The Walking Dead 3×13 – Arrow On The Doorpost – Apri Gli OcchiTEMPO DI LETTURA 7 min

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Daryl, Hershel e Rick si dirigono in maniera furtiva verso una serie di capanni abbandonati quando Rick entra dentro uno di essi, Hershel e Daryl aspettano fuori controllando l’area. All’interno il nostro caro sceriffo si ritrova faccia a faccia con il Governatore; i due si sono dati momentaneamente una tregua in maniera tale da giungere ad un accordo che possa appianare le “divergenze”. Il
confronto tra i due leader sarà tutto tranne che facile…
Puntata particolare questa “Arrow On The Doorpost” che nonostante si contraddistingua per la mancanza di scene d’azione vere e proprie si rivela comunque un episodio molto interessante che mette finalmente a confronto, in maniera chiara e diretta, Rick ed il capo di Woodbury. Molto azzeccata tra l’altro l’idea di “rendere” muto il primo contatto tra il Governatore e Rick.
La prima domanda da farsi appena iniziato l’episodio è: “ma come hanno fatto a decidere dal nulla di trovarsi?”; ed è qua che entra in scena Andrea la quale è già da un paio di episodi che cerca di svolgere (con risultati scadenti) il ruolo di paciere tra le “sue” famiglie. L’incontro è stato fortemente voluto dalla donna la quale però viene ben presto confinata ai margini della discussione in modo tale da lasciar parlare i “grandi”. Andrea comunque sa già che ben presto dovrà effettuare una scelta e decidere definitivamente da che parte stare, se con le persone con cui in passato ha affrontato assieme mille pericoli oppure con la comunità di Woodbury nella quale ha pian piano assunto un ruolo di primo piano. Ormai la sua presenza è imbarazzante e fossi nell’attrice (Laurie Holden) mi sentirei offesa nel recitare la parte di una bionda demente che crede ai maiali volanti.
Ma veniamo all’atteso confronto tra Rick ed il Governatore.
Ottima scelta non farli mai arrivare alle mani ma basare il tutto su di una lotta verbale che ci fa capire quanto i due siamo diversi e simili allo stesso tempo.
Inizialmente Rick propone una divisione del territorio ma il Governatore non ci sta e si mostra interessato solo ad una totale ed incondizionata resa da parte del gruppo del penitenziario; a sua detta la cosa serve anche per non mostrare debolezze di fronte alla sua gente. La successiva fase della chiaccherata vede i due continuare a scaricarsi a vicenda la colpa delle tensioni createsi finchè Philip non decide di dare la colpa al suo ex braccio destro Merle accusandolo di essere praticamente ingestibile. E per quanto possa essere veritiera questa affermazione, la verità è un’altra però. Il primo cittadino di Woodbury si dimostra abile ed astuto a girare ogni parola di Rick a suo favore quasi per costringerlo a una guerra di nervi ed è qua che i due scoprono di avere qualcosa in comune visto che entrambi hanno perso le rispettive mogli ed entrambi non erano presenti quando è successo.
Oltretutto, nè Rick nè Philip danno l’idea di essere seriamente interessati a giungere ad una sorta di accordo pacifico: sembrano entrambi convinti che sia impossibile la coesistenza tra i cittadini di Woodbury e le persone della prigione. Da notare che pure all’esterno del capannone le rispettive squadre dei due leader non sembrano andare particolarmente d’amore e d’accordo: da una parte abbiamo Daryl ed Hershel, dall’altra abbiamo Milton e Garcia. Se però Hershel e Milton rappresentano il lato più calmo della medaglia lo stesso non si può dire di Daryl e Garcia i quali sembrano mal sopportarsi a contatto dell’altro. Per rompere la tensione, il sempre più nerd Milton propone di parlare al fine di calmare gli animi… ma d’altra parte cosa può unire di più che l’uccidere zombie? Ed è proprio grazie a questo passatempo che le due teste calde fanno amicizia mentre Hershel e Milton arrivano addirittura a scherzare. In realtà i due “luogotenenti” hanno più cose in comune di quanto vogliano ammettere ed è così che il massacro di zombie si trasforma in una gara a chi ce l’ha più grosso. Epic win di Daryl ovviamente…
Tuttavia i quattro sanno già che questa è la classica quiete prima della tempesta in quanto presto o tardi saranno destinati a riaffrontarsi a causa dell’incapacità dei loro leader di trovare un accordo che soddisfi tutti.
Anche all’interno del penitenziario gli animi si fanno ben presto bollenti. La lingua biforcuta di Merle e la rabbia latente di Glenn si incontrano pericolosamente ed è una sorprendente “Nonmiricordoilnome” secondo genita di Hershel a placare gli animi. In tutto questo trambusto Carol si presume fosse a fare il bucato o a piastrarsi i capelli.
Merle non si riesce a dar pace e arriva addirittura a chiedere la collaborazione di Michonne per andare ad uccidere il Governatore e porre defitivamente la parola fine a questa situazione. E questo la dice lunga su quanto pericoloso sia il Governatore…
Ma rimaniamo a parlare della ragazza con la katana perchè pare proprio essere lei la chiave di svolta per giungere ad una possibile tregua tra Rick e Philip. La conversazione non a caso giunge al termine quando il Governatore propone all’ex sceriffo di lasciare in pace la sua gente a patto che gli venga consegnata Michonne; il capo di Woodbury è desideroso di mettere le mani addosso alla donna che ha “ucciso” sua figlia e che lo ha privato di un occhio. La scelta che viene posta è sacrificare la vita di una persona per la sopravvivenza del gruppo. Se la matematica non è un’opinione la soluzione più ovvia è il sacrificio di Michonne, certo qui la matematica conta poco visto che non esiste una benchè minima garanzia che il Governatore mantenga la sua parola e anzi i due giorni di tempo concessi per decidere non sono altro che una scusa per guadagnare del tempo per prepararsi alla battaglia finale.
A riconferma di quanto poco ci si possa fidare di lui, Philip rivela a Milton (che finalmente inizia ad avere qualche dubbio sulla sua fedeltà verso di esso) di avere in mente di uccidere tutto il gruppo di Rick a prescindere dalla consegna di Michonne; anche Rick ha captato parte del suo piano e mente al suo gruppo dicendo di prepararsi alla guerra allo scopo di tenerli attenti e spaventati. L’ex sceriffo però non ha ancora in mente che fare e probabilmente pensa ancora alle parole di Carl verso fine dello scorso episodio… “lei può diventare una di noi”. Emblematica è poi la scelta di scegliere come suo consigliere Hershel, l’unico verso cui Rick porta grande rispetto e fiducia. Il vecchio Babbo Hershel infatti è ormai diventato un fido confindente di Rick tant’è che nei momenti di appannamento mentale di quest’ultimo ha svolto un ruolo da voce della coscienza e non è un caso che Rick gli dica “Spero che tu sia capace di farmi ragionare su questa scelta” in quanto si rende conto che la possibile salvezza di un intero gruppo dipende dalla vita di un’unica persona.
Ed è proprio con questa domanda che si chiude la puntata: cosa si è disposti a fare per la salvezza dei propri figli? Si è disposti a compiere un atto disumano per evitare una carneficina?

