Doctor Who 13×06 – Flux, Chapter 6: The VanquishersTEMPO DI LETTURA 5 min

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Doctor Who 13x06 Flux RecensioneScrivere Doctor Who non deve essere per niente facile. La capacità più grande deve essere quelle di guardare avanti, senza lasciarsi abbandonare a facili fan service e rapide soluzioni, spianando la strada a tante possibilità narrative per mantenere viva la longevità dello show.
Il fan avrebbe voluto, con l’inizio dell’ottava stagione, ad esempio, che Gallifrey venisse trovata quasi subito e che la trama mantenesse una prevalente orizzontalità. Nel caso di questa tredicesima stagione, è forse maggiormente legittimo puntare gli occhi su “The Vanquishers”, in attesa di informazioni sulle vite passate del Dottore, su ulteriori stravolgimenti mitologici, oppure sul paradosso incredibile di cui si parlava nelle precedenti recensioni che potevano vedere Vinder e Bel come genitori di una certa bambina dimenticata alle porte dell’universo. Così non è stato. Ne prendiamo atto con una punta di sdegno. Soprattutto l’ultima cosa.

CHIBNALL=DAVIES/THE VANQUISHERS=THE JOURNEY’S END


La sensazione durante la 13×06 è di già visto, seppur con un clima e uno scenario completamente nuovo. Dopo essersi un po’ spremuti le meningi, alla memoria torna la fine della quarta stagione, alle battute finali di David Tennant. Nello specifico il finale di stagione, ovvero il doppio episodio “The Stolen Earth” e “Journey’s End”.
Di seguito gli accostamenti dei due finali di stagione.

  • Il Dottore dialoga con se stesso. In quel caso la metacrisi generata dalla mano tagliata creava un Doctor-Donna e una metà umana del Dottore. Di fatto c’erano tre Dottori in campo. Esattamente come in questo caso, dove però a dividere il Dottore in tre è uno strano fenomeno multidimensionale che in realtà non è che si capisca benissimo.
  • Tutti insieme appassionatamente. La fine della quarta stagione era anche l’ultima con Russell T Davies a capitanare la barca. Lo showrunner, prima degli ultimi speciali, volle quindi radunare tutti i suoi più importanti personaggi all’interno del Tardis, per trainare la Terra rubata. Nel caso di Flux, i personaggi sono stati creati in corsa, tutti inediti, il che da una parte crea un minor effetto fan service rispetto a quello che ci fu allora, ma in certi casi (vedi Vinder e Bel) chiude il tutto un po’ sbrigativamente.
  • Presagi di morte. In realtà questo aspetto percorreva un po’ tutta la quarta stagione, fino agli speciali successivi, quando il Dottore di Tennant si vedeva presagire la fine del suo percorso dagli Ood (creatura che ha un ruolo importante anche in “The Vanquishers”). In questo caso sarà proprio il Tempo stesso, imprigionato ad Atropos, con le fattezze del Dottore, a preannunciare una prossima dipartita.
  • Sospensioni e promesse. Si può dire che il vero finale della quarta stagione fu “The End Of Time”, mentre “Journey’s End” ne fu solo un semplice preludio, in cui venivano chiuse alcune parentesi lasciate aperte nelle stagioni precedenti, ma la sorte del Dottore era tutt’altro che decisa.
    In questo caso l’orologio non aperto e lasciato cadere nelle viscere del Tardis rappresenta solamente un appuntamento rimandato, considerando il ciclo di speciali che arriverà da qui fino ai saluti di Jodie Whittaker e Chris Chibnall.

RULE N.2: THE DOCTOR NEVER KEEPS PROMISES


Non si può negare che ci si aspettasse di più dal finale di questa stagione partita con l’acceleratore, piena di promesse e apocalisse. Un qualcosa di risolutivo era nell’aria, oppure era una semplice illusione dello spettatore. I 6 episodi del ciclo Flux hanno raccolto al loro interno un concentrato troppo grande di villain storici e situazioni iconiche per non avere poi un qualche botto clamoroso con cui lasciare il pubblico con il fiato sospeso fino a Capodanno.
Ma d’altra parte è anche giusto così. They’re all stories in the end, si potrebbe dire, parafrasando il Dottore di Matt Smith. Si è assistito ad una storia, storia perfettamente in stile Doctor Who, con una buona dose di Deus Ex Machina (il Passenger che assorbe il Flux o Time che distrugge così de botto i Ravagers) e tanti bei personaggi presentati e che potevano essere ottimi companion. Certo la sensazione di attesa rimane, motivo per cui questo episodio finale, tanto finale poi non è. Si tratta di un appuntamento rimandato, fin quando il Dottore non chiederà ardentemente al Tardis di mostrargli l’orologio.
Che poi su Vinder e Bel si poteva fare qualcosa di più, tipo scoprire che il nascituro sarebbe poi stato il timeless child. Ma ci si è fantasticato troppo nelle precedenti recensioni perché fosse vero.

CHIBNALL E LA SUA PATATA BOLLENTE


Adesso è tutto nelle mani di Chris Chibnall e di come si congederà dal mondo di Doctor Who. Senz’altro una sensazione può rassicurare: è palese l’arco narrativo ben concepito e pensato. Può non piacere la soluzione scelta, ma si ritorna a quanto detto nell’introduzione. Lo stravolgimento di mitologia che probabilmente ormai è definitivo è anche la scusa per allargare di parecchio le possibilità narrative.
Bisogna riconoscere a Chibnall un coraggio niente male, così come quello di presentare un personaggio inutile come il Grand Serpent.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il sacrificio di Jericho
  • Il dialogo tra il Dottore e Karvanista
  • Cenni di amarcord con la quarta stagione
  • Curiosità per come finirà il tutto
  • Il Dottore si piace
  • I Sontaran che ingannano i Dalek e i Cyberman
  • The Grand Serpent
  • Bel e Vinder chiusi un po’ sbrigativamente
  • Ancora attesa per risoluzioni di trama

 

Le aspettative create dai precedenti episodi portavano ad attendersi un bel Bless. La linearità della chiusura di alcune trame e il senso di attesa di altre non fa tuttavia salire la valutazione. Il senso di delusione immediato dovrà sedimentare un po’ prima di poter comunque legittimamente ringraziare questa atipica stagione e l’attesa che crea per i prossimi speciali.

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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