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Godfather Of Harlem 2×06 – The Ballot Or The BulletTEMPO DI LETTURA 3 min

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Godfather Of Harlem 2x06 recensione Con la rottura delle tregua tra Bumpy Johnson e Chin Gigante avvenuta nell’episodio precedente, ci si aspettava una puntata votata alla guerra e invece dopo una splendida open cold riguardante i diritti civili, vi è il ritorno in grande stile di Robert Morgenthau che cambia radicalmente le carte in tavola, costringendo i due boss a collaborare nuovamente tra loro per evitare il carcere.
Un personaggio che era scomparso dai radar da un po’ ma di cui si era capita la grande importanza all’interno della trama, visto l’estrema caparbietà con cui sin da subito ha provato a bloccare lo strapotere delle famiglie mafiose italoamericane.

“THE BALLOT OR THE BULLET”


E’ il nome di un famosissimo discorso di Malcom X, da cui prende il titolo la puntata, sul nazionalismo nero, la coscienza politica degli afroamericani e altre questioni socio-politiche sempre riguardanti il ruolo della minoranza nera all’interno degli Stati Uniti.
E’ considerato uno dei discorsi più importanti di sempre nella storia della nazione, soprattutto per la sua forte valenza politica nel 1964, anno in cui era in discussione la legge sui diritti civili, che poi faticosamente sarebbe stata approvata.
Questa porzione della puntata, unita al richiamo al fenomeno dei Freedom Riders sempre di quell’anno, conferma una delle qualità migliori della serie: l’incredibile naturalezza con cui le trame criminali dei protagonisti si fondono con la storia politica degli Stati Uniti, che convergono con grande efficacia durante lo sviluppo della trama.
Non si possono non fare i complimenti a Chris Brancato e Paul Eckstein per un lavoro di scrittura veramente egregio, capitalizzato al meglio da un cast veramente eccelso.
In questo sesto appuntamento in particolar modo si fa notare l’ottima prova attoriale di Nigèl Thatch nei panni di Malcom X, ma questa non è sicuramente una sorpresa ma ormai una garanzia.

ELISE E STELLA


Gli unici due personaggi della serie che continuano a non convincere sono Elise e Stella, rispettivamente figlie dei due gangster protagonisti Bumpy Johnson e Chin Gigante. Infatti se la prima risulta ancora bloccata tra la sua fedeltà all’Islam e a certo stile di vita e il suo amore misto a ammirazione per Malcom X, al tempo stresso Stella è fortemente ancora all’odio che prova verso il padre.
Un odio che la porta prima a manipolare Ernie a suo piacimento e poi a iniziare una sorprendete collaborazione con Morgenthau, per ora interrotta, ma che potrebbe riprendere in futuro.
Le dinamiche che riguardano questi due character sono praticamente le stesse a partire dall’inizio della prima stagione e nonostante qualche piccola variazione sul tema, continuano a riproporsi puntata dopo puntata.
Questo è sicuramente un aspetto negativo della serie, uno dei pochi a dire il vero, visto che potenzialmente entrambi i personaggi avrebbero molto da offrire alla trama, ma il continuo ripetersi di questi schermi narrativi tarpa inevitabilmente le ali all’evoluzione dei due personaggi femminili.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La splendida open cold
  • Il ritorno in grande stile di Robert Morgenthau
  • The Ballot Or The Bullet
  • L’efficacia con cui la serie riesce a unire la storia politica degli Stati Uniti con le trame criminali dei protagonisti. Complimenti a Chris Brancato e Paul Eckstein
  • L’ottima prova attoriale di Nigèl Thatch, ma non vi erano dubbi al riguardo
  • La mancata evoluzione dei personaggi di Elise e Stella, da sempre bloccati nelle stesse dinamiche. Un vero peccato

 

Un ottimo episodio per la serie di casa Epix che conferma di essere uno show come pochi nell’ormai affollatissimo mondo seriale, in grado di unire tematiche diverse e estremamente interessanti con grande naturalezza ed efficacia. Il tutto è impreziosito poi da un cast eccelso e da l’ottimo lavoro di scrittura di Chris Brancato e Paul Eckstein, per un prodotto televisivo di altissima qualità. Peccato per la gestione poco convincente di alcuni personaggi secondari, ma per il resto lo show è egregio sotto ogni punto di vista.

Cinefilo disperato e divoratore di serie tv, venera due antiche divinità: Sergio Leone e Gian Maria Volontè.
Lostiano intransigente, zerocalcariano, il suo spirito guida è un mix tra Alessandro Barbero e Franco Battiato.

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