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Into The Dark 2×06 – CrawlersTEMPO DI LETTURA 3 min

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La sesta puntata del secondo ciclo di “Into The Dark”, serie antologica horror in onda su Hulu, potrebbe benissimo essere un film de The Asylum. Lo studio cinematografico nonché casa di distribuzione, infatti, è diventata famosa in tutto il mondo per le sue produzioni a basso costo, con recitazione improvvisata ed effetti speciali volutamente scadenti. Specializzata maggiormente nel genere catastrofico e fantascientifico, The Asylum, ha sfornato, negli anni, capolavori del trash, sulla falsa riga dei blockbuster statunitensi, che sono entrati nel cuore degli aficionados, proprio per il fatto di non prendersi troppo sul serio. Basti pensare alla saga di Sharknado, dove un tornado di squali si abbatte su Los Angeles, definito da moltissimi utenti come “so bad it’s so good”.
“Crawlers”, questo il titolo dell’episodio ambientato durante i festeggiamenti di San Patrizio, parla di una invasione aliena cominciata più di quarant’anni prima. Scordatevi, però, momenti in stile The X-Files o Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. La protagonista (interpretata da Giorgia Whigham) è Shauna Shore, una ragazza fermamente convinta di qualsiasi teoria complottista esistente al mondo, plasmata a sua immagine e somiglianza dalla madre, la quale rivendica da anni l’arrivo degli alieni sulla Terra grazie ad un meteorite. La sera di San Patrizio, Shauna e altri studenti (Misty, Aaron, Yuejin e Chloe), dopo essersi dati alla pazza gioia tra cocktail verdi e accuse di stupro, troveranno conferma delle parole della signora Shore, dopo essersi scontrati con dei doppelgänger alieni che intendono spodestare l’uomo dalla cima della catena alimentare.
Sulla carta, l’episodio ha tutte le carte in regola e promette molto bene, con la giusta dose di umorismo dissacrante e scenette trash, ma, nonostante tutto, la trama sembra non prendere mai il volo. La potenzialità di “Crawlers” si inceppa a metà strada, rovinando una buona base di partenza, forse per colpa di un minutaggio eccessivo e di un cast non sempre all’altezza (tranne la Whigham). Non bastano, infatti, la comicità surreale alla Mars Attack! (film di fantascienza di Tim Burton) o gli omaggi a qualche film horror di serie b, per catalizzare l’attenzione dello spettatore, che perde interesse con il proseguimento della storia e riesce a “telefonare” lo svolgimento della trama già a metà puntata.
Apprezzabile, tuttavia, lo sforzo degli autori di creare un prodotto che esuli dal solito filone horror-fantascientifico, senza scomodare i mostri sacri del genere, come La Cosa e L’invasione degli Ultracorpi, in inutili tentativi di emulazione, ma trovando lo stesso la maniera di omaggiarli. Quello che essenzialmente manca al prodotto diretto da Brandon Zuck, è una sorta di coerenza narrativa dall’inizio alla fine, come se gli stessi autori avessero mollato il colpo in un momento x della trama. Avrebbero dovuto, forse, crederci ed osare solo un po’ di più.
Riassumendo, “Crawlers” è una puntata con molti elementi positivi, come la svolta trash ed il profumo anni ’80, ma, purtroppo, le idee sono state migliori dell’esecuzione. La sesta puntata dello show prodotto dalla Blumhouse Television avrebbe potuto essere un guilty pleasure perfetto, se solo ci fosse stato maggior impegno, tenendo conto che l’irriverenza e la creatività ripagano sempre.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Comicità dissacrante
  • Omaggi a b-movies anni ’80
  • Episodio volutamente trash
  • Giorgia Whigham
  • La trama si perde a metà strada
  • Il resto del cast non convince
  • Buone idee sulla carta, ma messe giù in maniera troppo approssimativa

 

“Crawlers” è una ventata di freschezza dopo il deludente “My Valentine”, ma non regala agli spettatori quello che si meritano. Forse ridurre il minutaggio avrebbe permesso alla puntata di diventare un “guilty pleasure” da guardare con i pop-corn in mano.

 

My Valentine 2×05 ND milioni – ND rating
Crawlers 2×06 ND milioni – ND rating

 

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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