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Cowboy Bebop 1×06 – Binary Two-StepTEMPO DI LETTURA 3 min

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Cowboy Bebop 1x06 Recensione

L’adattamento Netflix di Cowboy Bebop ha già avuto modo di prendere e reinterpretare trame della serie originale riadattandole in un modo tutto nuovo. In alcuni casi questo proposito non ha dato i frutti sperati, ma “Binary Two-Step” dimostra come questa non sia una regola fissa.

BRAIN SCRATCH


A dare ispirazione per la realizzazione di “Binary Two-Step” è “Brain Scratch”, ventitreesimo episodio della serie animata.
Nella versione originale l’episodio era molto più incentrato su Faye, ma il live action adotta una strada diversa e decide di rendere Spike il vero protagonista. Questa si dimostra una mossa vincente dato che permette di esplorare ancora il passato del personaggio, il suo rapporto con Julia e soprattutto la sua personalità e i suoi ideali.
Spike è infatti un personaggio ancora molto enigmatico e raramente si mette a nudo. Nonostante i due parlino spesso l’uno dell’altra, Spike e Julia non hanno ancora praticamente mai condiviso la scena. Ne consegue che vedere Spike finalmente in rapporto a Julia, anche se in una simulazione virtuale, rivela un nuovo lato del personaggio. In particolare la vera rivelazione arriva alla fine, quando viene mostrato l’attaccamento morboso di Spike a Julia, impossibile da cancellare persino per l’intelligenza artificiale di Londes.

REALTÀ VIRTUALE


L’episodio riesce a rendere benissimo l’idea di una realtà virtuale anche dal punto di vista visivo. Spike si ritrova in una sorta di loop e, ogni volta che questo si ripete, aumentano i glitch sullo sfondo.
Man mano che si procede nella visione i personaggi e le location attorno a Spike si fanno sempre meno realistici e più sfocati. Più si va avanti e più le scene che vedono coinvolto Spike contrastano visivamente con quelle degli altri personaggi, molto più definite. Un gioco di effetti sottile ma decisamente riuscito.
Il pericolo in cui incorre Spike dà inoltre un senso di lotta contro il tempo che aumenta esponenzialmente il pathos dell’episodio. Da una parte il pubblico è interessato al passato del protagonista e al suo rapporto con Julia; dall’altro il senso di pericolo dato dalla missione di Jet e Faye attanaglia lo spettatore.

TEAMWORK MAKES THE DREAM WORK


Spike è sicuramente la star dell’episodio, ma ciò non vuol dire che Jet e Faye non abbiano modo di brillare. Nonostante vengano entrambi lasciati in panchina per gran parte dell’episodio, sia Jet che Faye ricoprono comunque un certo ruolo.
Jet coordina e guida Faye nella missione di salvataggio di Spike, mentre la femme fatale del Bebop ha un siparietto romantico con la meccanica Mel. Proprio quest’ultima sottotrama si rivela una parte potenzialmente interessante, non tanto per il legame con Mel ma più per i riferimenti alla memoria perduta di Faye. La storyline di Faye viene costruita pezzo dopo pezzo nei vari episodi in attesa di essere completamente esplorata e sviluppata in una delle sessioni future, andando a formare un puzzle preciso che pian piano prende forma.
“Binary Two-Step” vede inoltre il primo riferimento a Radical Ed, storico membro del gruppo nella serie originale. E’ possibile che la giovane hacker venga ufficialmente introdotta in uno dei prossimi episodi?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La resa visiva della realtà virtuale
  • Faye e la sua memoria perduta
  • Dettagli sul passato di Spike e il suo lato tossico nei confronti di Julia
  • Perfino Ed ha un ruolo nell’episodio… anche se non appare realmente
  • Vicious non ha linee di dialogo e appare in forma virtuale ma riesce comunque a risultare ridicolo… Un talento innato
  • Il dottor Kayback apparso così a caso e “sviluppato” in modo estremamente sbrigativo
  • Il personaggio di Mel ha senso in relazione a Faye ma i riferimenti alla riparazione del Bebop non hanno alla fine alcun impatto nella trama della puntata

 

“Binary Two-Step” è un buon episodio che prende vari riferimenti dalla serie originale e li rimescola in modo interessante ed efficace. Non riesce a lasciare un impatto abbastanza forte ma si guadagna un discreto Save Them All.

Appassionato di horror, fantasy e soprattutto di fumetti. Così disorganizzato che anche la stesura della biografia è stata procrastinata all'inverosimile, cerca di andare avanti a passi piccoli e costanti, ma finisce per essere distratto dalle mille serie e film che escono lungo il tragitto.
Avvertenze: di norma è gentile e amichevole, ma parlare di viaggi nel tempo potrebbe innescare in lui "l'effetto Gremlin".

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