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Gomorra 5×08 – Episodio 8TEMPO DI LETTURA 4 min

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Gomorra 5x08 recensioneNon era scontato che, dopo un episodio crudo come il precedente, le acque si calmassero, almeno temporaneamente. L’ottava puntata rappresenta una riorganizzazione, un leccarsi le ferite, un contemplare le conseguenze di ciò che è avvenuto, presenta la ridistribuzione ultima di alcuni equilibri, nonché la decisione di alcune mosse definitive.
Come aveva poi pronosticato Luciana qualche episodio fa, la chiave per Gennaro è Azzurra. Dove pende Azzurra, lì andrà Gennaro. La moglie del boss avrebbe potuto portarlo alla tomba, qualora avesse deciso di tradirlo, può portarlo definitivamente alla vittoria con l’appoggio carico d’odio che attualmente pare fornirgli.

AZZURRA


Che l’idea di Luciana non sia stata così brillante non è un mistero, ma che Azzurra fosse una chiave importante lascia ben pochi dubbi.
Figure come quelle della signora Savastano vivono narrativamente sempre di fronte ad un bivio. Possono essere il veicolo per portare il protagonista criminale verso una buona strada, possono fuggire e rinnegare la natura del coniuge, ma possono anche diventare più feroci e pericolose del Gennaro di turno. Proprio colei che è rimasta in disparte, diffidente e sprezzante, vedendosi privare del figlio sfodera un grado di decisione e di unità d’intenti con il marito difficile da aspettarsi.
Quando il marito le prospetta la fine della guerra e una probabile vittoria, sarebbe stato facile immaginarsi una mamma che, in protezione della propria famiglia, chiedesse di andare via lontano, oppure al marito di allontanarsi. Lo spettatore viene spiazzato, ma allo stesso tempo vede rivelata la vera natura di Azzurra, quando la vera richiesta viene pronunciata. Non un qualcosa in difesa del piccolo Pietro, bensì una richiesta di attacco, il desiderio di vedere Ciro morto, la spinta propulsiva finale per Gennaro in moda da portare avanti la sua guerra con la maggior forza possibile.

MAESTRALE


Se la mina vagante Azzurra diventa spalla decisiva, ‘o Maestrale inizia a creare fratture e crepe nell’organizzazione interna. Visto come era terminato il precedente episodio, era palese che Luciana non sarebbe morta. Se a questo si aggiunge la fastidiosa figura di ‘o Munaciell’, da sempre in conflitto con il fedele braccio destro del boss, ecco che l’emorragia interna si va allargando sempre più.
Non ci vuole un occhio di lince per capire che ‘o Maestrale nasconde qualcosa e sarebbe facilissimo per il suo rivale portare la notizia immediatamente al capo, per scalzarlo e ripristinare un ordine necessario alla compattezza del clan. Ma anche ‘o Munaciell’ decide di temporeggiare per sfruttare la situazione a suo vantaggio nel momento opportuno.
A questo punto la rivelazione del novello Giuda: gli uomini di Gennaro sono solo dei mercenari che si muovono per convenienza, al contrario degli uomini di Ciro, sono pronti a morire per un novello Gesù.
Se a questo poi si aggiunge che Gennaro è una figura pienamente attaccabile da più fronti (vedasi il sequestro di Pietro), mentre Ciro non ha nulla da perdere, la bilancia non può che pendere da una parte precisa.

LA CROCIATA


Proprio la crociata cui fa riferimento ‘o Maestrale è la chiave di lettura stilistica di questa ultima stagione di Gomorra. La scelta di far tornare Ciro fa perdere in realismo, forse, ma fa guadagnare in spettacolarità. Una serie/documentario sul mondo della camorra assume quindi i contorni quasi di un film supereroistico, per cui si riserva al finale lo scontro tra le due nemesi.
Lo spettatore ha imparato ad empatizzare con i due personaggi, così come a disdegnare le loro azioni criminali. Ci sono stati momenti in cui Ciro assumeva i contorni del tipico villain, altri in cui diventava quasi eroe tormentato, contrapposto al perfido Gennaro. Lo spettatore si riduce quindi a essere spettatore neutrale della versione romanzata di un fenomeno reale e attuale, per cui non si possono prendere parti e per cui non si può tifare. Al massimo si può scimmiottare qualche battuta.
In questo Gomorra ha decisamente fatto centro.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il ruolo di Azzurra
  • Il dietrofront di ‘o Maestrale
  • L’attacco finale
  • Contrapposizione tra Ciro, Gennaro e i loro uomini
  • Rapimenti di figli
  • Episodio che risente degli eventi del precedente

 

Ci si trova ovviamente di fronte ad un episodio di alto livello, che sa rallentare i ritmi quel tanto che basta per preparare il terreno per il doppio finale. Unica pecca, se così la si vuole chiamare, è dettata dal confronto con l’episodio precedente. La tensione creata da quello, inevitabilmente, deve essere compensata da una successiva distensione come quella presente in questo ottavo episodio.

Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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