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Homecoming 2×07 – AgainTEMPO DI LETTURA 4 min

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Homecoming-2x07Ancora una volta Homecoming ha cercato di giocare con il proprio pubblico. Ed il risultato è una seconda stagione d’alto livello, esattamente come la prima, ma che basa il proprio successo su espedienti narrativi decisamente diversi.
Durante la prima stagione Esmail aveva giocato con l’aspect ratio durante le riprese ed era riuscito a costruire all’interno delle stessa storia due trame parallele che entrarono in conflitto nel preciso istante in cui Heidi Bergman (Julia Roberts) riacquista memoria di ciò che è realmente avvenuto e di ciò di cui lei stessa è stata complice.
Questa seconda stagione non si basa sul diverso tipo di proporzione, bensì sui personaggi: Jackie viene presentata come vittima designata, come ignara martire di un trattamento (che lo spettatore già conosce) perpetrato da un’azienda bellicosa, vorace e soprattutto pericolosa. Questo è il concetto sul quale sembra poggiarsi la stagione prima che tutto, esattamente come accaduto durante la prima stagione, crolli inesorabilmente sotto i colpi della verità: Jackie in realtà si chiama Alex e di tutto quel pericoloso meccanismo rappresentava, addirittura, un ingranaggio. L’empatia, elemento fondamentale con cui questa serie cercava di far entrare in sintonia pubblico e personaggi, lascia campo all’indecisione, al dubbio: se lei non è veramente chi dice di essere, tutti gli schemi sono definitivamente saltati.
Il percorso di realizzazione dello spettatore è a suo modo breve, ma carico di rivelazioni: il capo della società, LeonardGeist, in realtà non rappresenta la figura del capitalista che solitamente potrebbe essere additato come villain della situazione. Anzi, la sua costruzione atipica rende ancora più complicato individuare chi sia il vero nemico all’interno di Homecoming, se non la pura e semplice ambizione umana. Un’ambizione che decreterà la perdita della memoria per centinaia di persone, colpite dallo stesso trattamento a cui i soldati venivano sottoposti proprio nel programma clinico-scientifico di cui la serie porta il nome.
Leonard Geist, questa figura atipica e ben lontana dal preconcetto dell’imprenditore, deciderà di allearsi con Walter Cruz, ultimo baluardo della verità e strenuo difensore dei propri ricordi e della propria memoria. I due avvelenano il banchetto organizzato all’interno della sede aziendale per festeggiare l’accordo raggiunto con il Dipartimento della Difesa (piacevole ricomparsa di Joan Cusack, uscita di scena da tempo in Shameless).
Il confronto tra Walter e Leonard poco apporta, in quanto ad informazioni, alla storia, ma rappresenta il dialogo perfetto per cementare il senso di amicizia tra i due. Un’amicizia basata sul fine utilitaristico di entrambi: Walter sfrutta Leonard per sbarazzarsi del trattamento e “vendicarsi”; Leonard sfrutta Walter per mandare a monte il piano di Audrey e quindi riprendersi la propria azienda.
Parallelamente c’è anche il confronto tra Audrey ed Alex, ben più compassato e de-umanizzato dal momento che la seconda nemmeno si ricorda il suo nome corretto essendosi basata e costruita una identità sulle false informazioni che lei stessa si era adoperata di recuperare per avvicinarsi e rendersi credibile agli occhi di Walter.
Un finale molto semplice, forse, ma che cerca di sottolineare come “i cattivi” non sempre siano rappresentati dai più alti in grado. Spesso, invece, le persone più pericolose sono quelle disposte a tutte pur di assecondare la propria ambizione: Alex, Audrey e Bunda, così come tutti i presenti al banchetto, vengono puniti proprio per questo desiderio di grandezza a cui aspiravano. Puniti, in maniera inesorabile, dalla figura più atipica dell’intera storia (Leonard) e da un redivivo Walter pronto, e questo rappresenterebbe un ottimo spunto per una futura terza stagione, ad informare tutti i suoi compagni di ciò di cui sono stati vittime nel progetto Homecoming gestito dalla Geist Emergent Group. Ed una terza stagione, tutto sommato, non creerebbe dispiacere, anzi.

 

THUMBS UPTHUMBS DOWN
  • Parallelismi con la prima stagione
  • La decisione di concentrare ulteriormente la narrazione: puntate brevi e numero ridotto di episodi
  • Leonard Geist
  • Leonard e Walter
  • Confronto tra Audrey ed Alex
  • La regia e lo stile di Esmail, ormai diventato prodotto di esportazione
  • L’avvelenamento del buffet
  • Finale aperto
  • Un finale forse troppo semplice

 

Un finale che ancora una volta non si presenta come un finale. Ma la storia continua ad essere avvincente e portata avanti in maniera sapiente: regia sempre come elemento attivo, ridotto numero di episodi, durata sempre più contenuta. Homecoming è la rappresentazione perfetta di come dovrebbe essere una serie tv ideata per il binge watching.

 

Needle 2×06ND milioni – ND rating
Again 2×07ND milioni – ND rating

 

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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