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Doctor Who 12×08 – The Haunting Of Villa DiodatiTEMPO DI LETTURA 3 min

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“I will not loose anyone else to that.”

Era nell’aria e alla fine è arrivato l’episodio da Bless. Il più insospettabile tra l’altro. Se si pensa che il terzultimo episodio è di solito quello distensivo e temporeggiatore di fronte ad un probabile doppio finale, se si pensa all’ambientazione e ai personaggi, comprensibilissimo aspettarsi una situazione altamente autoconclusiva, quasi un divertimento.
Chibnall dimostra, come già detto, di apprezzare particolarmente la terza stagione di Russell T. Davies e sforna un insospettabile pre-finale in stile “Utopia”, presentando quel lone cyberman di cui Jack Harkness parlava qualche episodio fa. Il tutto a Villa Diodati, con Byron, Shelley e un’atmosfera in costume che avrebbe comunque garantito un godibilissimo filler.
Giustappunto l’intera atmosfera presentata nella prima parte dell’episodio si è rivelata comunque particolarmente efficace. Quando il Dottore afferma di non riuscire a pensare e di sentirsi confusa (effetto evidente del perception filter) non fa altro che esplicitare la sensazione dello spettatore, assorbito da un’atmosfera soffusa e non chiarissima, sia dal punto di vista della trama, sia da quello scenico, grazie a delle luci particolarmente azzeccate.
Una delle motivazioni, inoltre, per cui “The Haunting Of Villa Diodati” regala gioie è anche per il guizzo che ci mette la scrittura e l’interpretazione del Dottore di Jodie Whittaker. Da una parte si ha una prima vera esposizione al femminile, anche grazie al corteggiamento di Byron. Finora il cambio di genere del Time Lord era sì un dato di fatto, ma era sempre stato preso di sbieco. Vederla corteggiata da un uomo fascinoso pone lo spettatore e l’appassionato di fronte ad un’altra realtà. E grazie all’interpretazione della bravissima Jodie Whittaker la cosa emerge con totale naturalezza, malgrado i decenni e decenni di protagonismo maschile.
Ma la bravura di Jodie Whittaker non si ferma certo qui. La sua personalità svagata lascia il posto alla gravità che spesso caratterizza e ha caratterizzato il/la Time Lord. Tematiche come il sacrificio, l’importanza della razza umana e della Terra, l’ammirazione sconfinata per certe personalità (come in questo caso Shelley) vengono espresse con il giusto carico di lirismo che forse finora era mancato a questo nuovo corso. Non mancano poi i richiami al passato, considerando che i Cybermen hanno rappresentato il motivo per cui l’incarnazione di Capaldi ha lasciato il posto a quella attuale, ma soprattutto per cui la companion Bill Potts ha perso la vita.
L’avvento del Cyberman è quasi inaspettato, ma non stona minimamente con l’atmosfera gotica creata da inizio episodio. Forse è questa la vera virtù della 12×08: si respira dall’inizio la sensazione che qualcosa di importante deve accadere e quando questa accade non vi è un cambio radicale. L’inserimento di una figura fantascientifica e facente parte della mitologia di Doctor Who si armonizza con la tematica fantasmagorica e crea un ponte perfetto con quelli che saranno gli ultimi due appuntamenti di stagione. C’è anche spazio per un momento di altissimo impatto scenico e poetico che, con il senno di poi, era altamente prevedibile. Il Dottore che dice di non suggerire la trama di Frankenstein a Mary Shelley, un Cyberman mezzo e mezzo: come non poteva esserci in questo senso un momento di lirismo e ispirazione poetica? Se non fosse che poi il presunto rabbonimento di Ashad si rivela un inganno, confermando il nuovo corso più macabro e cruento dello show (l’omicidio a sangue freddo della bambinaia ne è una testimonianza).

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio pre-finale che si rivela importante per la trama orizzontale
  • Atmosfera gotica per niente disturbata da elementi fantascientifici (il Cyberman)
  • Il Cyberman che ispira Mary Shelley
  • Atmosfera claustrofobica e soffusa sin dall’inizio dell’episodio
  • Byron che corteggia il Dottore, visto per la prima volta come bella donna
  • Le premesse per i prossimi due episodi
  • Nulla di rilevante

 

E anche “save the poet, save the universe” come (chissà?) omaggio e citazione non è niente male.

 

Can You Hear Me? 12×07 3.81 milioni – ND rating
The Haunting Of Villa Diodati 12×08 3.86 milioni – ND rating

Valerio Di Paolo

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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