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Romulus 2×06 – BattagliaTEMPO DI LETTURA 3 min

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Romulus 2x06 RecensioneFinalmente, romani e sabini scendono in campo per lo scontro frontale.
Sicuramente, vedere le truppe della neonata città schierarsi a battaglia fa quasi sorridere, pensando a quale spettacolo dovessero offrire le legioni di qualche secolo dopo, intente a conquistare il mondo dietro le loro insegne a forma di aquila.
Questo, comunque, non toglie nulla alla resa scenica dello scontro, perché sullo sfondo della mischia generale si stagliano due conflitti tra figli e genitori, sia veri che spirituali. Uno è quello fra Ilia e il padre Amulio. Nei loro conti, rimasti aperti dalla puntata precedente, rimane coinvolto anche Attus, colui che aveva iniziato la ragazza come sacerdotessa di Marte. L’altro è quello in cui è impegnato Yemos, mentre Silvia prega per lui ed egli vede la sua Lupa madre.

ORDINI DALL’ALTO


Quello presentato dalla serie non è il mondo dell’Iliade. La singolar tenzone non si ritaglia nell’ambito del conflitto generalizzato per sottolineare il valore del guerriero, il quale acquisterà così prestigio (e convincerà anche meglio i sudditi delle sue terre a pagargli i tributi).
Qui si parla di regolamenti di conti molto personali. Non per questo, comunque, l’esito degli scontri potrà essere meno gravido di conseguenze.
Alla fine della battaglia, infatti, Yemos decide di consegnare la spada e ritirarsi a vita privata. Questo dipende anche dalle sue visioni, che gli causano un grave conflitto interiore.
Se gli sceneggiatori decideranno di seguire la leggenda nella sua versione più diffusa, non c’è comunque pericolo che venga a mancare qualsiasi elemento di magia e mistero per plasmare il futuro di Roma. Sarà interessante vedere come verranno gestiti questi snodi, quando mancano solo due puntate alla conclusione di questa stagione e un terzo ciclo di episodi non è stato ancora confermato né smentito.

MORTI ECCELLENTI


Amulio muore come si merita. Forse c’entra qualcosa la quaterna di disgrazie tirategli da Silvia, durante le sue suppliche agli dei. Non si sentirà la mancanza di un personaggio che il pubblico ha imparato a detestare.
Peccato ci vada di mezzo Attus. Adesso, però, Ilia è libera di scrivere una nuova pagina nel libro della propria vita.
Nella rappresentazione dello scontro fra i tre emerge tuttavia, nella sua crudezza, uno degli elementi portanti della guerra: gli ammazzamenti a catena.
L’altra costante è la tragedia della gente costretta a lasciare le proprie case e la propria città. Questo si è già visto nella serie: gli adoratori della dea Rumia, per esempio, erano stati costretti a fuggire dall’odierno Abruzzo.
Probabilmente, si vedrà ancora nello show e purtroppo anche fuori di esso. Nonostante i cambiamenti della società e della tecnologia, infatti, così è ancora ai giorni nostri. Chiedere a chi ha dovuto fuggire dall’Ucraina.

LE SACERDOTESSE SABINE


Quando il gatto non c’è, i topi ballano, dice il proverbio.
Le sacerdotesse sabine, prigioniere a Roma, decidono di approfittare dell’assenza, causa battaglia, dei loro carcerieri per fuggire e tornare a casa.
Solo Ersilia è di parere contrario: si è profondamente innamorata un po’ di Wiros, un po’ del luminoso futuro che intravede per la nuova città.
Le altre, comunque, riescono a rientrare a Cures sane e salve, pronte a riprendere il loro servizio del re-dio. Anche questo influirà sulle prossime mosse della guerra.
Curiosità: la più giovane delle sacerdotesse, Vibia, è interpretata da Ludovica Nasti. La giovanissima attrice ha debuttato qualche anno fa, come Lila bambina nella saga dell’Amica Geniale.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Muore Amulio
  • Silvia, anche schiavizzata, non si arrende mai
  • Scene di battaglia
  • Le “dimissioni” di Yemos

 

La serie prosegue, bilanciandosi abilmente tra descrizioni di una cruda realtà e suggestioni magico – mistiche, tra ricerca di fedeltà storica e suggestioni più moderne. Non si tratta solo dei brividi portati a chi ama Game of Thrones da una puntata dove viene ripetuto spesso l’equivalente di “The lone wolf dies, the pack survives“. L’emozione con cui i personaggi, ad esempio, si dichiarano Figli della Lupa si trasmette al pubblico. .
La visione dello show di casa Sky si dimostra sempre scorrevole e intrigante. Come si diceva, mancano due puntate al finale di stagione e sembra esserci spazio anche per una terza. Gli spunti sono molti e sicuramente non manca il materiale a disposizione.

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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