The Walking Dead 9×03 – Warning SignsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Se è sempre difficile delineare l’andamento di uno show, il momento in cui ormai sembra clinicamente morto e il margine da recuperare per tornare a non annoiare il pubblico a morte, è senza dubbio più semplice ammettere che dei segnali di ripresa si stanno effettivamente intravedendo.
Nessuno avrebbe tuttavia immaginato che su queste pagine sarebbe successo tutto ciò per una puntata di The Walking Dead, eppure lo show di AMC, scivolato in un inferno di mediocrità macchiata da infamia e in una situazione precaria per quanto riguarda i membri del cast, i quali sembrano sempre più volersi allontanare a turno dal prodotto, ha cominciato incredibilmente bene la nona stagione della sua vita televisiva.
“Warning Signs”, così come i precedenti episodi, è riuscito nell’incredibile impresa di spezzare una narrativa interna allo show che ha portato avanti un cerchio infinito per anni e anni senza mai cambiare veramente il proprio andamento. Negli ultimi tre episodi sembra che anche le storyline meno interessanti siano tornate al centro della scena, come se qualcosa di grosso fosse dietro l’angolo e il tempo da perdere sempre meno (effettivamente è così se si tiene in considerazione che Andrew Lincoln lascerà la serie al termine di questa stagione).
Curioso il fatto che, proprio parlando di Lincoln, il suo personaggio Rick, in contrasto con la decisione dell’attore, veda il futuro in una maniera molto più rosea rispetto al resto del gruppo e immagini un avvenire positivo con una famiglia e un figlio con Michonne, un’eventualità improbabile a questo punto ma comunque interessante dal punto di vista drammatico. Se il tempo per l’attore stringe, un passo importante per la scrittura potrebbe essere quello di metterlo al centro di una narrazione che ne enfatizzi ancora di più l’importanza e il conflitto con il pensiero di Maggie e quello di Daryl.
La puntata segue ovviamente anche le vicende dei due sopracitati. Agli antipodi con l’idea dell’ex sceriffo Grimes, anche loro sviluppano una personale visione del da farsi e le differenze si manifestano con un gradevole contrasto: se da una parte Rick cerca di concentrare le energie su un futuro che immagina (ma che sicuramente non vivrà), Maggie e Daryl hanno maturato una sorta di ribellione interna al gruppo in cui “Rick’s rules aren’t the only rules” ed è quindi lecito arrivare ad azioni limite come l’impiccagione di Gregory qualche puntata fa.
La morte di Arat è probabilmente la chiave di volta dell’episodio, per quanto il personaggio sia secondario e negativo concederle importanza al momento giusto è stata una mossa azzeccata. Le preghiere rivolte a Daryl e Maggie da parte della ragazza non corrispondono perfettamente alle sue azioni, Arat non sembra aver fatto nulla di particolarmente significativo per redimere il suo passato e l’omicidio del fratellino di Cyndie, ed è facile capire i motivi che hanno indotto i due protagonisti a lasciarla morire, assecondando la voglia di vendetta della stessa.
Rick dall’altra parte ha ritrovato una visione in cui ogni singola vita del gruppo, anche quella di un personaggio non propriamente parte di esso come Arat, conta qualcosa. Questa utopia, condita anche dal dettaglio che la vita del fratello di Cyndie non era da meno rispetto a quella di Arat, sta via via diventando un difficile pretesto da cui partire e con cui tutti stanno facendo fatica a condividere, i suoi compagni di lunga data in primis che puntano ancora sulla “vecchia” legge dell’occhio per occhio e assecondano senza problemi la vendetta.
Lo scontro tra le due parti concede allo show una delle più interessanti dinamiche mai riscontrate negli ultimi anni, non esiste più lo scontro aperto tra un nemico e i personaggi principali che ha cristallizzato la serie su un noioso e compassato script ripetuto in loop. E’ invece molto interessante lo scontro ideologico tra i protagonisti principali che con il ritorno sulla scena di Neagan potrebbe prendere una piega ancora più intrigante.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Lo scontro tra le due filosofie al centro dell’episodio
  • Daryl e Maggie formano una coppia parecchio ben assortita
  • L’annuncio a breve di un ritorno di Neagan il cui spirito sembra non essere mai uscito dalle menti del gruppo
  • Lo sviluppo della storyline finalmente distante da quella ripetitiva vista nelle scorse stagioni
  • Troppo facile immaginare come andranno le cose col personaggio di Andrew Lincoln in uscita dalla serie
  • Il personaggio di Rick, per quanto in crescita positiva, sembra lontano da quello visto nelle ultime stagioni

 

La succosa anticipazione dei prossimi eventi, con Daryl e Maggie che sembrano intenzionati a visitare la cella in cui è rinchiuso Negan aggiunge ulteriore interesse ad un prodotto che, per quanto morente e messo in ginocchio da tantissimi anni di difficoltà, sta cercando di mettere a segno qualche colpo ben assestato. Meglio non farci l’abitudine, come già detto in precedenza, ma un gran finale per Andrew Lincoln dopo tante difficoltà sarebbe una sorpresa più che gradita.

 

The Bridge 9×02 6.07 milioni – 2.5 rating
Warning Signs 9×03 5.03 milioni – 2.0 rating

 

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Arrivato ormai alla veneranda età di 18 anni, da 6 anni, e in cerca di nuovi stimoli si è unito a RecenSerie per convertire il team al culto di Tina Fey e per trasmettere all'umanità la passione per le comedy. Tra una puntata e l'altra cerca di laurearsi in lettere e di guardare per un tempo indeterminato quanto più sport possibile. Il suo sogno nel cassetto è scrivere la sceneggiatura di una sit com modello talent-show con protagonisti Joe Bastianich, Lilly Meraviglia e Damiano Er Faina

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