Divertente, appassionante, coinvolgente, unica The Good Wife, che riesce a mescolare plot per poi farli coincidere ed esplodere al punto giusto.
Negli ultimi episodi la serie si era concentrata, per ovvi motivi, sulla trama orizzontale lasciando un po’ da parte quel gusto frivolo che caratterizza ogni puntata, ma adesso a pensarci c’è Colin Sweeney, che era ormai da troppo tempo lontano dai nostri schermi.
Ogni episodio con Mr. Sweeney è un voto pieno assicurato e pagheremmo tutti oro per averlo come regular nel cast, semplicemente con le sue espressioni, le sue smorfie e i suoi giochetti ad Alicia: il cliente che tutti vorrebbero (…) non solo per il portafoglio.
La genialità di The Good Wife sta proprio in questo: non abbiamo mai avuto bisogno di una trama orizzontale, di grossi colpi di scena o di tragedie soap-operistiche, perché la serie ci sa viziare. Sa giocare con i personaggi, con le guest star e con gli inghippi legali penali o civili che siano; sa farci sorridere con poche battute ma pungenti e sa farci rimanere a bocca aperto a fine episodio.
Per quanto riguarda il caso legale (stupendo fino all’ultimo minuto di visione) avremmo potuto considerare banale un ripiego di trama della seconda stagione, l’avremmo tacciato subito come qualcosa di già visto e quindi, in un’altra serie, avremmo bocciato a spada tratta, quando invece è proprio la serie in primis che ci gioca e ce lo ricorda, e lo fa così bene che è del tutto credibile nella storia di un personaggio come Sweeney.
Il tocco di classe lo da Diane, coinvolta nemmeno troppo forzatamente nel processo, portando una ventata di aggressività che la posizione di Alicia questa volta non poteva dare.
Abbiamo perso Will, ma questo episodio è la dimostrazione che The Good Wife non ha perso il suo smalto, tornando a ruggire più forte di prima, regalandoci in un colpo solo un caso crudele, una Diane sopra tutti, il divertentissimo Eli, un Cary protagonista, il ritorno di Owen e un Alicia che si destreggia meravigliosamente tra lavoro, vita privata, vita pubblica e la sua nuova trama orizzontale con il procuratore di Stato Finn Polmar.
Proprio Finn potrebbe essere il nuovo love interest di Alicia e le basi ci sono tutte, o meglio, gli autori le stanno tessendo abilmente e noi non abbiamo fretta, specie se l’attesa è così bella come in questo caso.
L’unico appunto che preme fare all’episodio è il rapporto tra Alicia e Peter. Non vi è un nesso logico in un matrimonio che si spezza quando tornano a galla i sentimenti di Alicia per Will, non perché non ci fossero mai stati, ma perché il matrimonio di Alicia e Peter era tornato a funzionare indipendentemente da Will. Alicia addirittura accetta di rinnovare le nozze nella quarta stagione e la relazione con Will era finita già ad inizio terza. Potrebbe sembrare il tutto un po’ forzato, forse davvero a questo punto Alicia nel riconciliarsi con il marito si era fatta prendere dalla campagna elettorale e dalla loro vita pubblica. Il tutto comunque si è spezzato troppo presto è da l’idea di una forzatura fatta apposta per liberare il cuore di Alicia, perché altrimenti la donna non avrebbe mai azzardato nuovi orizzonti amorosi o anche solo sessuali con la fede al dito, infondo è pur sempre una Good Wife.
- “Bill e Hilary”
- “Do you really not follow my life? I follow yours!”
- Caso legale e il comico Mr Sweeney
- Finale dell’episodio: ancora una volta TGW ci mostra la brutalità della società. Alicia se ne va con l’amara consapevolezza di aver vinto, ma che giustizia non è stata fatta.
- Ritorno di Owen, presenza di Eli sempre ben gradita, trama del procuratore di stato e Finn (quasi sicuramente il prossimo procuratore di stato!)
- Regia curata da Josh Charles, tra le scene più belle: Alicia che cerca di ricordare le dinamiche in casa Sweeney, Finn in tribunale con il sangue ai piedi
- Il rapporto tra Peter e Alicia, una rottura avvenuta troppo velocemente
| All Tapped Out 5×18 | 9.15 milioni – 1.3 rating |
| Tying The Knot 5×19 | 9.26 milioni – 1.3 rating |



