Questo secondo episodio si apre con un importante flashback, che da un lato chiarisce il finale del pilota, e dall’altro fornisce un’interessante approfondimento sul personaggio di Trevor Slattery di Ben Kingsley. Era il 2013 quando Shane Black faceva esplodere un polverone intorno al villain di Iron Man 3, “trollando” di fatti tutti i fan che si attendevano l’esordio cinematografico dell’acerrimo rivale fumettistico di Tony Stark: il Mandarino. In realtà, Black e Drew Pearce scrissero qualcosa di più profondo, crudo e reale, portando l’MCU con i piedi per terra, a confrontarsi con il mondo reale e con gli USA per quello che sono davvero.
Il grande pubblico non apprezzò particolarmente e le reazioni furono contrastanti, con il povero Ben Kingsley malcapitato a dover subire una tempesta mediatica da parte dei fan, quasi paragonabile a quella che riceve a inizio episodio Trevor Slattery. Quella messa in scena non è piaciuta proprio a nessuno, e il povero attore – dal passato anche glorioso a quanto pare – non naviga in buone acque.
DAMAGE CONTROL
La seconda grande connessione con l’MCU, dopo ovviamente Trevor Slattery, è rappresentata dal Damage Control. Un dipartimento che si occupa di provare a mantenere la sicurezza nelle situazioni in cui entrano in gioco esseri dotati di superpoteri. In soldoni, uno S.H.I.E.L.D. con meno mezzi a disposizione, che ha già fatto la sua comparsata in film come Spider-Man: Homecoming, No Way Home e la serie su She-Hulk. A differenza dell’ex-agenzia capeggiata da Nick Fury, il Damage Control riesce sempre a risultare dalla parte sbagliata della storia, cercando di fare del bene e finendo inesorabilmente per ostacolare l’eroe della situazione.
A quanto pare Simon Williams è già un individuo ben noto e schedato all’interno dell’MCU, attenzionato proprio dal Damage Control. I motivi sono presto svelati nell’episodio, dato che si ha un primo assaggio – off-screen – dei poteri del protagonista. Apprezzabile il modo in cui Cretton sceglie di mostrarli allo spettatore, facendo vedere solo le conseguenze della furia distruttiva di Williams, centellinando lo screentime e riuscendo così a tenere lo show su una dimensione più terrena e meno sci-fi.
JOE PANTOLIANO!
La più grande sorpresa però arriva verso metà puntata, quando Wonder Man decide di mettere il piede a tavoletta sulla meta-referenzialità, andando a casa di Joe Pantoliano. Un nome che a chiunque cinefilo farà certamente rizzare le antenne. All’interno della serie Pantoliano, interpretato chiaramente da sé stesso, è un amico di Slattery chiamato in causa per dare dei consigli a Simon Williams su come migliorare la tecnica recitativa.
Al di là del simpatico escamotage messo in scena, l’aver utilizzato un attore noto nel mondo reale, aggiunge un layer di veridicità all’universo condiviso Marvel. Un episodio che comunque definisce: in questo mondo esistono gli stessi attori e gli stessi film che esistono nella realtà. Infatti, nelle scene a casa di Pantoliano vengono citati numerosi titoli a cui l’attore italo-americano ha partecipato. Tra cui, ovviamente, Matrix che è strettamente legato anche a Yahya Abdul-Mateen II, che ha interpretato il ruolo di Morpheus nell’ultimo capitolo della saga.
RECITARE
La recitazione è una delle caratteristiche primarie del personaggio di Simon Williams, e Marvel sembra aver colto la palla al balzo, scegliendo di realizzare una serie non tanto supereroistica nel più classico dei termini. Anzi, il tema principale di Wonder Man è proprio la recitazione, e tutto ciò che caratterizza un attore, dal sentirsi tutt’uno col mondo all’esterno, fino al saper nascondere sé stessi in un personaggio da interpretare.
Tutte metafore da ascriversi al protagonista, Simon Williams che nasconde evidentemente i suoi poteri al mondo esterno. Forse perché li teme, o forse per qualche altro motivo. Tuttavia di certo ogni singola linea di dialogo di Trevor Slattery è scritta con ironia sottile e carica di saggezza. Il personaggio è un’evoluzione (sono comunque passati più di dieci anni) da quello visto in Iron Man 3, ed è molto carismatico nel ruolo di “mentore” dell’emergente attore, che ha il piccolo inconveniente di avere la forza di distruggere un muro di cemento.
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Un buon secondo episodio che conferma quanto di buono è stato presentato nel pilota. Il giudizio si abbassa al Save solo a causa del respiro che decide di prendersi lo show nel mettere in scena una storia più profonda di quanto di solito offre il connubio Disney+/Marvel, ma si confida in giudizi ben più alti in futuro.


