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The Umbrella Academy 2×07 – Öga For ÖgaTEMPO DI LETTURA 4 min

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Quando una serie tv decide di utilizzare una canzone come Everybody dei Backstreet Boys durante una scena d’azione e la canzone non solo non rovina l’atmosfera ma addirittura la esalta, in un magico connubio tra ritmo, estetica e soundtrack, allora si può tranquillamente affermare che lo show abbia sbancato.
Come si era già sottolineato, in precedenti recensioni, la musica diventa parte integrante di The Umbrella Academy, assurgendo al rango sia di coprotagonista, sia di tratto distintivo della serie, rendendo ancora più godibili ed iconiche determinate scene. Basti pensare al balletto corale del pilot della prima stagione in cui i fratelli Hargreeves danzavano sulle note di un classico degli anni ’90, “I Think We Are Alone Now“. Una scena diventata in poco tempo un cult.
In questo settimo episodio, per Five e gli altri, si prospetta la possibilità di fare ritorno al 2019, abbandonando, così, l’incombente peso dell’apocalisse. Naturalmente, tutto questo non è altro che un tentativo di depistaggio per lo spettatore in quanto i più avvezzi, in termini di materiale seriale, avranno sicuramente capito che non ci sarà nessun back to the future ed il fallimento di questo escape-plan era già telefonato fin dall’inizio.

Five:It was a simple task. It was a simple task! All we had to do was be here. Didn’t have to fight a giant sea monster, no. An army of mutants? Nein. I can’t believe this. It was handed to us on a silver platter.
Klaus:Could you just moan a little softer? My head is killing me.
Five:Listen to me, you useless puke bag, we just blew our chance to save the world!

C’è da fare anche una considerazione per quanto riguarda un eventuale ritorno al futuro dei protagonisti: ormai tutte le produzioni sui viaggi nel tempo hanno come comune denominatore il fatto che, se il passato subisce delle alterazioni, così avviene anche per il futuro. È così scontato, dunque, che i fratelli Hargreeves possano tornare alla loro normale timeline, considerando le svariate modifiche apportate alla storia, oppure troveranno qualche sorpresa? Di film e telefilm sui viaggi temporali ce ne sono a bizzeffe e tutti quanti si concludono allo stesso modo: con una scissione dello spazio-tempo e con la creazione di un futuro/presente alternativo. Vedremo, quindi, se gli autori decideranno di seguire o meno questo ragionamento, oppure proporranno qualcosa di diverso.
Steve Blackman e gli autori premono sull’acceleratore in vista del season finale, cercando di far riunire i fratelli Hargreeves, ma aggiungendo i soliti ostacoli che finiranno per portarli in direzioni diverse. Catapultati in un’epoca passata, senza un volto familiare al quale appigliarsi, i protagonisti hanno dovuto ricostruirsi una vita – od una parvenza di essa – ritrovandosi legati a doppio filo alla realtà di Dallas, molto più di quanto si aspettassero. Per adesso, le loro azioni rispecchiano il loro carattere e le loro debolezze, senza, però, che ci siano un netto avanzamento ed evoluzione, ad eccezione di Allison che – almeno a parole – decide di cambiare il suo atteggiamento e fare qualcosa di positivo.
L’escamotage narrativo di Vanya e la sua perdita di memoria, poteva essere funzionale ad una maggior introspezione inerente il suo personaggio, ma l’obiettivo è riuscito solo a metà. Sicuramente The Violin dovrà fare i conti con quanto accaduto nel 2019 e la strada per una piena accettazione di se stessa è ancora lunga e tortuosa. L’incontro scontro con Five è infatti un ottimo esempio di come il personaggio, pur non ricordandosi di aver causato un’apocalisse distruggendo la Luna, si faccia ancora governare da emotività quando invece, vista una certa colpevolezza, dovrebbe semplicemente stare un po’ più nei ranghi.
Quando mancano pochi episodi al finale di stagione, The Umbrella Academy sparpaglia i suoi protagonisti che si ritrovano più lontani che mai ed in balia degli eventi. I nodi stanno per venire al pettine e l’apocalisse è solo uno dei tanti problemi che i fratelli Hargreeves dovranno affrontare: l’ennesima battaglia contro gli svedesi sembra vinta, ma la Commissione incombe con il nuovo potere di The Handler (una magnifica Kate Walsh). Nonostante qualche sbavatura ed alcune scene riempitive che non erano assolutamente necessarie, l’episodio si regge bene, grazie all’onnipresente comparto tecnico di qualità, un implicito omaggio a Quentin Tarantino (Five ed il massacro della Commissione fa tanto “Kill Bill”) e l’intramontabile “Everybody“.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Profumo di Emmy per Aidan Gallagher. Meritatissimo…
  • Un chiaro omaggio a “Kill Bill” di Quentin Tarantino
  • I Backstreet Boys durante una scena action è un audace colpo di genio
  • Comparto tecnico sempre di alto livello
  • Poter tornare nel 2019 era un chiaro specchietto per le allodole
  • Per chi mastica qualcosa sui viaggi nel tempo, il finale potrebbe essere già telefonato
  • Alcune scene non necessarie

 

Il Bless è d’obbligo quando un killer svedese ammazza il fratello sulle suadenti note dei Backstreet Boys.

 

A Light Supper 2×06 ND milioni – ND rating
Öga For Öga 2×07 ND milioni – ND rating

Michela Morelli

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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