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Lupin 1×09 – Capitolo 9TEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione Lupin 1x09 Lupin, alla soglia del season finale, ed in preparazione di una probabile seconda stagione, continua a dimostrare di non riuscire ad imparare dai propri errori, proseguendo così a torturare i propri spettatori più attenti e minuziosi. Il prodotto seriale made in France sembra non riuscire a contrastare l’effetto domino di una pessima sceneggiatura che sta inevitabilmente abbassando sempre di più l’asticella di gradimento per una serie che meriterebbe ben altro.
I propri fan dovrebbero essere coccolati e rispettati, invece nel corso di questa seconda parte di stagione, escluso l’ottimo inizio, questi non possono che sentirsi presi in giro guardando le disavventure di Assane. George Kay e François Uzan, creatori e showrunner dello show, stanno ampiamente dimostrando che non basta un soggetto interessante ed accattivante per creare un prodotto di qualità. Serve dedizione, abilità e soprattutto bravura, cosa che i due francesi hanno sufficientemente dimostrato di non possedere.

LA FUGA DALLE CATACOMBE


Benjamin: “Questa volta ho pensato che ci avrebbero preso.”
Assane: “Invece, eccoci qua. Ce l’abbiamo fatta, Ben!”
Benjamin: “Sì.”
Assane: “Il Théâtre du Châtelet fu il primo a mettere in scena Lupin.”
Benjamin: “Davvero? Domani ci esibiremo noi.”
Assane: “Per l’ultima volta. Distruggeremo Pellegrini.”

Come è già stato accennato più volte nel corso delle recensioni, Lupin non è una serie da buttare, i suoi punti forti sono evidenti e non si può che lodarli. La regia e le scene d’azione, un connubio che spesso collabora, sono sempre ottime, così come l’interpretazione del sempreverde Omar Sy. Questi lati positivi si sono intrecciati nel corso di “Capitolo 9” durante la fuga del gentiluomo protagonista e del suo fido amico, riuscendo a creare un ritmo interessante e discretamente galvanizzante.
Durante la fuga nelle catacombe parigine, Hugo Gélin, regista della puntata, ha avuto l’ottima idea di montare questo avvenimento con la medesima avventura della coppia di amici ambientata nel 1995, riuscendo in modo più che egregio ad alternare passato e presente. Idea brillante soprattutto perché in questi due eventi i protagonisti si sono trovati in due stati d’animo contrapposti con il presente dettato dalla paura, al contrario di un passato caratterizzato dalla gioia e dalla frenesia della scoperta e della curiosità. Un intreccio delle due linee temporali perfettamente riuscito.

POTREBBE ESSERE PEGGIO, POTREBBE PIOVERE


Giunti al nono appuntamento stagionale, la trama di Lupin continua spedita verso il finale dichiarato nel corso della fine dell’episodio. Assane e Benjamin hanno escogitato l’ultimo loro piano per riuscire a contrastare una volta per tutte le scorribande di Hubert Pellegrini. Nel corso delle puntate le due fazioni si sono scontrate innumerevoli volte, ma nessuna delle due è riuscita ad avere la meglio dimostrando, purtroppo, non la loro intelligenza ed astuzia, ma la loro capacità di sfruttare buchi di trama grandi come crateri. Con un plot lineare senza svarioni e sviste continue il confronto finale tra i due rivali sarebbe arrivato fin troppo presto, invece così, aggiungendo passaggi di trama a vuoto, ogni difetto di scrittura è venuto inesorabilmente a galla.
Si potrebbe dedicare un intero articolo all’analisi di ciò che non è funzionato all’interno della puntata, ma in realtà basta semplicemente elencare punti di domanda che hanno lasciato perplessi ed inorriditi la maggior parte dei fan:

• La polizia non poteva interrogare prima Claire per avere il nome di Assane? Inoltre possibile che Guedira non abbia chiesto a Raoul il nome del proprio padre durante la fuga del “Capitolo 6”?
• Non sarebbe stato più funzionale l’assassinio di Assane invece che incastrarlo con la polizia?
• Come poteva sapere Assane che Guedira avrebbe letto il suo commento in una pagina online di un qualsiasi sito web?
• Era davvero necessaria la ridicola sottotrama della donna che ha ceduto la mappa delle catacombe ad Assane e Benjamin?

Quesiti che non avranno mai risposta e che continuano ad accumularsi con quelli degli scorsi episodi e che pesano terribilmente nel giudizio della serie francese.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Omar Sy
  • La regia, il montaggio alternato ed in generale la fuga dalle catacombe
  • La sceneggiatura
  • Il continuo sentirsi presi in giro dalla trama
  • La quasi totalità delle cose che passano sullo schermo

 

Lupin è arrivato oramai alla conclusione della sua prima stagione deludendo quasi ogni aspettativa che si era creata. Per una serie incapace di reggere ogni qualsivoglia accenno di trama la bravura e la simpatia di Omar Sy nei panni di Assane Diop non può bastare. Un grande peccato.

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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