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Inside No. 9 7×01 – Merrily, MerrilyTEMPO DI LETTURA 3 min

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Inside-No-9-7x01 Il figlio seriale prodotto da Reece Shearsmith e Steve Pemberton torna e noi di RecenSerie, evidentemente parte del ristretto pubblico italiano che la serie britannica purtroppo ha, siamo nuovamente in prima linea per recensirlo, stoici. Inside No.9 ricompare nel palinsesto televisivo e nelle vite del proprio pubblico senza sgargianti trailer di anticipazione o con la conferma di un ritorno: banalmente, a distanza di circa un anno dal termine della sesta stagione, lo show ritorna. E questo, forse, è anche il bello dello show, ricomparire all’improvviso con i suoi episodi di circa trenta minuti pronti a trascinare il pubblico in storie sempre più al limite del reale, ricolme di colpi di scena e pronte a misurarsi con le attese dello spettatore.

STORIE D’AMORE E LA LINEA COMICA


Attese che non vengono tradite dalla location dell’episodio: un pedalò. Un set circoscritto all’inverosimile ancora una volta, ma che sembra esaltare la sceneggiatura. La puntata, per quanto visto in passato e per quanto è lecito attendersi dal duo Shearsmith&Pemberton, potrebbe risultare debole. Niente colpi di scena, niente vendette terribili, niente scontri, niente morti violente. No, la coppia di sceneggiatori britannici preferisce raccontare una storia d’amore tutta sua, con le sue tempistiche, con i suoi dialoghi e con i suoi più che giusti divertissement. Diane Morgan (After Life) viene sfruttata, di fatto, per quello e supportata in maniera egregia anche da Mark Gatiss (Doctor Who).
Il plot narrativo è decisamente molto semplice. Lawrence (Shearsmith) organizza una rimpatriata con alcuni vecchi amici dell’università, Callum (Gatiss) e Darren (Pemberton) che porta con sé la fidanzata. A prima vista si ha la percezione che l’uomo non sia riuscito a mettersi alle spalle gli anni gloriosi della gioventù evocando fatti ed accadimenti che suscitano ben poco interesse negli altri. Un aspetto questo che porta lo spettatore a credere che qualcosa di terribile si stia per consumare su quel pedalò, considerato il passato dello show.

NIENTE COLPI DI SCENA…SOLO CARONTE


Invece no: la reunion è chiaramente una scusa, ma per il semplice fatto che Lawrence ha recentemente perso la moglie (Bonnie) e vorrebbe disperdere le ceneri con quelli che ha reputato da sempre i suoi migliori amici. Un epilogo drammatico e romantico che terminerà in tragedia con la morte di Lawrence stesso per ipotermia: il pedalò rimane bloccato in mezzo al lago senza permettere al gruppo di chiedere soccorso o raggiungere la vicina isola dove l’uomo voleva celebrare un ultimo addio alla moglie; per poter raggiungere la riva, quindi, l’unica alternativa rimane la traversata a nuoto.
La sceneggiatura copre questa semplicità narrativa sfruttando qualche piccolo accorgimento di stile: il personaggio di Reece Shearsmith non viene effettivamente visto morire, bensì si risveglierà il mattino seguente trasportato in barca da un pescatore che altri non è che Caronte.
La traversata è abbastanza veloce e copre parte delle ultime sequenze dell’episodio. Il ruolo del pescatore viene accertato come Caronte nel momento in cui, sopraggiunto sull’altra riva, Lawrence paga un obolo per la traversata e successivamente viene accolto dalla voce di Bonnie, mai inquadrata visto che la sequenza segue e mantiene come focus il marito, estasiato e pieno di gioia per ciò che sta osservando.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dialoghi
  • Storia d’amore oggetto della puntata
  • Caronte e la traversata
  • Il pedalò
  • Il paragone con il passato non rende giustizia all’episodio
  • L’assenza di un vero colpo di scena può essere annoverato come elemento negativo?

 

Un finale, come detto, tragico e che funziona nella sua semplicità senza rendere magnetica la visione come avvenuto in altri episodi di Inside No. 9. L’assenza di un vero e proprio colpo di scena (o di una “mossa Kansas City”) è percepibile e pesa sulla votazione. “Merrily, Merrily”, quindi, racchiude in sé elementi buoni ma che risente dell’egregio lavoro fatto in passato da Shearsmith&Pemberton nel momento in cui occorre dare una valutazione. Bene ma non benissimo? Probabilmente sì.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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