eleven
  • Neverending Story
  • Ritorno immotivato sul finale del Dr. Owens

 

Stranger Things termina la terza stagione con un forte riscatto rispetto alla piattezza che era stata lamentata da molti, dimostrando di riuscire ancora a sorprendere.

 

Chapter Seven: The Bite 3×07 ND milioni – ND rating
Chapter Eight: The Battle of Starcourt 3×08 ND milioni – ND rating

Caterina P.

Dalle fila sudiste di Recenserie, la sua lotta con le puntate da recensire imperversa tra slanci creativi e ritardi clamorosi. Le sue recensioni possono essere ottime o totalmente a cazzo di cane. Detesta le serie romantiche, abomina i teen drama e mal sopporta le comedy. Fantascienza e fantasy sono le uniche vie del sapere, al di fuori di queste è ammissibile solo il mystery.

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