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Fear The Walking Dead 7×05 – Till DeathTEMPO DI LETTURA 6 min

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Fear The Walking Dead 7x05Comunicazione di servizio

Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Martin, Fabrizio, e Valerio) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa settima stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione.

CONSIDERAZIONI SPARSE


Fabrizio: A parer mio uno dei peggiori episodi di Fear The Walking Dead di sempre. Regia, scrittura, dialoghi e musiche raggiungono qui forse il picco più basso mai raggiunto dalla serie. Voi cosa ne pensate?

Martin: Sono rimasto attonito da questo episodio. Già di solito lo metto in sottofondo mentre faccio altre cose ma questa volta il white noise delle voci di questi attori di serie C mi ha davvero infastidito, soprattutto perché non sono minimamente riuscito a seguire la trama della puntata. Qual è l’obiettivo? Mettersi in salvo durante un’apocalisse nucleare zombie oppure continuare a girovagare tentando di risolvere questioni personali in sospeso da anni? Il tutto ovviamente con l’aggiunta di personaggi di cui non ricordo il nome e di cui non capisco l’esistenza.

Valerio: Intanto è la testimonianza che stanno svoltando questa metà di stagione a forza di filler incentrati su personaggi dispersi a causa di un’esplosione nucleare. Una pacchia per chi ha idee di merda ben poche idee su come far procedere uno spin-off che ha avuto senso di esistere forse per 2-3 episodi. Comunque in questa sfilza di filler questo è sicuramente il più insensato.

Fabrizio: Vorrei un vostro parere in merito a tre diverse questioni che non mi stanno per niente molto a cuore: 1) Dwight e Sherry aka The Black Horses e la loro reputazione da cerca-tesori; 2) L’onnipresente atmosfera western con musica a tema in sottofondo e toni ocra; 3) La quest per il raggiungimento di Padre, nuovo paradiso che si rivelerà essere una fregatura come sempre.

Martin: Ti rispondo con un’altra domanda: ma com’è possibile che in sto mondo, dove nessuno si conosce e la comunicazione è scarsa, ci sia così tanto gossip e passaparola? La reputazione dei “Black Horses” sembra decennale e tramandata di padre in figlio. Io ho capito che la gente cerca di darsi un tono, però è troppo.

Valerio: 1) Orrendi, veramente. Ormai non si capisce più che visione abbiano della vita. Sono stati: cattivi, buoni, pentiti, separati, unitissimi, a quanto pare ora segugi. 2) La confusione geografica è sempre più forte. Sto tracciando una mappa di dove è presente la nebbia radioattiva e dove no. 3) Perché loro sanno di Padre Maronno? Che cosa mi sono perso mentre preparavo il pranzo con la puntata aperta? Io ricordo solo il bigliettino di Alicia.

TILL DEATH DO US PART


Fabrizio: Una cosa che mi chiedo sempre. Nell’entrare all’interno della palestra Sherry e Mickey devono affrontare “un’orda” di zombie, eppure fermandosi a contare gli zombie presenti di fronte alle porte dell’edificio sono a malapena una ventina. Perché la gente continua a morire male nonostante gli zombie dell’universo narrativo di TWD siano evidentemente molto più stupidi e soprattutto molto più lenti di un essere umano? Non basterebbero un paio di coltelli e un po’ di pazienza per risolvere il problema una volta per tutte?

Martin: Concordo. E comunque non capisco il motivo per cui bisognasse andare nella palestra ma non credo che sia perchè ero distratto a fare altro…

Valerio: Ma poi perché si fanno delle gran chiacchierate mentre questi zombie bussano alla porta? Quanti minuti passano spalle al muro a tenere la porta ferma parlando dei massimi sistemi?

Fabrizio: Quanto è sbrigativo e anticlimatico il ritrovamento del marito da parte di Mickey? E quanto poco ce ne può fregare visto che di fatto non conosciamo nessuno dei due personaggi?

Martin: Ah si chiama Mickey la tipa? Grazie per avermelo detto, finalmente ho un nuovo nome da dimenticare.

Valerio: Tutto questo peggiora se si considera che i due erano una coppia famosa di wrestler e Dwight era un loro grande fan.

WRESTLING THE ZOMBIE IS THE NEW JUMPING THE SHARK


Fabrizio: Vogliamo parlare della sequenza di lotta in palestra a suon di vertical suplex, frog splash e musica reggae? Un minuto prima tutti disperati perché una ventina di zombie impediva alle due donne di uscire dall’edificio, quello dopo mega wrestling party con addirittura spazio per soddisfare le richieste di quel fanboy di Dwight.

Martin: Vado in controtendenza qua e dico che è il momento migliore della puntata. Una sana trashata che dovrebbe essere il DNA portante di questa serie. Bisogna dare una svolta e buttare tutto in caciara.

Valerio: No per favore, non parliamone.

Fabrizio: Ma poi, hai appena scoperto che tuo marito è morto ed è uno zombie putrescente, cinque secondi prima eri consumata dal dolore e ora Dwight ti chiede di fare mosse di wrestling sul primo non morto che capita e tu sorridi e le fai sul serio? Per giunta malissimo? Happy Days ha reso celebre l’espressione “jumping the shark“, pensate che Fear verrà ricordato per l’espressione “wrestling the zombie”, ovvero l’esatto momento in cui gli autori della serie hanno smesso definitivamente di provarci?

Martin: Mi piace pensare che lo show verrà ricordato per l’importanza che ha dato alla birra nel corso delle stagioni. Il “wrestling the zombie” ha potenziale però, lo ammetto.

Valerio: Se uno pensa all’accozzaglia di personaggi, alla scrittura del character di Strand, veramente macchietta all’inverosimile, non si può pensare che gli autori ci abbiano mai provato veramente. Ovviamente questo episodio allarga le aspettative del pubblico, per quanto riguarda le insensatezze che potremo trovare da oggi in poi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il niente assoluto
  • Regia, dialoghi, scrittura, musiche
  • Ennesima puntata filler ridicola e noiosa
  • Tutta la sequenza della palestra
  • Un po’ tutto in realtà

 

Alla fine si è arrivati al punto di non ritorno. Gli autori decidono qui di abbandonare ogni finzione e dichiarare apertamente al pubblico che non hanno più intenzione nemmeno di provarci. E naturalmente, quale modo migliore se non mettendo in scena una royal rumble post-apocalisse a suon di mosse di wrestling eseguite malissimo e musica reggae? Evidentemente gli autori non si sono fermati troppo a riflettere sul perché nessun altro ci avesse mai provato in passato, ma adesso almeno le generazioni future di sceneggiatori sapranno che zombie, wrestling e reggae nella stessa sequenza non stanno poi così bene insieme. Quantomeno se non stai girando un Bollywood B-Movie.

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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