The Good Fight 2×12 – Day 485TEMPO DI LETTURA 4 min

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Grande dilemma affrontare il giudizio di un episodio come questo. Quando il virtuosismo diventa encomiabile e quando criticabile?
Sicuramente parlando di “Day 485” un nostalgico di The Good Wife non potrà non apprezzare i frenetici cambi di luoghi, i cavilli legali, trucchi al limite del lecito e personaggi affascinanti quanto odiosi (sempre un piacere vedere Enrico Colantoni, per i fan di Veronica Mars e Person Of Interest). Bisogna anche aggiungere che la scelta di incentrare l’episodio – con una sfumatura apparentemente verticale – su un personaggio ricorrente e che in questa stagione sembra avere una maggiore importanza è un’altra caratteristica tipica del mondo dei King. Dal promo si sa che il personaggio di Colantoni tornerà, così come il fischiettare di Jay alla fine lascia presupporre che qualcosa di ambiguo sia nell’aria. Tutto naturalmente in sospeso quindi per uno show che ha le caratteristiche da serie via cavo, tutto progressivamente in divenire e niente di irrimediabilmente concluso. Questo accade in un certo tipo di televisione, questo facevano accadere i King nel format generalista e procedurale di The Good Wife.
Alcune sequenze come quella del ping pong tra due tribunali diversi, piccoli dettagli come il giudice con la schermata di Facebook aperta davanti, oppure il fumettaro che si improvvisa esperto d’arte, sono situazioni che non possono non essere accolte come perle di brillantezza creativa che dimostrano la vena inesauribile degli autori. In questa situazione frenetica e d’emergenza (poteva sembrare all’inizio un episodio incentrato sulla donna israeliana, attuale moglie di Sweeney) il personaggio di Jay, come già detto, subisce un’impennata nella gerarchia delle figure su cui puntare la lente di ingrandimento. E non può che destarsi una grande curiosità.
Però. C’è un però. The Good Wife riusciva a far convergere tante storyline tra di loro, ma non sempre: spesso non si arrivava mai al punto e improvvisamente ci si dimenticava di una qualche linea narrativa. The Good Fight è una serie che ha tutti i crismi del via cavo – compresi tanti fuck – e una ridotta quantità di episodi ne è un’ulteriore certificazione. Non si criticherebbe un’impostazione totalmente verticale della scrittura, soprattutto considerando la già citata capacità creativa degli autori. Si contesta invece l’inserimento ulteriore di carne al fuoco. È da quel punto di vista che la 2×12 dimostra delle pecche. Si tratta del dodicesimo -penultimo – episodio e nei precedenti, con i ritmi concitati di sempre, è stata aperta la questione del killer di avvocati, Colin è diventato candidato, senza poi dimenticare che l’intera stagione si era aperta con la questione del padre di Maia, situazione rimasta in sospeso. Si potrebbe pensare a una macro-trama orizzontale destinata a chiudersi solo con il chiudersi della serie ma TGW insegna che molto spesso certe situazioni sono state totalmente abbandonate. A tutto questo bisogna aggiungere che l’attentato a Boseman – evento che sembrava sancire un momento di rottura dell’intera stagione –  è stato risolto nell’episodio successivo, tirando in ballo un personaggio dell’episodio precedente. Quasi come se ci si fosse resi conto che forse si stava macinando un po’ troppo.
Ad un solo episodio dal season finale, viene da chiedersi su cosa ci si concentrerà per chiudere il cerchio di questa comunque riuscita seconda stagione. Difficile pensare che in un’unica puntata verranno tirate le somme di tanti eventi ugualmente importanti, ognuno riservato ai diversi personaggi dello show (c’è anche questo da considerare: TGW aveva un solo protagonista e tanti personaggi importanti; TGF ha tanti protagonisti, ognuno con le sue importanti vicende, e la metà degli episodi).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ritmo concitato
  • Il critico d’arte
  • Focus su Jay
  • L’oltraggio alla corte fomentato dal giudice
  • Enrico Colantoni
  • La collaborazione e crescente complicità tra Diane e Liz
  • Nell’interscambio tra protagonisti, simpatica l’idea di mostrare Lucca solo disegnata
  • Aggiungere altra carne al fuoco ad un episodio dal season finale è una buona idea?
  • Episodio apparentemente filler anche se poi è chiaro che non si tratterà di sola verticalità

 

La creatività a fiumi andrebbe sempre e comunque premiata, così come la capacità di valorizzare personaggi precedentemente di contorno. Eppure ogni tanto ci si ricorda di “vecchie” storyline (il padre di Maia, ad esempio) con quel filo di nostalgia come se appartenessero ad un passato lontano.

 

Day 478 2×11 ND milioni – ND rating
Day 485 2×12 ND milioni – ND rating

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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