PRO:

  • Colloquio tra Rick ed il Governatore: i dialoghi trai due capi hanno la potenza narrativa di una delle migliori scene d’azione e al tempo stesso, pur non succedendo niente di eclatante, non risultano mai noiosi, anzi si sta ad ascoltare più che volentieri le frasi dette dal Governatore per far addolcire Rick.
  • Creazione di un’atmosfera di tensione e diffidenza che trasuda dallo schermo
  • Daryl e Garcia: odi et amo
  • Milton che chiede a Hershel di fargli vedere la gamba mozzata e conseguente risposta del vecchio
CONTRO:
  • Andrea che continua a pensare di essere utile
  • Tyreese? Non pervenuto

Contrariamente alla seconda stagione, ci troviamo davanti ad una puntata ricca di scene parlate senza però risultare noiosa. I dialoghi infatti, in primis quelli tra il Governatore e Rick, si rivelano sempre di alto livello e lo spettatore è interessato a seguirli per capire dove inizia la verità e dove finisce la menzogna.
L’episodio è da vedersi come una sorta di ultima quiete prima della tempesta che in questo caso è rappresentata dall’imminente scontro tra la gente di Woodbury ed il gruppo del Penitenziario. Ed i presupposti per un gran (massacro) finale ci sono tutti.

VOTO EMMY

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Dead Recensore

Un tempo recensore di successo e ora passato a miglior vita per scelte discutibili, eccesso di binge-watching ed una certa insubordinazione.

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