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The Blacklist 9×15 – Andrew Kennison (No. 185)TEMPO DI LETTURA 4 min

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Ressler: “How did you know about Cole’s arrest? How the hell did you even get down here?
Panabaker:More to the point, how did you know that this building even existed?
Tyson Lacroix:I’m just getting started. Hell, I’ve not said a word yet about agent Keen.
Panabaker:And there it is. The motive.

The Blacklist regala un episodio ricco di dettagli, indizi e spunti disseminati qua e là, come non succedeva da parecchio tempo.
Il gioco dei piccoli segugi può ricominciare a tutto ritmo. Non c’è un attimo di respiro e ben poco spazio per sorrisi e battutine. Purtroppo, insieme agli antichi splendori tornano anche i vecchi difetti, ma ci sarà tempo e modo di parlarne nel corso della presente recensione.

LA TASK FORCE MESSA ALLA PROVA


Come non era difficile immaginare, il ricatto al capo Cooper è connesso agli attacchi contro Red. Più precisamente, è solo un punto d’appoggio per sferrare un attacco micidiale al Concierge del Crimine.
Interessante e bello è vedere come accuse e sospetti riescano a seminare zizzania fra i membri della Task Force ma come questi riescano a superare gli ostacoli per ritrovarsi presto a cantare ad una voce, orchestrati dalla senatrice Panabaker. Ressler e Aram, in questa circostanza, si dimostrano una sicurezza.
Non si sa, almeno per ora, chi ci sia dietro tutta questa complessa cospirazione. Marvin Gerard, però, si candida autorevolmente fra i sospettati: ha le conoscenze adeguate (per esempio, l’ubicazione del Post Office) e il motivo (ne ha passate tante a causa di Raymond Reddington). Forse non sarà il mandante principale, ma potrebbe sapere molte cose.
Sarà interessante capire se si stia preparando un’uscita di scena con i dovuti onori per Fisher Stevens, caratterista di qualità, molto richiesto e presenza ricorrente nello show da lungo tempo.

IN ATTESA DI RISPOSTE


Si diceva sopra del ritorno di vecchi difetti. Il poliziotto corrotto Reggie Cole viene infatti ucciso da un motociclista misterioso, spuntato fuori al momento opportuno, insieme al suo avvocato Tyson Lacroix. Il fattaccio avviene proprio mentre i due stavano lasciando il Post Office. Peccato, perché i due personaggi erano stati presentati in maniera convincente, in pochi tratti.
Quest’abitudine di eliminare chi sa qualcosa prima che possa parlare è sommamente frustrante e va avanti da parecchi anni. Abbinare questa brutta usanza con l’altra, non meno irritante, di introdurre assai comodamente personaggi che appaiono e scompaiono senza spiegazioni sa di lavoro sciatto. Di solito, i cadaveri tendono a moltiplicarsi quando ci si avventura sulle tracce di Katarina Rostova. Comunque, dare qualche risposta dopo aver seminato dubbi e domande a bizzeffe non è reato, gli sceneggiatori dovrebbero saperlo.
Nel frattempo, potrebbe tornare in scena qualcuno tra coloro che si contendono il trono lasciato vacante da Neville Townsend o qualche membro, più o meno pittoresco, della congrega Skinner. Sono elementi interessanti lasciati a languire nel dimenticatoio.

RED STA TORNANDO RED


La situazione si fa complicata, richiede un Concierge del Crimine nella sua forma migliore. Per fortuna Red è pronto a rispondere colpo su colpo, per quanto possa sentirsi stanco e logoro dentro. Sarà per amore di Agnes, per fedeltà al suo piano trentennale (altro punto su cui qualche delucidazione giungerebbe assai gradita) o per qualche altro imperscrutabile motivo, ma è così che deve essere.
Beninteso, la forma migliore di cui si sta parlando è quella vista sin dai tempi del pilot, quella del cavaliere dall’armatura non propriamente scintillante, anzi un po’ ammaccata. Egli teme, nel proseguire il suo percorso per vendicare Lizzie, di arrivare a spingersi oltre ogni limite, di scoprire cose di sé che ancora ignora. Questo non porterebbe ad un lieto fine, ma un’amara conclusione sarebbe del tutto coerente con il tocco di oscurità sempre presente nello show.
In parallelo con il rivitalizzarsi del suo datore di lavoro, anche il ruolo di Weecha viene messo sempre più a fuoco e questo può solo giovare alla resa del prodotto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Puntata ricca di spunti
  • Non c’è un attimo di pausa
  • Tyler Lacroix e Reggie Cole ben presentati
  • L’abitudine di eliminare opportunamente chiunque potrebbe sapere qualcosa sta portando al limite la pazienza dello spettatore

 

Puntata adrenalinica e nel complesso soddisfacente, almeno fino alla frustrazione finale. Il numero di personaggi che è possibile eliminare affinché non parlino, prima che il pubblico si stanchi e abbandoni la nave, ha quasi raggiunto il limite massimo. Questo, almeno, secondo i modesti calcoli di chi scrive.
Le ultime scene, comunque, hanno tutto il sapore di un cliffhanger di cui si vedranno gli sviluppi nella prossima puntata. Dovrebbe continuare il pericolo per la Task Force (soprattutto per uno dei suoi membri).

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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