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And Just Like That… 1×09 – No Strings AttachedTEMPO DI LETTURA 5 min

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And Just Like That... 1x09 recensioneNella recensione dell’episodio precedente si diceva che And Just Like That avesse già toccato il fondo. In effetti il giudizio su questo nono episodio non sarà altrettanto negativo, non per suoi meriti, quanto per il paragone, appunto, con il precedente.
Infatti, “No Strings Attached” è una puntata talmente filler dal punto di vista delle storyline dei personaggi la cui visione, per quanto scorrevole, lascia perlopiù indifferenti. L’unica nota di merito è che si dedica finalmente del minutaggio al bistrattatissimo personaggio di Steve. Il tentativo di bilanciare la parte drammatica del confronto Carrie-Steve con una storyline comica (Charlotte e Lily) non raggiunge i risultati sperati, nonostante gli echi del film con la celebre scena di Charlotte e delle conseguenze del bere l’acqua della doccia in Messico.

LE FASI DEL LUTTO


Carrie sta cercando di tornare alla vita che aveva in Sex And The City: gli outfit originali e curatissimi completati dall’immancabile tacco 12 (qui con annesso plateau) non mancano, così come il famosissimo appartamento e i pranzi con le amiche. Mancano solo gli uomini, verso i quali Carrie ha comprensibilmente ancora delle difficoltà di approccio, essendo ancora legata al defunto marito.
Si comprende solo ora perché si sia deciso di dedicare ben dieci episodi ad una serie che ha finito di raccontare qualcosa di interessante nei primi due. Michael Patrick King utilizza il minutaggio a disposizione, così come l’opportunità di HBO di far uscire le puntate settimanalmente, per far superare il lutto a Carrie – e di conseguenza al pubblico – lentamente e in modo realistico. In questo modo si arriva ad un passo da un episodio finale in cui riaccendere il lume della speranza (che la possibilità di vivere l’amore non finisca con la morte dell’amato) non risulti una forzatura.

STEVE DESERVED BETTER


Si è detto sopra che in questa serie non è successo praticamente nulla di interessante dopo i primi due episodi. Qualcuno potrebbe dissentire, ricordando che c’è la storyline del cambio di orientamento sessuale di Miranda. Come già ampiamente discusso, questa storyline è troppo forzata per risultare interessante. Ha avuto solo l’effetto negativo di snaturare il personaggio di Miranda che, anche in questa puntata, è vittima di una sindrome di Benjamin Button che la costringe a vivere in una eterna adolescenza.
Come si diceva, comunque, qui si è colta l’occasione di far capire a Carrie di non voler rimanere da sola a vivere nel fantasma del marito defunto, tramite uno sguardo su Steve e su come stia vivendo la situazione. A differenza della moglie, Steve resta coerente a sé stesso, dimostrandosi una persona sensibile, generosa e matura. Ciò non toglie che la sua professione di amore indefesso ed eterno verso la moglie possa sembrare un tantino esagerata.
Invece risulta non pervenuto, al massimo appena accennato con il rifiuto di Brady di far coppia con la madre, l’effetto della nuova vita di Miranda sul suo rapporto con il figlio. La serie si preoccupa di mostrare una madre che spende mezza giornata a spiegare alla figlia come si infila un tampax, ma non si cura di mostrare il confronto tra un figlio e una madre che ha lasciato il padre e iniziato una relazione con un’altra persona cambiando orientamento sessuale.

TEMA: POLITICALLY CORRECT. SVOLGIMENTO:


Guardando Sex And The City c’è una domanda che tutti si sono posti almeno una volta: “come fa Carrie a permettersi un appartamento da sola a Manhattan e un armadio pieno di vestiti firmati con un lavoro da editorialista per una rivista?”. Un po’ come per l’annosa questione della porta galleggiante che ha retto solo Rose e non Jack in Titanic, la risposta sta in quella sospensione dell’incredulità che in un’opera di finzione è sempre presente in qualche misura e funzionale al racconto stesso.
And Just Like That, nello sforzo di riabilitare lo show nativo dal peccato, oggi imperdonabile, di non essere stato vent’anni fa inclusivo secondo gli standard di vent’anni dopo, si prefigge lo scopo di mostrare una società più eterogenea, che rispecchi la complessità di quella attuale.
Il compito è fatto in maniera quasi didascalica inserendo personaggi di etnie diverse, che cambiano orientamento sessuale o che non si identificano in un genere o in un’etichetta specifica della società, mostrandone le diverse sfaccettature.

FILTHY RICH


C’è però una cosa che accomuna tutti i personaggi dello show. Sono tutti ricchi.
I vecchi personaggi di Sex And The City vendono l’attico con vista Hudson perché non rispecchia la loro personalità e lasciano lo studio di avvocati per iscriversi all’università senza apparenti conseguenze economiche. I nuovi personaggi di And Just Like That sono sì non binary, di colore e indiani ma hanno podcast di successo, mandano i figli in scuole private, hanno l’autista e staccano assegni.
La storia della tv è piena di prodotti i cui protagonisti vivono nell’agio (da The O.C. a Gossip Girl a Succession). Tutti però, in modi diversi e con linguaggi diversi, hanno saputo interpretare le relazioni dei loro ricchi protagonisti con il mondo comune intorno alla loro bolla, Orange County o Upper East Side che fosse. Qui i personaggi invece sembrano vivere il loro privilegio senza rendersene conto, rappresentando perfettamente quel bias cognitivo di cui le categorie sottorappresentate accusano i privilegiati.
Perchè quando immoli uno show sull’altare del politically correct rischi che l’altare ti cada sui piedi. E le Manolo Blahnik non sono antinfortunistiche.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Finalmente qualcuno si è ricordato di Steve
  • Carrie è pronta per voltare pagina e il pubblico con lei
  • Episodio filler in cui non succede nulla
  • Miranda continua a vivere la sua nuova adolescenza
  • Carrie e i tacchi. Ok ma pure per andare a pitturare le pareti?
  • Charlotte, deludente comic relief

 

Ad un passo dal finale un episodio filler per And Just Like That che, senza troppa infamia e (soprattutto) senza lode, traghetta lo spettatore all’agognato finale.

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