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I Migliori Giorni

Edoardo Leo e Massimiliano Bruno tentano una critica alla società attuale tramite un'analisi delle festività, con risultati misti.

Quattro episodi, ognuno incentrato sulle festività – Natale, Capodanno, San Valentino, Giornata dei diritti della donna – e su come vari gruppi di persone, spesso nolenti, si ritrovino per consacrarle.

I Migliori Giorni è una commedia drammatica diretta da Edoardo Leo e Massimiliano Bruno che mettono in scena quattro episodi (quasi) del tutto scollegati tra loro ma legati dal tema delle festività del Bel Paese. Sin da subito, però, lo spettatore si accorge senza troppa difficoltà come le festività siano solo un pretesto per presentare una critica della società attuale attraverso quattro racconti autoconclusivi.
Le festività fungono così da espediente narrativo che permette di mostrare i picchi di ipocrisia di personaggi che rappresentano aspetti completamente negativi della società contemporanea.

GRAZIE, ANCHE A TE E FAMIGLIA


Ogni episodio ha una storia a sé stante, caratterizzato da una lunghezza di circa 30 minuti. Lo stile dei quattro racconti è pressoché identico (prima debolezza della pellicola): un gruppo di personaggi si ritrova di fronte ad una serie di imprevisti che portano ad un’epifania per uno o più di loro. Questo avviene, per la legge del contrappasso, rappresentato dalla festività di turno. La ricorrenza infatti svela gli altarini di chi nel momento della celebrazione fallisce nel nascondersi.
La rappresentazione delle feste è molto interessante dato che critica aspramente il “filtro Instagram” che spesso pare permeare le vite della generazione corrente. Dall’avvento dei social network, infatti, si è sempre più esteso il bisogno ad esasperare ed ostentare la propria felicità, manifestazione del proprio benessere e mezzo necessario all’autodeterminazione dell’individuo attraverso la ricerca della perfezione attorno a sé.
Da questo punto di vista il messaggio portato avanti dal film è ammirevole e apre a spunti di riflessione parecchio interessanti, dato che ogni festività logicamente richiama delle ipocrisie latenti, a tratti normalizzate. Natale si rivela una trappola per i rapporti familiari inaspriti ai limiti della civiltà. I propositi dell’anno nuovo per riscattarsi e presentare agli altri una nuova versione di sé, simbolo di un cambiamento impossibile. San Valentino smaschera la continua ricerca della felicità in qualcosa che non si ha da parte delle nuove generazioni, mentre l’8 Marzo diventa il teatro di una lotta “intestina” relativa al significato di femminismo e all’idea, a volte distorta, che si ha di questo valore.

UNA ZUPPA DI (GUASTA)FESTE


Uno dei problemi principali che si riscontrano durante la pellicola riguarda proprio la caratterizzazione della maggior parte dei protagonisti. Eccessivamente stereotipati, semplicizzati al limite della funzionalità narrativa, ossia raccontare esclusivamente l’ipocrisia di cui il personaggio porta la croce. Diviene particolarmente arduo per lo spettatore empatizzare con loro, poiché seppur appartenenti alla vita di tutti giorni, risultano poco realistici, o meglio si sa davvero troppo poco di loro, con buona pace degli attori.
Uno dei dispiaceri principali legati al film è infatti legato al fatto che è ben recitato e presenta un cast di professionisti del cinema italiano di tutto rispetto come Anna Foglietta, Edoardo Leo, Valentina Lodovini, Greta Scarano, Claudia Gerini e Stefano Fresi. Rimane l’amaro in bocca relativo a performance convincenti ma che, a causa di una scrittura ridondante e a tratti ripetitiva, a volte stonano.
A livello di sceneggiatura il film risente dell’episodicità e della ripetitività intrinseca della pellicola. Seppur non sempre presentare un film composto da episodi separati sia un male, in quando la struttura stessa può esaltarne i vari racconti, in questo caso la suddetta strategia non funziona. La struttura dei quattro episodi è pericolosamente simile, tanto che dopo la visione del primo si riesce ad individuare i vari passaggi anche nei successivi.

RETROGUSTO DOLCE AMARO


Nel complesso, quindi, la ripetitività della pellicola non aiuta e diminuisce l’enfasi dei vari climax i quali, una volta raggiunti sempre con lo stesso percorso, depotenziano il ritmo della pellicola. Inoltre, la regia purtroppo esaspera una paio di discussioni, che se da una parte permettono di immedesimarsi nella frustrazione dei personaggi, dall’altra assordano lo spettatore con urla al limite dello slogan.
Una riflessione a caldo porta alla conclusione che l’obiettivo fosse di rendere il messaggio della pellicola il più immediato e di impatto possibile. Da una parte se ne riconosce il merito, dato l’impatto di scene che non possono lasciare indifferenti, ma in altri casi l’episodio si risolve in una lite “trash” che potrebbe avvenire su una bacheca di Facebook o Twitter.
L’intento de I Migliori Giorni viene raggiunto quindi a metà. Il colpo di scena finale che riguarda il personaggio della Gerini ad esempio colpisce positivamente, grazie ad una scelta di rappresentazione tanto amara quanto realistica. Allo stesso modo, l’inaspettata svolta chimica fra Lodovini e Scarano impreziosisce il terzo episodio, che assieme al quarto sopracitato risulta il più riuscito.
Al contrario, il contenuto di “Natale” e “Capodanno” viene diminuito dall’eccessiva didascalicità delle storie, entrambe culminanti in monologhi eccessivamente “spiegati” che si allontanano dalla narrativa e si avvicinano ai monologhi di Sanremo. L’errore in cui si incappa è spiegare sin troppo a parole, con dialoghi che riducono il potere del mezzo cinematografico, ossia l’abilità di raccontare di più di quanto non si dica a voce.


I Migliori Giorni tratta temi attuali ed interessanti presentandosi con un cast di tutto rispetto, ma avrebbe giovato maggiormente di una messa in opera più snella e meno didascalica. Da ciò deriva una valutazione che per alcuni potrà sembrare severa ma che tiene conto del potenziale sprecato della pellicola. Rimane la validità del terzo e del quarto episodio, sicuramente più riusciti dei primi due.

 

TITOLO ORIGINALE: I Migliori Giorni
REGIA: Massimiliano Bruno, Edoardo Leo
SCENEGGIATURA: Massimiliano Bruno, Edoardo Leo, Beatrice Campagna, Marco Bonini, Gianni Corsi, Andrea Bassi
INTERPRETI: Edoardo Leo, Anna Foglietta, Massimiliano Bruno, Ludovica Lodovini, Greta Scarano, Luca Argentero, Max Tortora, Paolo Calabresi, Claudia Gerini, Stefano Fresi, Ludovica Martino
DISTRIBUZIONE: Vision Distribution
DURATA: 125′
ORIGINE: Italia, 2023
DATA DI USCITA: 01/03/2023

Appassionato di cinema e serie tv di ogni genere, spazia da Nomadland a Daredevil, da 3 Manifesti a Ebbing a I Delitti del BarLume. Insomma l'amico che ascolta tutti i generi di musica in macchina. Nel tempo non libero ingegnere energetico con a cuore l'ambiente.

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