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The Walking Dead 5×02 – Strangers – SopravvissutiTEMPO DI LETTURA 5 min

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No Sanctuary – Preda E Cacciatore” era un episodio di coda, un tentativo di puntare subito sul piatto forte per stuzzicare i palati degli spettatori che però concludeva (in maniera forse inaspettata) ciò che era stato presentato nello scorso finale di stagione. Come poi vedremo nel finale di “Strangers – Sopravvissuti”, la conclusione del precedente episodio è esclusivamente geografica: Termini Terminus non sarà la nuova prigione/fattoria. E così neanche questa 5×02 dà un’idea chiara su cosa ci si potrà aspettare durante questa quinta stagione. Indubbiamente il suo carattere di episodio introduttivo – nemmeno vera e propria premiere – fornisce diversi spunti per comprendere al meglio il fenomeno The Walking Dead: ciò che è, come è recepito, cosa e come racconta ciò che vuole raccontare.
Era inevitabile che dopo spari, morti ammazzati, zombie fatti saltare in aria, esplosioni, ricongiungimenti, flashback eccetera eccetera, bisognasse fermarsi per rifiatare. Ed è questo il punto in cui, come detto la scorsa settimana, ci si divide. Chi ha letto il fumetto, chi si aspetta molto dalla storia, chi freme per l’adrenalina di una bella carneficina zombie, non può che far parte della schiera di legittimi critici dello show, in particolar modo di un episodio del genere con tutti i suoi risvolti. Quando un dualismo è così accentuato, spesso la soluzione più facile è che nessuna delle due fazioni abbia ragione, o forse la possono avere entrambe. Dipende da cosa si cerca, da come lo si cerca e infine da cosa si trova. TWD diventa uno show da attendere ansiosamente, amare ed apprezzare nel momento in cui ci si ferma a guardare il prodotto televisivo in sé e per sé. La base narrativa è estremamente e volutamente “pop”, “trash” – o comunque la si voglia chiamare – come può essere una storia di zombie. Ciò che è narrato, tuttavia, non è inventato di sana pianta ma proviene da un fumetto, forma narrativa anche quella deliziosamente e nobilmente popolare. Con questi ingredienti, infine, viene creato un prodotto televisivamente alto. Attenzione però, si intenda alto in quanto a pura realizzazione tecnica e non di scrittura. Tempi narrativi articolati, regia ricercata, scenografie affascinanti, effetti speciali ben riusciti rendono accettabile anche una certa quanto riconosciuta (chissà se anche voluta) povertà nei dialoghi. Così come un forte ricambio degli interpreti, oltre che trucchi e costumi di ottima fattura, non rendono necessarie delle virtuose interpretazioni recitative (anche se Andrew Lincoln rivela tutto il suo talento britannico). E chi nota e apprezza questi aspetti potrebbe accettare con moderato entusiasmo anche un episodio con protagonista un solo walker che vaga per campi. Questo non vuol dire che tale tipo di spettatore abbia la verità in tasca. Ne possiede uguale quantità rispetto a colui che non sopporta interruzioni e introspezioni dozzinali nell’avanzare di una storia che non ha molto altro da chiedere.
E dopo questo lungo preambolo, “Strangers – Sopravvissuti” può essere visto in duplice maniera. Se la 5×01 era un antipasto ricchissimo, la 5×02 è un digestivo che ci permetterà di affrontare con uguale appetito il resto della stagione. Lunghe inquadrature silenziose e dialoghi scarni e scontati vanno a rendere questo episodio una lunga salita verso un nuovo livello di avventura (e non a caso l’apertura vede i vari personaggi salire lungo una strada). Ed alla fine lo stomaco è nuovamente aperto. Paragone di pessimo gusto considerando ciò che si vede, è vero, ma ci si rende conto finalmente del grado di pericolo e follia che i villain della quinta stagione andranno a rappresentare.
La perplessità per questo sviluppo potrebbe nascere dal grado di non-naturalezza con cui la trama sta avanzando. Nelle prime stagioni, lo spettatore era attratto soprattutto dal grado di imprevedibilità sul destino dei personaggi, sulla totale casualità del fato a loro riservato (su Wikipedia, Shane è ancora presentato al secondo posto nel cast). Sembra però una presenza assodata, già dalla scorsa settimana, quella di un Deus Ex-Machina che muove i fili. C’è da dire che per quanto riguarda l’esito dei personaggi, la cosa non è assolutamente grave. Bob viene infatti salvato nell’acqua sporca, per poi fare una fine peggiore dopo (anche se certi schemi, sulla focalizzazione dei personaggi, sembrano ormai assimilati senza grande voglia di cambiarli). Senza considerare il maggior grado di esperienza e abilità nella sopravvivenza da parte dei personaggi che ha fatto crollare il numero di morti in maniera ragionevole. Il Deus Ex-Machina però diviene palese quando certe situazioni divengono forzate e prevedibili. Forzato, ad esempio, è Daryl che in piena notte ha modo di vedere passare di lì casualmente l’auto dei rapitori di Beth, riconoscerla e decidere di inseguirla; prevedibile è il (rapido) ritorno dei cannibali di Terminus, i quali, non essendo stati finiti da Rick&Co. nello scorso episodio – la cui cosa era stata anche parecchio rimarcata – hanno praticamente annunciato a gran voce la loro presenza e il loro desiderio di sopravvivenza.
Se la presenza dei cannibali di Terminus aveva allontanato in parte lo show dalla strada percorsa nel fumetto, questo episodio con una brusca sterzata riporta la serie sulle tracce della controparte cartacea presentando il reverendo Gabriel Strokes, la sua chiesa ed infine riproponendo il rapimento di un membro del gruppo di Rick da parte dei cannibali. Certo non tutto è esattamente uguale al fumetto, Bob per esempio non esiste ed al suo posto chi ha una gamba allo spiedo è il vecchio Dale (morto nella 2×11), però il desiderio di tenersi in qualche modo ancorati alla versione cartacea c’è e non è assolutamente un caso che a scrivere l’episodio più simile al fumetto sia lo stesso creatore, Robert Kirkman, quasi a dire “non ci siamo dimenticati da dove proviene tutto”.
Il punto è sempre quello, però. Siete fan dell’estetica televisiva o della storia narrata? E’ impossibile rendere felici entrambi gli schieramenti allo stesso modo. Ma solo per la capacità di far parlare di sé, gli ascolti trionfali dello show sono più che meritati.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Totale imprevedibilità di dove andrà a parare la stagione, più di altre volte
  • Come sempre ottima realizzazione scenica
  • Finale che lascia pensare ad episodi futuri senza esclusione di colpi
  • La stagione comincia adesso
  • Prevedibile il ritorno dei cannibali
  • Dialoghi e situazioni morali sempre molto casarecci
  • Riconoscibile lo schema sullo sviluppo di Bob, dopo l’enorme lente di ingrandimento puntatagli contro durante tutto l’episodio

 

Un episodio di preparazione come questo, con una realizzazione che non perde un colpo, si merita la sufficienza, sperando di poter tornare a voti più alti con situazioni adrenaliniche ed inaspettate più avanti, non rendendo “No Sanctuary” una goccia d’acqua nel deserto.

 

No Sanctuary – Preda E Cacciatore 5×01 17.2 milioni – 8.7 rating
Strangers – Sopravvissuti 5×02 15.14 milioni – 7.7 rating

 

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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