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Billions 5×11 – Victory SmokeTEMPO DI LETTURA 4 min

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Billions 5x11 recensioneLa visione di una puntata di Billions può essere frastornante, caotica, eccitante ma sicuramente mai noiosa. C’è sempre un filo conduttore che lega tutti i vari pezzi del puzzle e, in generale, è un filo che porta direttamente ad una matassa ben più grande che verrà srotolata nel season finale di turno.
Di “Victory Smoke” si può dire tutto tranne che non sia un episodio con una certa strategia alle spalle visto che, pur nella sua idiosincrasia, c’è un piano molto elaborato che sta venendo messo in atto. Guardare Billions è come guardare una partita di scacchi in cui i giocatori muovono una pedina solo se hanno chiaro in testa non una, non due ma almeno tre mosse in anticipo. Di fatto la lettura della strategia dell’altro giocatore è fondamentale per anticiparlo e per preparare una contromossa o sventare uno scacco matto. Con questa metafora in testa, si può quindi ripensare a tutte le mosse fatte dai vari giocatori guardando il tutto da una prospettiva più distaccata e onniscente che conferisce un certo piacere difficile da nascondere. Il tutto pur rimanendo imparziali nello scontro Chuck vs Bobby.

Wags:What do you want us to do?
Axe:I have no fucking idea.

E proprio di scacco matto si può parlare dopo aver visto gli ultimi minuti dell’episodio con un Axe colto di sorpresa e senza contromosse in mente per la prima volta dopo tanto tempo. Una sensazione piuttosto nuova che, potenzialmente, apre enormi praterie per Brian Koppelman e David Levien nella sesta stagione già ampiamente confermata. Anche se, ovviamente, è presumibile che Bobby Axelrod non finirà in prigione in maniera definitiva, se mai dovesse accadere.

ORANGE PRISON IS THE NEW BLACK BANK


Chuck:The thing about that is, if your dad backs out because he’s rattled, Axe will rattle too. So… you gotta let him dangle. Whole operation gets blown if one piece gets out of order.

Il gioco tra le parti, in vista del season finale, si è fatto decisamente più acceso e va notato come per la prima volta dopo tanto tempo, oltre ad esserci una palese situazione di svantaggio, ci sia anche una certa disparità tra le due fazioni in termini meramente numerici. Il “team Chuck” è infatti supportato da Mike Prince e Taylor, mentre il “team Bobby” ha forse (mezzo) supporto da Rhoades Sr., ma niente di più nella burrasca che sta per travolgerlo.
Pur immaginando che nel finale di stagione ci saranno diversi “ribaltoni” pronti a scoraggiare a turno entrambe le parti, non si può che apprezzare il lavoro che è stato fatto per arrivare fino a questo punto. Un lavoro molto eccentrico, bisogna ammettere, e che avrebbe potuto anche essere diluito in altri episodi giustificando le classiche 12 puntate stagionali, ma un lavoro tutto sommato molto solido e che garantisce a “Victory Smoke” una qualità invidiabile seppur non perfetta. Ed il motivo sta proprio in questa improvvisa concentrazione.

IL PREZZO DA PAGARE


Chuck:We don’t all enjoy sending our fathers to the wolves. We don’t. But we do it, because we not only accomplish whatever we were after, we get the thing they wouldn’t give us any other way: respect.

In questo episodio, ancora di più che negli altri, Billions ed i suoi sceneggiatori offrono una serie di riflessioni e di frasi da Bacio Perugina veramente memorabili. Tra guadagnarsi il rispetto mandando al patibolo (o in pasto ai lupi) i propri genitori e sacrificare la fiducia dei figli per una vendetta succulenta, emerge una correlazione piuttosto chiara: c’è sempre un prezzo piuttosto alto da pagare, specialmente se il premio è estremamente gratificante.
Lo sanno bene i vari Mike Prince (pronto a perdere la stima delle proprie figlie), Taylor (detronizzata e affiancata da un babysitter), Chuck (ormai completamente separato da Wendy), Wendy (l’amore per Axe andrà ad impattare pesantemente il suo lavoro) e Axe (gestire una banca alla fine non è così facile). In una guerra che sembra non avere mai fine ed in cui ogni giocatore, ad ora, sembra averci rimesso molto più di quanto ci abbia guadagnato, l’unico vero vincitore sembra essere lo spettatore. Con somma gioia di chi scrive, ovviamente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Axe con le spalle al muro è una piacevole sorpresa
  • Il fine giustifica i mezzi anche per Mike Prince
  • La teoria di Chuck sul guadagnarsi il rispetto dai propri padri
  • Conflitto morale per Wendy
  • Ritmo sempre molto serrato
  • Plot twist con il “ritorno” della nemesi dimenticata di Wags che si può ripescare nei meandri di “Maximum Recreational Depth” e “Hell Of A Ride
  • Forse un po’ troppe aggiunte giusto perché facevano comodo

Cosa separa il Thank Them All dal Bless Them All? In questo caso solamente la sensazione che Billions avrebbe potuto utilizzare al meglio certi personaggi (vedasi Taylor) e magari evitare aggiunte improvvise (vedasi le figlie di Mike Prince) utilizzate semplicemente come vittime sacrificali. Nel complesso comunque bisogna ammettere che è stato un ottimo episodio.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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