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Doctor Who 12×05 – Fugitive Of The JudoonTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Let me take it from the top. Hello, I’m the Doctor. I’m a traveller in space and time, and that thing buried down there is called a Tardis. Time And Relative Dimension In Space. You’re going to love this. Come on, old girl. Too sleepy. Power up!”

Se ci fosse stato in qualche modo bisogno, da parte di Chris Chibnall, di evidenziare la sua intenzione di dare solidità alla corrente stagione, “Fugitive Of The Judoon” rappresenta quel punto di non ritorno di cui forse ogni fan avrebbe avuto bisogno. Come se l’irruento ritorno di The Master nella doppia premiére non fosse stato abbastanza, la 12×05 mette in scena con prepotenza ritorni passati e elementi di trama orizzontale che attingono con forza alla mitologia dello show.
Si potrebbe dire che questo episodio non sia costituito quasi per niente da trama verticale, in quanto gli stessi Judoon diventano poi un mero espediente per presentare qualcos’altro. L’assenza di trama verticale si intuisce anche dall'”inconcludenza” di tutti gli spunti presentati: Jack e il Dottore non si incontrano e il Time Agent si fa portatore di un messaggio per un pericolo futuro (verosimilmente scollegato dalle altre trame, in quanto inerente i Cybermen); l’incarnazione del Dottore di Ruth rimane un mistero; la questione Gallifrey rimane aperta (chi è Gat?).

“Comin’ to join you. You can get excited now. Ha! You missed me, right?”

L’ultima volta che era stato visto Captain Jack Harkness in Doctor Who, il personaggio lasciava gli spettatori e i protagonisti di stucco con un’inconsapevole rivelazione (“Face of Boe, they called me”), quasi a suggellare una perfetta chiusura per il suo personaggio nella serie. Ciò non toglie che il suo ritorno sia un colpo di teatro niente male e, come già detto, non semplice fan service, ma elemento utile alla trama orizzontale. Va detto che l’attore John Barrowman rappresenta ormai una figura iconica per il pubblico di DW, di conseguenza è ovvio che il suo personaggio risulti leggermente caricato e caricaturale. Ma occorre dare tempo al tempo per una valutazione obiettiva, qualora questo facesse ritorno.
Per quanto riguarda i Judoon, la loro presenza è giustificata in quanto presentati in passato (nella 3×01 per essere precisi) come polizia intergalattica integerrima, vagamente ottusa e dal grilletto facile. Nella fiera dei ritorni sarebbe stato quasi fuori luogo inventarsi di sana pianta una nuova specie, c’è anche da dire che il loro ritorno appare quasi come un di più, tanto per costellare l’episodio di riminiscenze. Nonché per far pronunciare anche a Jodie Whittaker i simpatici giochi di parole con la costante -oon che già avevano messo in difficoltà lo scozzesissimo David Tennant.

“The Doctor never uses weapons!”

Indubbiamente ciò che più lascia con il fiato sospeso è il dubbio sulla figura di Ruth, alias The Doctor. Spoiler social vari a parte, era obiettivamente difficile prevedere l’effettiva identità del fuggitivo ricercato dai Judoon. E a proposito di ritorni, ecco ritornare il sistema camaleontico per l’identità già visto nella terza stagione (a quanto pare la preferita di Chibnall, da quanto emerge in questo episodio), prima per il Dottore stesso, poi per The Master.
L’idea, qualunque sarà la sua soluzione, è brillante, per il fatto che non viene battuta una strada già affrontata in passato durante l’apparizione di una misteriosa incarnazione del Dottore. Nel caso dello speciale “The Next Doctor”, il “Dottore” interpretato da David Morrisey risultava essere un poveraccio che aveva assorbito i ricordi del protagonista tramite un database dei Cybermen. Altro celebre caso, quello del War Doctor, interpretato da Jon Hurt, ovvero incarnazione rinnegata che aveva combattuto nella Time War. Non un impostore, né una misteriosa incarnazione passata, né un’incarnazione futura a quanto pare.
Chi è il Dottore interpretato da Jo Martin? Le ipotesi possono essere molteplici, una tra tutte una incarnazione “alternativa” del Dottore, proveniente da un universo parallelo. Sarebbe strano pensare ad un’incarnazione futura che ha perso la memoria delle incarnazioni passate, considerando il fatto che difficilmente uno showrunner brucerebbe così l’identità di chi vestirà i panni del protagonista al momento dell’abbandono della star attuale. Le cerimonie all’annuncio del/della nuovo/a interprete sono una testimonianza dell’importanza del momento.
Mancano 5 episodi e la carne al fuoco è tanta. Sta di fatto che con questa scelta narrativa Chris Chibnall ha calato l’asso per smuovere del tutto la curiosità degli spettatori e scaldare il cuore dei fan. Come a dire “guardatemi, sono diverso da Russell T. Davies e da Steven Moffat, ma non ritengo Doctor Who un prodotto di seconda mano”. Dopo l’undicesima stagione si può finalmente tirare un deciso sospiro di sollievo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ritorni e trama orizzontale
  • Gallifrey e gallifreiani non sono più tabù
  • Nuova misteriosa incarnazione del Dottore
  • Jack Harkness da potenziale fan service a figura importante per la trama orizzontale
  • Forse troppa carne al fuoco ma, visti i timori che il nuovo corso della serie aveva provocato, questo non sarà mai un problema

 

Questa stagione continua a regalare certezze e conferme, grazie a sterzate violente e a colpi di teatro in cui ormai non si sperava più tanto. Si potrebbe addirittura pensare ad un Bless, ma è meglio tenerlo in ghiaccio quando gli ottimi misteri sollevati saranno risolti in maniera altrettanto brillante e soddisfacente.

 

Nikola Tesla’s Night Of Terror 12×04 4.04 milioni – ND rating
Fugitive Of The Judoon 12×05 4.21 milioni – ND rating

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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