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Better Call Saul 5×02 – 50% OffTEMPO DI LETTURA 5 min

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Saul:Mr. Varga, long time no see.

Ed è davvero passato tanto tempo, precisamente dalla prima stagione e da quel “Mijo” in cui le strade di Saul Goodman e Nacho Vargo si erano fatalmente incrociate, per poi procedere parallele, distanti, fino ad oggi. Ancora una volta, a riavvicinarli sono le vicende legate alla famiglia Salamanca. Certo, stavolta in maniera decisamente indiretta di cinque stagioni fa, quando Jimmy aveva cercato di truffare l’anziana nonna di Tuco, ma comunque legati dalla catena di eventi che lo stesso Saul scatena.
Circolarità, allora, sembra allora essere la parola-chiave di tutto “50% Off”, un episodio quasi interamente dominato da una stretta successione di cause e conseguenze, preparatoria all’incontro finale tra i due. Un dualismo alla base dello stile di narrazione di Vince Gilligan, specialmente nel percorso di Jimmy/Saul. Il 50% di sconto che eccezionalmente viene riproposto ad inizio puntata, direttamente dal finale della scorsa, spinge infatti due tossici/teppisti presenti ad infrangere con più noncuranza la legge, nonostante quello che il protagonista credeva. Grazie alla maggior disponibilità economica trafugata, possono poi permettersi di comprare più droga e questo causa l’intasamento del condotto, che sarà a sua volta decisivo nell’arresto di Krazy-8, il quale sarà infine il probabile motivo della visita di Nacho a Saul. La chiusura di un cerchio che, si diceva, in realtà è stato aperto tanto tempo fa e che ricongiunge filosoficamente, e piuttosto amaramente, il percorso dei due personaggi, dopo una lunga sequela di fallimenti personali.
“Mr. Varga” allora faceva affari alle spalle di Tuco, ma la sua cieca ambizione l’ha solo portato ad essere l’ago della bilancia tra due spietati boss criminali, a dover sottostare ad un altro “padrone” molto più pericoloso del precedente. Saul dal canto suo cercava una svolta decisiva per la propria carriera, di poter impressionare il fratello Chuck, prima di accettare definitivamente la sua natura e abbandonare l’ingombrante nome “McGill“.  In mezzo tra i due, ancora oggi, si posiziona Mike, emblema dell’universo di Gilligan perennemente caratterizzato da confini di moralità tanto flebili quanto significativi. L’ex poliziotto che sempre nella lontana prima stagione li guardava entrambi dall’alto in basso, con una certa superiorità (pur riconoscendo in loro una simile sensibilità, tanto da arrivare a collaborare), che finirà però invischiato in quel mondo, tanto quanto loro. Un mondo che per ora sembra aver ripudiato dopo la traumatica vicenda Ziegler, ma le incessanti domande sul padre, da parte della nipote, e l’improvvisa rabbia che ne è scaturita, non fanno che confermare come il profondo rancore verso quella giustizia che l’ha tradito è ormai più che radicato in lui, impossibile da cancellare.
Ecco, la giustizia, il motto personale che Saul continua a ripetere ai suoi clienti. “Speedy justice for you“, una “giustizia veloce” che diventa la sua missione di vita, come testimoniano quegli incredibili 20 minuti in ascensore dove il destino di imputati lontani viene scelto a tavolino col procuratore, manco fossero figurine. Jimmy non ha solo cambiato nome, quindi, ma come se servisse ancora una conferma, “Day Off” sancisce la nascita di Saul Goodman anche nei fatti. Il percorso lungo cinque stagioni è ora compiuto, dopo aver inutilmente provato ad allontanarsi dai mezzucci e dagli stratagemmi di “Slippin’ Jimmy”, cercando di elevarsi come avvocato “serio” e professionale, come un McGill. E allora non è affatto un caso che proprio quando Jimmy ha abbracciato la propria natura, con tutto quello che questa comporta (ovvero il mischiarsi con i bassifondi di Albuquerque), Nacho sia venuto a bussare alla sua porta, dopo tanto tempo. Perché al Saul Goodman che in futuro verrà contattato da Walter White e Jesse Pinkman manca ancora un ultimo essenziale tassello, ossia Gus Fring (e anche qui, tutto ciò che ne deriva).
Considerando l’assenza di Kim proprio nel futuro sopra citato, chissà se non saranno queste ultime entrate nel “portafoglio clienti” di Saul la causa della fine della loro relazione. D’altronde il rapporto tra i due, dopo l’ennesimo episodio di crisi, raggiunge in quest’episodio un nuovo (apparentemente) saldo equilibrio, fondato adesso sulla sincerità totale da parte di Jimmy sulle sue malefatte (la confessione del “50% Off”) e l’accettazione di Kim. Unica discriminante, ancora non chiara prima della riconciliazione, è che la donna non vuole farne parte, non vuole esserne coinvolta come una volta, pur riconoscendone magari l’efficacia. Come Jimmy nei confronti di Kim, anche Nacho riesce (con una fatica decisamente maggiore, come testimonia il fiato corto che sfoggia in macchina, dopo aver recuperato la droga) a conquistarsi la fiducia di Lalo Salamanca. E anche nel suo caso si tratta di una fiducia “fittizia”, che nasconde una pericolosa fallibilità di fondo.
Quel gelato gettato a terra da Saul, che chiude l’episodio, è allora il segno del definitivo ricongiungimento delle tre anime di questo show: Saul, Nacho e Mike, ormai completamente “spezzati” interiormente, costretti a buttar via le proprie ambizioni, i propri desideri, relegati ai limiti della società. Così estremamente distanti per ideologie e contesti sociali, ma così simili nel possedere un talento unico, sopravvivere ad ogni “padrone”, grazie alla propria intelligenza, furbizia ed incommensurabile talento. E chissà allora che questo legame, come si teorizzava nella recensione della season première, non possa in realtà perdurare (per forza di cose, solo per i primi due) anche nel futuro post-Breaking Bad.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Saul e l’inganno dell’ascensore 
  • Saul e Kim nell’open house 
  • La sfuriata di Mike e un rancore mai sopito 
  • La visita di Lalo ad Hector 
  • Gus Fring torna a far paura 
  • Nacho e i Salamanca. Anche stavolta (come spesso accade nei momenti decisivi del suo “doppio gioco”) l’azione si distingue per una tensione ad alto respiro, tecnicamente eccelsa 
  • Niente di rilevante perché seppur si tratta di un episodio “preparatorio” a degli eventi futuri, ce ne fossero di questa assoluta qualità  

 

Un cerchio si è definitivamente (e perfettamente) chiuso. Da qui in poi se ne apre un altro, quello finale, quello (ci si augura) ancor più memorabile. Jimmy McGill è morto, lunga vita a Saul Goodman.

 

Magic Man 5×01 1.53 milioni – 0.5 rating
50% Off 5×02 1.06 milioni – 0.3 rating

 

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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