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The Alienist 2×07 – 2×08 – Last Exit To Brooklyn – Better AngelsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Fin dai tempi più antichi è invalso l’artificio letterario di contrapporre ad un eroe alto, bello e intelligente un personaggio piccolo, brutto e fastidioso, per far risaltare meglio l’eroe stesso. The Alienist però esagera. C’è già il capitano Byrnes nel ruolo di antagonista, perché il colpevole sfugge, si rintana nelle ombre e solo nel finale arriva allo scontro con i protagonisti. In questo episodio si aggiunge il capitano Doyle, il quale incarna perfettamente lo stereotipo del poliziotto irlandese testa di legno. Quando è troppo è troppo: non è possibile che l’intero corpo di polizia di una grande città sia così corrotto e gli unici buoni siano investigatori indipendenti.
Figura non meno agghiacciante si rivela la madre di Libby: a quanto pare, sapeva sin dall’inizio dove stava la nipotina, a cui vietava ogni contatto con la figlia, poiché non esita a tirarla fuori per stanare Libby stessa. In questo punto della narrazione, comunque, si aggancia il discorso riguardante il generare figli perché “così si deve fare“, anche se non si è psicologicamente pronti. Si conferma così l’attenzione degli sceneggiatori alla ricostruzione di un’epoca anche dal punto di vista psicologico, di una mentalità che ha ancora grande influenza al giorno d’oggi.
A proposito di figli, un bebè in arrivo spinge John a prendere un’importante decisione per la sua vita, ovvero sposare Violet. Questa conclusione suona tutto sommato adeguata, perché si è visto come V. cerchi disperatamente una sua collocazione “ufficiale” nel mondo, dato il suo status di figlia illegittima. Questo le ha fatto guadagnare una certa comprensione e simpatia da parte del pubblico. Certo, come diceva Enzo Biagi, sono sempre le donne a pagare di più: è Anna Karenina a buttarsi sotto il treno, non il conte Vronskij. In altre parole, Sarah si trova a dovere scegliere fra la vita famigliare e quella professionale. La prospettiva di potersi dedicare ad un lavoro molto amato, di essere pioniera è sicuramente affascinante, ma il costo è molto alto.
Altro prezzo altissimo lo paga la famiglia Isaacson, con la morte di
Marcus. Questa scelta cerca di onorare il realismo della narrazione, perché è del tutto verosimile che la squadra degli investigatori non esca intatta da ben due stagioni di pericolose avventure, però dispiace ugualmente, perché il personaggio riusciva a creare la giusta dose di magnetismo in scena che tutto sommato non guastava.
Conclude la vicenda in modo gioioso, invece, Laszlo, in partenza per Vienna, insieme alla sua nuova amica psicologa, su invito niente meno che di Sigmund Freud. Il dottor Kreizler, ormai, ha imparato molte cose attraverso esperienza diretta, dopo tanti anni passati solo sui libri e ci ha preso gusto. Si merita proprio un po’ di felicità dopo tanti tormenti. Intanto questa parte della trama ha fornito una sequenza molto riuscita, ovvero quella della visita al locale LGBT+, o comunque si chiamasse all’epoca un luogo del genere.
Curiosità finale: in questa seconda stagione è stato introdotto il personaggio di William Randolph Hearst, potentissimo magnate dei media. Cambiando il nome, Orson Welles si è ispirato a questa figura per il protagonista del suo capolavoro Quarto Potere. Il rapporto fra media e società, il loro grande potere è tema sempre attualissimo, ma soprattutto una discendente di Hearst, Patricia, fu al centro di un caso rimasto emblematico nella storia della psicologia.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Conclusione per John
  • Conclusione per Laszlo
  • Ricostruzione anche psicologica di un’epoca
  • La madre di Libby
  • La polizia di New York
  • Povero Marcus

 

In questa seconda stagione, la serie ha confermato i suoi punti di forza, a partire dalla dettagliata ricostruzione d’epoca, ma ha saputo rilanciarsi. Non dovendo più dedicare tempo ad introdurre i personaggi principali, già noti agli affezionati, ha potuto dedicarsi a far procedere velocemente la trama, senza per altro trascurare i rapporti fra di loro. L’horror ha avuto meno momenti esplicitamente splatter, ai bambini mutilati si sono sostituite foto modificate di neonati morti, ma questo non ha tolto nulla alla resa scenica ed emotiva della narrazione. Al momento non si sa se verrà mai prodotta una terza stagione dello show, per completare la trilogia di Caleb Carr dedicata a Laszlo Kreizler, ma non sarebbe male se venisse realizzata.

 

Ascension 2×06ND milioni – ND rating
Last Exit To Brooklyn 2×07ND milioni – ND rating
Better Angels 2×08ND milioni – ND rating

 

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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