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Squid Game 1×05 – Un Mondo GiustoTEMPO DI LETTURA 4 min

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Squid Game 1x05 recensione Incredibile ma vero, Squid Game continua a macinare spettatori, diventando la serie più vista su Netflix negli Stati Uniti e la seconda più vista nel mondo. Un successo inaspettato per il k-drama scritto e diretto da Hwang Dong-hyuk che supera di gran lunga le più rosee previsioni e sbaraglia una concorrenza agguerrita e molto più navigata (come la terza stagione di Sex Education).
Squid Game è una serie basata su un survival game che assesta un pugno dopo l’altro allo stomaco dello spettatore, facendolo inorridire, arrabbiare, piangere ma, soprattutto, riflettere. L’ideatore dello show, infatti, ha più volte confermato la sua intenzione di realizzare una storia di critica al capitalismo moderno con personaggi veri, con difetti veri, nei quali tutti, bene o male, possano immedesimarsi.

UNA STORYLINE SECONDARIA MA TROPPO RIEMPITIVA


Il quinto episodio distoglie l’attenzione dai giochi (dopo il tiro alla fune della scorsa puntata), nonostante l’esito positivo per la squadra dei protagonisti avvenga nei minuti iniziali, e si focalizza sulla storyline secondaria del traffico di organi.
Una sottotrama era necessaria per evitare di appesantire la narrazione principale, ma monopolizzare quasi l’intero minutaggio non è stata una mossa propriamente azzeccata.
Indubbiamente, vengono rivelati alcuni pezzi del puzzle e segreti riguardanti l’organizzazione dei giochi, i suoi meccanismi e le sue regole. Il traffico di organi che dà il via alla storyline, infatti, non è un sistema approvato dall’uomo con la maschera nera, ma viene pianificato in maniera indipendente da alcuni sottoposti. Anche in questo caso, il denaro viene messo al primo posto sulla scala dei valori e delle priorità, schiacciando qualsiasi barlume di etica e coscienza.
The Front Man non sembra particolarmente turbato dalla scoperta di questo traffico illegale, bensì punisce i responsabili per aver creato un clima di disparità tra i partecipanti (al dottore veniva rivelato il gioco del giorno successivo). Una situazione paradossale ed assurda che, però, rispecchia molto bene il fil rouge della serie.
Anche il dietro le quinte dei giochi, infatti, ha delle regole ferree da rispettare, con una propria morale, per quanto irrazionale possa sembrare.

HOMO HOMINIS LUPUS


Nello scorso episodio, il pubblico ha assistito ad un vero e proprio massacro perpetrato, non dalle guardie, bensì dai partecipanti stessi. La paura, infatti, aveva spinto i giocatori a scagliarsi gli uni contro gli altri, per cercare di eliminarsi a vicenda ed avvicinarsi al premio finale. Agli organizzatori era bastato solo utilizzare il pretesto giusto, per scatenare una lotta all’ultimo sangue. Per certi versi, questa scelta ricorda le vicende narrate in Cecità (romanzo di José Saramago) e Il Signore Delle Mosche (scritto da William Golding).
In ambedue i prodotti, infatti, una situazione di pericolo, minaccia imminente, mistero ed insicurezza, aveva portato ad un tracollo dei valori e del concetto di umanità. Per salvare se stesso, l’uomo si era trasformato in un vero e proprio lupo per gli altri uomini, arrivando a commettere atti orrendi e di pura malvagità. La stessa identica cosa accade in Squid Game, dove il panico e l’angoscia spingono l’egoismo ai massimi livelli, rivelando la vera natura dei personaggi e peggiorandone i difetti.

IL GRUPPO PIÙ DEBOLE


Con un minutaggio quasi interamente dedicato alla storyline del traffico di organi e del poliziotto alla ricerca del fratello, rimane ben poco spazio per i partecipanti ai giochi.
Questo quinto episodio risulta essere più calmo dei precedenti, anche se altrettanto drammatico ed angosciante. Il gruppo formato da Seong Gi-hun, Sang-woo, Ali, il vecchio, le due donne e altri uomini, rappresenta l’anello più debole all’interno dei partecipanti rimasti. Ciononostante, sono proprio loro a dare sfoggio di altruismo, solidarietà e rispetto, come nel gesto di Seong Gi-hun che offre la sua felpa all’anziano giocatore. In un mondo popolato da squali affamati, pronti ad azzannare chiunque alle spalle (anche un amico), è difficile rimanere umani e l‘umanità si percepisce proprio dai più piccoli gesti, che fanno ancora sperare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Rivelati sempre più dettagli sull’organizzazione dei giochi e su chi si cela dietro le quinte
  • Un barlume di umanità tra tanta rabbia, paura ed egoismo
  • Storyline parallela del poliziotto e del traffico di organi: necessaria, ma troppo allungata

 

Squid Game continua la sua corsa verso il successo di critica e pubblico. Un quinto episodio leggermente sottotono, ma che non intacca la qualità generale dello show.

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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