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The Handmaid’s Tale 4×09 – ProgressTEMPO DI LETTURA 4 min

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THE HANDMAID’S TALE 4x09 recensione “Progress” è il penultimo episodio di questa stagione, diretto impeccabilmente proprio da Elizabeth Moss, che per la terza volta si cimenta nella regia nel corso della quarta stagione di The Handmaid’s Tale. L’episodio serve da trampolino di lancio per il finale di stagione, regalando momenti emotivamente importanti e lasciando presagire che June non resterà certo impassibile, considerando che Fred Waterford è ora un uomo libero.

JUNE E NICK


L’incontro tra June e Nick è stato l’elemento probabilmente più emozionante della puntata. Tuttavia, l’incontro stesso è sembrato più un addio che un arrivederci: le loro vite sono totalmente diverse ora e il loro amore risulta ormai inconciliabile. Se gli sceneggiatori lo hanno davvero inteso come una fine, allora hanno concesso il miglior lieto fine possibile per loro. La tenue luce del sole sulla neve, On The Nature Of Daylight di Max Richter in sottofondo e il viso raggiante di June hanno creato un’atmosfera romantica e nostalgica allo stesso tempo. Proprio Elizabeth Moss, che a volte offre interpretazioni lievemente sopra le righe, è riuscita con la sua mimica facciale a comunicare esattamente ciò che provava il suo personaggio senza dover emettere alcun suono. Per quanto riguarda Nick, invece, lo show ha abituato ormai il suo pubblico a vederlo esclusivamente nella sua fascia politica-lavorativa: non si sa nulla ormai della sua sfera privata, nulla della sua nuova moglie. Lui è indissolubilmente legato a June, si capisce chiaramente che gli sceneggiatori hanno voluto investirlo di questa carica.

IL TITOLO


Il significato del titolo (letteralmente, “Progresso”) si riferisce proprio a June. Non ci sono stati grandissimi sviluppi narrativi nel corso della puntata (ad esclusione della rivelazione finale), ma per June qualcosa è cambiato. Quando era sbarcata in Canada, il senso di colpa non le aveva permesso di poter gioire. In casa con Luke poi ha dovuto tenere nascosta la verità sul destino di Hannah per non farlo soffrire. Adattarsi alla vita “normale” essendo consapevole delle condizioni delle donne e di sua figlia a Gilead tuttora non le si addice. Ora, per la prima volta dopo tanto tempo, June assapora un momento di pura felicità. La sua gioia interiore trasuda da ogni gesto ed espressione, diversamente dalla June sadica e rabbiosa vista in “Testimony“.
Questa gioia dura relativamente poco per June, non appena scopre il tradimento di Tuello, il quale ha concesso la libertà a Fred Waterford in cambio di informazioni.

GLI ALTRI PERSONAGGI


June non è stata l’unica a sentirsi tradita in “Progress”. Fred Waterford si è indignato quando ha saputo che Gilead non aveva alzato un dito per aiutarlo, così come Serena quando si è resa conto che il vero scopo della visita di Naomi era quello di ottenere i primi voti sul suo bambino non ancora nato. Ironia della sorte, Fred e Serena sono vittime proprio del sistema da loro creato.
Nel frattempo, sotto le grinfie di Zia Lydia, Janine riesce a salvare la vita a Esther, che il pubblico ritrova per la prima volta dopo la sua ultima apparizione. Il personaggio di Janine ha fatto il percorso evolutivo più bello in questa serie e si merita un finale degno della sua evoluzione. Il minutaggio dedicato a Madeline Brewer e Mckenna Grace è a dir poco strabiliante. Entrambe sono attrici che convincono, senza essere mai troppo esagerate o stucchevoli. In particolar modo, della Mckenna stupisce la trasformazione in giovane donna, per chi ha avuto modo di vederla all’opera in “Young Sheldon”, in un ruolo decisamente diverso.
Per quanto riguarda invece il comandante Lawrence, il suo obiettivo è ancora volutamente velato. Sta lavorando per rendere di nuovo grande Gilead, o sta prendendo provvedimenti per abbatterlo dall’interno? Le inquadrature della telecamera lo riprendono volutamente da angolazioni oscure e dall’alto, evitando ad esempio le inquadrature frontali che vengono riservate solitamente alla Moss.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’interpretazione di Elizabeth Moss più delicata e contenuta
  • La regia di Elizabeth Moss
  • L’incontro tra Nick e June
  • Le interpretazioni di Madeline Brewer e Mckenna Grace
  • Nulla da segnalare

 

The Handmaid’s Tale non delude, ancora una volta è all’altezza delle aspettative. La regia di Elizabeth Moss è servita al suo scopo, concedendo al pubblico un momento tanto atteso mostrato in modo volutamente idilliaco, ma necessario. “Progress” è volutamente un episodio di transizione per arrivare al climax finale. C’è tanta carne sul fuoco e ci si aspetta un finale esplosivo degno di questa quarta stagione che, tra alti e bassi, ha saputo intrattenere portando la narrazione ad altissimi livelli.

Soprannominato dagli amici “Enciclopedia vivente di Cinema e Serie TV”, crede che ogni nuova serie sia un mondo inesplorato da scoprire e conoscere.
Ha una malattia: è curiosissimo e più serie guarda, più ne vuole iniziare. Alla ricerca di una cura, forse il vaccino per il Coronavirus arriverà prima...

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