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The Alienist 2×01 – 2×02 – Ex Ore Infantium – Something WickedTEMPO DI LETTURA 6 min

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Dopo una pausa di due anni e mezzo The Alienist torna con una nuova indagine un misterioso serial killer da rintracciare e anche un nuovo showrunner visto che Hossein Amini passa il testimone (un po’ a sorpresa) a Stuart Carolan. La prima stagione, basata sull’omonimo romanzo di Caleb Carr, aveva conquistato il pubblico grazie al suo mix di elementi gotici, noir ed investigativi che avevano accompagnato lo spettatore in un viaggio psicologico dentro la mente di un assassino seriale, tra le strade di una New York di fine ‘800. I protagonisti dello show, infatti, potrebbero essere visti come dei precursori del genere crime, quasi come dei pionieri alla scoperta del mondo della criminologia che tutti conoscono. Il panorama seriale, inoltre, pullula di produzioni di successo ispirate a queste tematiche, come Criminal Minds, Mindhunter, CSI, The Mentalist, True Detective e chi più ne ha più ne metta. Il fascino lugubre e tetro di una New York in pieno sviluppo industriale, il tema della psicologia criminale ancora in fase embrionale a quell’epoca, il realismo dell’indagine e del ritrovamento dei cadaveri, l’eterna lotta tra bene e male: tutto ciò hanno reso The Alienist una serie tv degna di essere posta sotto i riflettori.
Anche questa seconda stagione, tratta da un altro romanzo di Carr, si presenta con un pilot molto simile al precedente ma con due sostanziali differenze: non c’è un serial killer di ragazzini travestiti ma bensì inquietanti rapimenti di neonati ed il tutto, rispetto alla conclusione di “Castle In The Sky“, è spostato avanti di almeno un paio d’anni (come fa capire la nuova carica di Teddy Roosevelt ad Assistant Secretary Of The Navy). Si salta quindi con discreta agilità tutta quella parte di storia che, verosimilmente, avrebbe potuto appesantire la narrazione e si sfrutta il sempre utilissimo salto temporale per dare un po’ di freschezza all’ecosistema. Non tutto è cambiato ma ci sono alcuni cambiamenti sensibili che vanno enfatizzati:

  • l’anticonformista Sara Howard è diventata un detective privato, ha aperto una  propria agenzia investigativa e continua a tirare fuori il carattere forte e ribelle che l’ha sempre contraddistinta;
  • Laszlo non ha rinunciato alla sua missione di aiutare le menti più distrutte e disagiate, trovandosi, suo malgrado, a dover competere con una specie di Dottor Mengele e con le reticenze della società ma, come mostrato fugacemente in una scena, sembra aver creato il Kreizler Institute di cui per ora non si sà nulla;
  • John Moore lavora ancora per il New York Times ma non più come illustratore visto che ora è giornalista, in più è fidanzato con Violet, la figlia illegittima di un magnate dell’editoria. Purtroppo, questo escamotage narrativo della travagliata storia d’amore tra Sara e John non sembra far promettere nulla di buono, dato che un tira e molla tra i due si era già verificato nella scorsa stagione e, così facendo, la storyline potrebbe facilmente cadere nelle trappole da teen drama.
“Ex Ore Infantium” inizia in medias res e introduce la nuova matassa che i protagonisti dovranno sciogliere per risolvere il mistero dei bambini scomparsi. L’atmosfera dark e fumosa e la fotografia oscura rendono la narrazione enigmatica e piena di angoscia allo stesso tempo, come se già dai primi minuti si dovesse giocare a nascondino con un perverso serial killer disposto a tutto. Sullo sfondo, a fare da background socio-politico, si intravedono i primi malumori tra Stati Uniti e Spagna, che porteranno alla guerra ispano-americana del 1898, in merito alla questione cubana. L’attenzione per i dettagli è segno di un giusto lavoro di realismo e ricerca, ma il pubblico non guarda The Alienist per una lezione di storia e quindi va bene tenere il tutto solo come contorno.
Nella seconda puntata, intitolata “Something Wicked”, Sara, Laszlo e John proseguono nelle loro indagini e cercano di ricostruire la vicenda, sia interrogando la servitù dei Linares, sia facendo esperimenti per capire il modus operandi del serial killer di neonati. Kreizler, dal canto suo, si mostra subito più audace e coraggioso degli altri, proponendo un nuovo approccio per cercare di risolvere il caso: l’ipnosi. Secondo i suoi studi, infatti, ipnotizzare la madre della bimba, porterebbe alla luce dettagli inesplorati che il cervello della donna avrebbe sotterrato nel suo subconscio, in una sorta di strategia difensiva. Questo metodo azzardato non viene visto di buon occhio da Sara che preferisce affidarsi a metodologie più tradizionali, tuttavia sembra essere più un escamotage per enfatizzare le capacità di Laszlo che, in questi primi 90 minuti, sembrano essere decisamente sopite in un limbo che non rende giustizia al protagonista.
La situazione all’interno di questo inizio di stagione si complica maggiormente con la comparsa di ulteriori ostacoli che minacciano il quieto vivere dei protagonisti. Da una parte la polizia e la stampa che vogliono fomentare i dissapori con la Spagna, dall’altra la gang dei Dusters che agisce indisturbata, lasciandosi alle spalle una scia di sangue. La politica, come sempre, si lega a doppio filo con l’indagine mettendone in luce le implicazioni e le conseguenze. In una paese sull’orlo di una guerra, influenzare l’opinione pubblica attraverso la corruzione di stampa e polizia sembra l’unico modo per portare la vittoria a casa. Tematica ancora molto attuale, purtroppo.
Se nella prima stagione si era messo in luce il mondo marcio all’interno del dipartimento di polizia e la disparità tra classi sociali, questa volta il cerchio si allarga e sembra che dietro ad ogni angolo ci sia qualcuno disposto a mentire. Sara, Laszlo e John, pur non sapendolo ancora con certezza, si stanno addentrando in un mondo fatto di orribili segreti e scomode verità. Le scomparsa della figlia di Martha Napp prima e di Ana Linares dopo sono solo la punta dell’iceberg in una vicenda agghiacciante con molti più colpevoli del previsto.
In conclusione, The Alienist parte molto bene sebbene leggermente sotto tono rispetto ai primi episodi della scorsa stagione, dove si dava più importanza all’indagine e alla psicologia criminale; la buona chimica tra il cast e l’ottimo comparto tecnico, però, relegano questi difetti in secondo piano, aumentando la riuscita generale dello show. Il tutto mentre si aspetta che anche Laszlo esca dal limbo in cui è entrato.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Atmosfera dark e ottime scenografie
  • Comparto tecnico
  • Nuova indagine e nuovo serial killer
  • Il ritrovamento del cadavere della neonata
  • Tanti nemici
  • L’indagine è solo la punta dell’iceberg
  • Continuo tira e molla tra John e Sara: non era necessario…
  • Primi dissapori tra Stati Uniti e Spagna, che si spera rimangano solo un contorno
  • Laszlo non proprio “on point”

 

Il team forense di Laszlo, Sara e John torna tra i vicoli minacciosi di New York City e si appresta a scoperchiare il vaso di Pandora nelle prossime 6 puntate. Sarà interessante vedere come il passaggio di testimone tra Hossein Amini e Stuart Carolan come showrunner influenzerà il resto della stagione…

 

Castle In The Sky 1×10 ND milioni – ND rating
Ex Ore Infantium 2×01 1.33 milioni – 0.3 rating
Something Wicked 2×02 1.10 milioni – 0.2 rating

Michela Morelli

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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