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Django 1×09 – MasqueradeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Django 1x09 recensioneAd un passo dalla fine, Django confeziona un buon episodio, ricco di suspense e azione, mettendo in scena i personaggi più accattivanti e le storie meglio riuscite. Un bel colpo di frusta che, tuttavia, arriva inesorabilmente in ritardo.
L’impressione generale sui buoni intenti della serie è che questa abbia voluto seminare più spunti narrativi, aprendo più parentesi e utilizzando i personaggi come espedienti per ribaltare i cliché del western. In realtà però il risultato è un’accozzaglia di eventi che non sembra seguire un tracciato, perdendo credibilità e attrazione.

UN EPISODIO RICCO DI PREGI


La parte più interessante dell’episodio si consuma alla festa in maschera che John organizza in onore di Sara e Kevin, reduci, dopo il precedente episodio, delle torture di Elizabeth. La scena è ricca di spunti e intreccia bene tutti i personaggi, per poi culminare nella scena d’azione che suggella la suspense.
Al centro dell’attenzione c’è la storia tra Elizabeth e John che torna a ossessionare la prima, a discapito del secondo. Il personaggio interpretato da Noomi Rapace assume tutti i tratti del perfetto villain, dal passato tumultuoso e tormentato, che porta con sé i ricordi e i rancori dell’infanzia. La scena che la vede protagonista è molto d’impatto, semplice e chiara, riuscendo nell’intento di mostrare visivamente lo stato d’animo dell’antagonista senza narrazione superflua.
Agli antipodi dell’episodio si colloca Django, che continua sempre a portare avanti una trama a parte. Questa volta però la narrazione parte da spunti interessanti: già nei precedenti episodi era stato accennato il tema dei nativi americani e la loro condizione nelle riserve. La piccola porzione di trama dedicata alle tribù indiane è la più interessante, storia che avrebbe potuto essere fonte di spunti di riflessione in grado di aprire un bel dibattito su una ferita che tutt’oggi brucia nell’America.

…MA ANCHE DI DIFETTI


Sarebbe stato interessante approfondire le dinamiche intorno agli indiani americani, purtroppo, però, l’episodio getta solo un po’ di legna senza però far ardere la storia. La parentesi, in realtà, sembra servire solo a donare qualche sfumatura in più al personaggio di Django, senza la voglia di addentrarsi in un discorso ben più complesso e importante. Peccato, perché l’occasione era ottima, soprattutto a cavallo dei tempi recenti, in cui politically correct e cancel culture impongono un certo tipo di revisionismo, che lungi dall’idea di accettazione, cancella una storia che, tutt’altro, deve essere ricordata.

TRA STEREOTIPI E POLITICALLY CORRECT


Come sopra anticipato e già ribadito nelle recensioni precedenti, la serie si è mossa nell’intento di ribaltare gli stereotipi del western, narrando una storia che però non risulta credibile.
Sebbene i personaggi di Lisa Vicari e Noomi Rapace siano affascinanti e certamente ben scritti, non si può non notare un’eccessiva esaltazione del ruolo femminile, in una società di stampo marcatamente maschilista. A volte la sensazione che ne deriva è quella di voler a tutti i costi tratteggiare un personaggio femminile forte, più per vanità che per offrire qualcosa alla storia.
Sulla stessa linea si presenta la mini narrazione dedicata ai nativi americani, utilizzata più per far emergere Django come un uomo di nobiltà d’animo quando invece avrebbe potuto svilupparsi in un interessante confronto su uno spinoso argomento.
E infine, anche l’omosessualità di Django non si è rilevata nulla di più che un pretesto da parte della serie di far parlare di sé. Molto fumo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia e scenografia molto d’impatto
  • La storia tra John ed Elizabeth 
  • La festa e le atmosfere western 
  • Episodio scandito dall’azione  
  • Trama orizzontale sempre meno interessante 
  • Si alternano più storie e più piani temporali, senza però che venga approfondito bene alcuno spunto 
  • I nativi d’america rappresentano una trama mancata, peccato
  • Politically correct

 

Un buon episodio, che racchiude tutti i pregi, ma anche i difetti, della serie.

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Lunatica, brutta, cinefila e mancina. Tutte le serie tv sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.

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