Homecoming 1×02 – PineappleTEMPO DI LETTURA 3 min

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Nell’ultimo periodo sono state svariate le serie che hanno voluto sperimentare una diversa modalità di fruizione, Kidding su tutte, con episodi dal minutaggio ridotto. Homecoming si inserisce in questo filone con puntate che durano meno di trenta minuti, andando a studiare la psiche umana, soprattutto di persone con particolari problemi psicologici. Un tema che sembra andare di moda ultimamente, basti pensare alla nuova serie Netflix Maniac, la quale (ingiustamente secondo molti) ha suscitato tanto interesse e ammirazione. I numerosi problemi dei soldati statunitensi una volta tornati a casa, è un argomento che ha sempre fatto parte del mondo seriale e soprattutto cinematografico, con il pensiero che va subito a  The Hurt Locker e American Sniper tanto per citare i due film più celebri sull’argomento negli ultimi anni.
Non è certo per questo, tuttavia, che la nuova serie di Amazon Prime Video si differenzia dalle altre, quanto, oltre la sopracitata struttura delle puntate, per una regia eclettica dove in ogni ripresa, primo piano e inquadratura, si può leggere la mano di Sam Esmail, geniale mente dietro quel piccolo gioiello che è Mr Robot. La scelta dei 16:9 per la narrazione degli eventi passati e il 4:3 per il filone narrativo del presente è sicuramente qualcosa di diverso, che può essere apprezzato o meno ma a cui va riconosciuta la volontà di innovare e sperimentare.
Appare molto coraggiosa anche la scelta di Julia Roberts come attrice principale del cast, un’attrice che sicuramente non ha costruito la propria carriera e popolarità partecipando a progetti fuori dall’ordinario. In un cast di altissimo livello dove già spicca Bobby Cannavale, nonostante il pochissimo screen time a disposizione, Homecoming per tutte queste peculiarità potrebbe rappresentare una vera sorpresa nell’affollatissimo mondo seriale di questo 2018.
In questo episodio, l’agente governativo Thomas Carrasco (Shea Whigham) inizia ad indagare su fatti avvenuti circa quattro anni prima, quando il character della Roberts si occupava dei pazienti della Homecoming in un non ben specificato programma di recupero per reduci di guerra. Con una narrazione incrociata, che si era già vista nel pilot, la storia procede tra presente e passato e la sensazione che qualcosa sia andato storto è lapalissiana, visto che la Bergam da stimata psicologa in una struttura governativa segreta si ritrova a fare la cameriera in un squallido locale. Le paranoie di Shier (impossibile non pensare a Lip di Shameless) introducono dei dubbi nello spettatore, così come la reticenza di Heidi nel discorso con l’agente Carrasco, il quale sin da subito si rende conto che nessuno vuole parlare di quanto accaduto e non certo per problemi di memoria.
I presupposti per un’interessante evoluzione della trama ci sono, così come i virtuosismi tecnici e attori di ottimo livello, insomma, tutto fa pensare che non ci sarà da annoiarsi nei prossimi episodi. Sarà veramente tutto bello come sembra? Si spera, nel frattempo meglio rimanere con i piedi per terra.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Una serie sperimentale
  • Una regia a dir poco sopra le righe
  • Coraggiosa la scelta di Julia Roberts come attrice principale
  • Un cast di alto livello dove spicca Bobby Cannavale
  • Le paranoie di Shrier
  • La narrazione divisa tra passato e futuro con tanto di inquadrature dal formato differente
  • Niente da segnalare

 

Un classico episodio di transizione utile ad introdurre maggiormente lo spettatore all’interno della storia e ad approfondire un minimo i personaggio visti sino ad ora.  E’ presto per capire se la nuova serie di Amazon riuscirà o meno a lasciare il segno, per ora la visione resta piacevole e la curiosità di capire come evolverà la storia è tanta. Non ci sono elementi negativi che spiccano ma per il massimo dei voti è ancora presto, tuttavia, una valutazione alta è d’obbligo per i tanti elementi positivi e le peculiari caratteristiche dello show tutte senz’altro da lodare.

 

Mandatory 1×01 ND milioni – ND rating
Pineapple 1×02 ND milioni – ND rating

 

 

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Fra la movida tipica dello studente fuorisede a Bologna e la mia dipendenza da serie tv, sono riuscito anche a laurearmi in storia. Patito di cinema e ardito seguace di anime&manga giapponesi, frequento abitualmente serate di musica elettronica e concerti dei gruppi più disparati. Tra le mie numerose patologie spicca il mondo dei tattoo ; amo farmi tatuaggi, molti tatuaggi. Lostiano intransigente, trascino la mia lunga barba da una serie tv all'altra, sperando di risvegliarmi tra Kattegat e Winterfell. Nel frattempo assecondo la mia passione per il gin lemon, perchè la notte è buia e piena di terrori.

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