Miracle Workers: End Times 4×02 – H.O.A.TEMPO DI LETTURA 3 min

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“Cari amici di RecenSerie, vi siete per caso dimenticati di continuare a recensire Miracle Workers?”

Numerosi i messaggi di questo tipo che abbiamo ricevuto da gennaio ad oggi. Ed ora, dopo oltre sei mesi, possiamo tornare a parlare dello show della TBS.
No, non avevamo sospeso le recensioni per qualche motivo nostro interno. Molto più semplicemente Miracle Workers ha deciso di posticipare il rilascio di questa quarta stagione il 16 gennaio, senza però avvertire HBO Max che ha sbadatamente rilasciato il primo episodio in diversi paesi (poi rimosso due giorni più tardi). Il network, per evitare di avere una pianificazione vuota in alcuni momenti, aveva infatti preferito spostare Miracle Workers a luglio 2023. Ed ecco infatti che sia “Welcome To Boomtown”, sia “H.O.A.” vengono rilasciati dalla TBS il 10 luglio per dare il là alla nuova stagione. Fingendo che la parentesi di gennaio non sia mai effettivamente esistita.

RITORNO AL PASSATO


Dopo sei mesi di non attesa ecco quindi il ritorno nella landa post apocalittica raccontata da questa quarta stagione di Miracle Workers.
Mentre “Welcome To Boomtown” aveva avuto il compito di introdurre rapidamente il pubblico a quello che era lo scenario centrale della storia, “H.O.A.” avvicina lo spettatore alla morale dello show, mostrando una Freya sempre meno in linea con gli stereotipi classici di un mondo post-apocalittico e sempre più affine, invece, ad una società moderna che tenta di essere ricostruita. Il suo fantomatico piano per introdursi nell’associazione di Boomtown per poi prenderne possesso e instaurare un dominio sanguinolento di puro terrore e un falso racconto che sembra intenzionata a raccontare più a se stessa che agli altri. Facile immaginarsi, da questo punto di vista, come proseguirà la storia.
L’accoppiata Buscemi-Radcliffe funziona esattamente come per le precedenti stagioni con siparietti comici nel loro tentativo di presentare i cliché narrativi del caso. Dopo i richiami a Mad Max e Terminator, questo episodio richiama Dune: impossibile, infatti, non notare la somiglianza tra Ugulus e il barone Harkonnen dei romanzi scritti da Frank Herbert. Somiglianza che porta Sid, esattamente come il pubblico, a credere che la figura di Ugulus sia totalmente malvagia, cosa che si scoprirà successivamente essere falsa, portando la puntata ad una rapida ed inusuale serie di plot twist.

MIRACLE WORKERS… NIENTE DI PARTICOLARE


Miracle Workers, arrivato alla sua quarta stagione, ha ormai ben poco da offrire al pubblico che si aspetta di essere colpito da qualità e/o colpi di scena sconvolgenti. La linearità della storia segue ormai la traccia delle precedenti stagioni, discostandosi qui e là con elementi puramente stilistici e poco più. Venendo a mancare il fattore “originalità” a salvare la situazione è il comparto degli attori (Radcliffe-Buscemi-Viswanathan-Soni-Bass), sempre sul pezzo e in sintonia l’uno con l’altro.
Per quanto riguarda la comicità si può tranquillamente appuntare che Miracle Workers non faccia ammazzare dalle risate il proprio pubblico, ma si tratta di una parentesi settimanale ben contingentata (20 minuti) in cui le risate ci sono, pur non esagerando. Un piccolo sforzo e un momento di intrattenimento estremamente leggero, niente di più.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le teste mozzate come abbellimento musicale di casa
  • Il richiamo a Dune
  • L’associazione di paese in un mondo post-apocalittico
  • Buscemi e Radcliffe
  • 20 minuti
  • Puntata non eccezionale… ma è pur sempre Miracle Workers, cosa c’era da aspettarsi?

 

Difficile aggiungere altro: la TBS sembra aver relegato Miracle Workers nel palinsesto televisivo estivo semplicemente per mancanza di materia prima. Un tappabuchi, quindi. Purtroppo non ci si stupisce troppo: la qualità della storia è quella sopra descritta, quindi appare naturale sfruttare slot più importanti per show che magari potrebbero avere maggior successo. Dispiace più per gli attori, relegati in uno show che proprio non si addice loro ma che continuano a produrre.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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