);

Godfather Of Harlem 1×09 – Rent Strike BluesTEMPO DI LETTURA 4 min

/

Godfather of Harlem 1x09 Recensione Dopo il brillante “How I Got Over”, la regia di Ernst R. Dickerson non riesce a garantire un episodio dallo stesso impatto. “Rent Strike Blues” è un piccolo passo indietro, del tutto accettabile e comprensibile nell’economia dell’intera serie, che prepara ad un finale coi botti. Tutti i numerosi personaggi introdotti sin dal pilot di Godfather Of Harlem si ritrovano, ad un passo dalla fine, ad aver compiuto un loro percorso, maturando e dimostrandosi capaci di guidare la storia.
Ad affiancare i due grandi boss interpretati da Forest Whitaker e Vincent D’Onofrio c’è Ernie Nunzi. Il personaggio di Rafi Gavron è stato quello che nel corso della prima stagione ha avuto un arco evolutivo più complesso e piacevole. Uscendo dal ramo gangster, Godfather Of Harlem si è fatta conoscere soprattutto per la sua capacità di raccontare pagine di storia. Merito di Chris Brancato e Paul Eckstein per aver realizzato uno show così originale.

IL PROBLEMA DEGLI AFFITTUARI


Godfather Of Harlem è una serie che si è concessa spesso delle pause dall’azione principale. In episodi come “I Am The Greatest”, gli autori si sono presi un respiro per raccontare un evento storico con un importante peso specifico nella cultura di massa. Questo non è, sfortunatamente, il caso dello sciopero degli affitti. Il congressista Adam Powell si impegna per difendere gli abitanti del quartiere contro gli interessi loschi della mafia che germoglia tra la povertà e l’ignoranza degli afroamericani di Harlem.
Viene aggiunta una nuova sfumatura al personaggio di Bumpy Johnson, suggerita dalla moglie Mayme, protagonista indiscussa di “Rent Strike Blues”. Ellsworth non è un gangster per scelta, ma lo è diventato in un’epoca in cui rappresentava una via di fuga, di salvezza. Il padrino di Harlem viene dunque “perdonato” dal reverendo Powell che non farà il suo nome ai giornali tra l’elenco dei mafiosi proprietari della gran parte degli edifici di Harlem. Una nuova alleanza nel nome del black-power.

CAMBIANO LE CARTE IN GIOCO


Ad un passo dal season finale cambiano parecchie carte in tavola. Alcune certezze crollano, vengono a formarsi delle nuove alleanze e gli equilibri si spostano drasticamente. Partendo dalla NOI, Malcolm viene spiato da Elise per conto del primo ministro Elijah Muhammad. Certamente anche questo porterà al distaccamento, sempre più vicino, da parte dell’attivista dalla Nation of Islam, ma non dalla fede musulmana che continua a professare in modo ortodosso.
Passando agli italiani, c’è Ernie, in continua crescita nelle ultime settimane, che prosegue la sua investigazione per conto di Chin. Deve trovare la prostituta che ha adescato Zambrano prima che Bumpy lo freddasse. In particolare, Ernie risulta finalmente come un personaggio positivo, per i metodi pacati e tutt’altro che bruschi utilizzati per trovare la colpevole. Questa è la ciliegina sulla torta dell’evoluzione di un personaggio molto importante per la struttura della serie.
Intanto Chin mette in atto la sua vendetta verso Johnson. Gigante riesce a manipolare Joe Bonanno, ormai diventato l’ombra di sé stesso a causa dei tarli mentali tornati a galla riguardanti la morte di suo figlio Lorenzo. Vincent riesce a rigirare la frittata additando Bumpy come colpevole, scaricando addosso a lui la colpa dell’assassinio di suo figlio.

LA FAMIGLIA AL PRIMO POSTO


All’interno di Cosa Nostra la famiglia assume dei connotati simbolici, quasi sacri. Godfather Of Harlem lo mette in mostra costantemente, non dimenticando mai la vita privata dei boss del quartiere. Tra Mayme e Bumpy continuano ad esserci problemi. Trascurata la mina vagante Elise, vengono a galla i continui tradimenti del padrino di Harlem nei confronti della sua affascinante e ben più giovane moglie. La sensazione è che Mayme quasi accetti questo comportamento, decidendo di vendicarsi non col marito, ma con la diretta interessata in uno scambio di fuoco nell’ufficio del congressista Powell.
La famiglia Gigante, invece, si riunisce nel modo meno delicato possibile. Dopo l’ennesimo incontro tra Stella e Teddy, la giovane figlia del boss decide di tentare il suicidio per overdose. Sarà proprio il padre, Vincent, a salvarla intervenendo all’ultimo secondo. Questo episodio drammatico conferisce nuova linfa all’amore familiare tra le mura di casa Gigante, sottraendo a Bumpy una risorsa preziosa. Chin è in vantaggio ora.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Vincent D’Onofrio Gigante in vantaggio
  • Mayme protagonista
  • Duello verbale tra Mayme e l’amante di Bumpy
  • Ernie Nunzi personaggio positivo
  • Il buon cuore di Giancarlo Esposito
  • Mayme perdona i tradimenti di Bumpy
  • Teddy continua ad essere un personaggio piatto
  • Sciopero degli affitti: tema di poco interesse
  • Malcolm subisce un po’ l’azione

 

Ad un passo dal finale di stagione, Godfather Of Harlem si concede un ampio respiro di pausa in quella che è, senza dubbio, la puntata meno appassionante finora.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

Rispondi

Precedente

Grey’s Anatomy 17×11 – Sorry Doesn’t Always Make It Right

Prossima

Shameless 11×12 – Father Frank, Full Of Grace

error: Nice try :) Abbiamo disabilitato il tasto destro e la copiatura per proteggere il frutto del nostro duro lavoro.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: