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Mayans MC 3×03 – Overreaching Don’t PayTEMPO DI LETTURA 3 min

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Mayans MC 3x03 Recensione “There’s so many times I’ve let you down,
So many times I’ve played around
I tell you now, they don’t mean a thing
Every place I go, I’ll think of you
Every song I sing, I’ll sing for you
When I come back, I’ll bring your wedding ring.”

John Denver – Leaving On A Jet Plane

IL NUOVO CORSO


Perché citare John Denver quando ci si accinge a parlare della 3×03 di Mayans MC? Cosa hanno a che vedere i versi con l’episodio? Nulla, a parte un orientale che si fa chiamare Juan Denver, le citazioni del compianto folksinger statunitense tra questi ed EZ, e la canzone a caratterizzare la carrellata finale di scene (oltre al nome del modello dell’aereo sul quale morì John Denver, un Rutan Long-EZ, che richiama il nome del protagonista, ma che potrebbe essere soltanto una sfortunata coincidenza).
Proprio la sequenza finale, accompagnata da “Leaving On A Jet Plane” è esemplificativa del nuovo corso di Mayans MC, delle potenzialità positive, ma anche delle impronte di staticità che in certi momenti lascia intravedere.
Sons Of Anarchy aveva dalla sua la capacità di catturare lo spettatore con momenti esteticamente accattivanti dove, con un accompagnamento musicale estremamente godibile (spesso cover di canzoni famose), si faceva il punto della situazione sui vari personaggi, sui progressi dell’episodio che si andava a chiudere, preparando il terreno per il prossimo. In questo le prime due stagioni di Mayans MC mostravano uno stile più asciutto, poco tendente a caratterizzare i personaggi di contorno (se non alcuni), appesantendo comunque la parte soap.
Questa terza stagione sembra essere soggetta ad un alleggerimento generale, che non guarda in faccia a nessuno, nel bene e nel male.

SOAP VS. THRILLER


A voler sintetizzare in maniera estrema ciò che si è visto in questo terzo episodio, così come nei due precedenti, si potrebbe fare riferimento a quel famoso detto riguardante il carro di buoi. Angel e la sua tribolata vita amorosa, la crisi matrimoniale in casa Galindo, EZ e la sua innocentissima storiellina, la tossicodipendenza di Coco: in tutto questo scenario le vicende del charter, dello spaccio di droga e delle tensioni tra le varie gang sembrano essere di contorno, quasi marginali e poco dettagliate (il piano di EZ: rendiamoci unici fornitori così diventiamo i più forti di tutti), lasciando quindi spazio alle evoluzioni personali di pochi protagonisti.
Questa non deve essere necessariamente una scelta a perdere, intanto perché alleggerire qualcosa che in precedenza aveva effettivamente una sua pesantezza è una scelta potenzialmente vincente, soprattutto nell’ottica di creare attesa per l’episodio successivo, così come per creare una curiosità divisa personaggio per personaggio. La stessa storyline della coppia Galindo, non apprezzatissima in precedenza, con l’intromissione della sorella di Emily, lascia presagire sviluppi effettivi e non noiosi momenti di quotidianità.

PROSPETTIVE PER IL FUTURO


Alla curiosità per gli sviluppi dei singoli personaggi, tuttavia, c’è da chiedersi quanto tutto ciò sarebbe più efficace se in passato fosse stata attuata una caratterizzazione più dettagliata anche per i personaggi di contorno del charter, così come si fece sapientemente nella serie madre. In questo momento EZ, Angel, Coco, Galindo e parzialmente Felipe e Bishop rappresentano un parco personaggi di serie A, rispetto a tutti gli altri.
Forse è troppo presto per cercare di capire se Mayans MC con questa terza stagione ha trovato definitivamente una quadra, grazie all’alleggerimento di cui sopra, oppure se si sta avviando verso una totale decadenza, annacquando il tutto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Curiosità suscitata verso trame più leggere
  • Potenziale svolta nella famiglia Galindo
  • Tensione con i SOA
  • Il discutibile e forzato piano di EZ cade subito
  • I momenti con protagonista Emily non hanno comunque un grande appeal
  • Coco inizia a stancare
  • Fidanzata di EZ o badante di Felipe?

 

Il mondo di Kurt Sutter (in cui Kurt Sutter non c’è più) ci ha spesso insegnato che sottotrame apparentemente inutili avranno un risvolto futuro. “Overreaching Don’t Pay” è un episodio che frammenta ancora di più le linee narrative e se da un lato la curiosità è stimolata da alcuni reagenti che iniziano a fare reazione, dall’altro si inizia a provare insofferenza verso alcune situazioni allo stato attuale stagnanti.


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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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