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The Handmaid’s Tale 4×06 – VowsTEMPO DI LETTURA 4 min

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Recensione The Handmaids Tale 4x06 Dopo aver portato i propri fan all’esasperazione, riproponendo nell’arco delle quattro stagioni di messa in onda sempre le stesse dinamiche – ampliamente discusse nelle scorse recensioni – The Handmaid’s Tale in questo sesto appuntamento ha finalmente dato uno scossone incredibile alla propria trama, e non si può che esserne felici. Tuttavia, il percorso che ha portato a questa svolta tanto agognata è stato quanto mai sudato, soprattutto per quanto concerne la prima parte di stagione che non ha praticamente mai convinto.
E anche sul modo in cui ci si è arrivati (incontro tanto casuale quanto frutto di un deus ex machina obbligatorio) ci sarebbe da discutere.

“I’m sorry. I’m sorry it’s just me. I’m sorry it’s just me. I knew it would… […] I’m sorry. […] I’m sorry. I’m so sorry. I’m sorry.”

LA FINE DI UN CICLO


Il primo segnale di cambiamento era arrivato con l’arrivo di June e Janine a Chicago, con un cambio di ambientazione che aveva portato la protagonista e la sua amica a ritrovarsi nelle zone estreme di Gilead, un segnale già di forte speranza che si è trasformato in realtà con l’apparizione di Moira.
The Handmaid’s Tale ha ora la possibilità di dimostrare di saper fare altro, di poter uscire dalla propria comfort zone per mostrare di essere una serie a tutto tondo. Per questo sarà interessante vedere come verrà gestito il focus delle vicende del mondo ideato da Margaret Atwood ora che, per forza di cose, sarà in Canada, magari portando lo show ad affrontare molta più politica di quanta vista finora (L’Attacco Dei Giganti docet).
Questo spostamento di equilibri tra Canada e Gilead, sposta pesantemente l’attenzione dello spettatore verso il popolo del “Grande E Bianco Nord”, cosa che non erano riusciti minimamente a fare Il Comandante e Serena fino ad ora. Nell’ex USA rimangono quindi personaggi secondari ma che uniti ed estremizzando certi comportamenti, come visto nello scorso episodio, potrebbero portare nuova linfa ad una Gilead sempre più opaca e che risentirà sicuramente l’addio della sua forza maggiore. D’altro canto solo una cosa è sicura, da qui in avanti i rapporti tra le due nazioni si faranno sempre più tesi e l’inizio di una nuova guerra Americana si fa sempre più probabile.

June: “How can I go back without her?”
Moira: “No one…”
June: “How can I show up without her?”
Moira: “June, no one expects you to have her. They’re waiting for a person, not a superhero. Even if you did get all those kids out.”
June: “But not Her. Not my Hannah.”

DOLORE


La svolta tanto agognata è arrivata in un modo tutt’altro che semplice ed interessante, anzi, il tira e molla tra Moira e June, vinto fortunatamente dalla prima, forse si può considerare come il taglio che serviva alla serie per iniziare ad abbandonare le vecchie ridondanti abitudini. Taglio che per certi momenti non sembrava essere tale, riportando alla mente i flashback delle decine di volte in cui si è assistito alla protagonista catturata e sodomizzata. Fortunatamente non è stato così. Sembra essere infatti la prima volta che il character interpretato da Elisabeth Moss non riesca a vincere un confronto decisivo, avvenuto proprio grazie alla sua migliore amica, che non ha mai smesso di cercarla e volerle bene.
Non solo Moira non ha mai smesso di cercare June, ma l’ha convinta contro uno dei fattori più ferrei dell’intera serie: la volontà di ritrovare la figlia di quest’ultima infatti, è il vero motore dello show, ciò che ha incalzato la protagonista a non abbandonare mai la nave nonostante le svariate possibilità. Eppure questa volta, visto il modo in cui è avvenuto l’incontro, June ha lasciato davvero dietro di sé Hannah, portando poi alla sua estrema reazione alla vista di Luke, una scena tra le più intense e struggenti della stagione. Il dolore di una madre nell’aver abbandonato la figlia, forse il dolore più vero e feroce che si è visto nello show ideato da Bruce Miller. Un duro colpo al cuore dello spettatore, un grande colpo emotivo per la serie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La svolta per la serie
  • Il confronto tra June e Luke
  • Lo struggente dolore di June
  • I sempre più insistenti e tediosi primi piani di June
  • Il tira e molla tra Moira e June
  • Le avventure amorose di Moira

 

“Vows” è ben lontano dall’essere il miglior episodio del prodotto di Hulu, probabilmente non lo è nemmeno dell’attuale stagione, eppure è un crocevia fondamentale per lo show, forse la puntata più importante degli ultimi anni. D’ora in poi The Handmaid’s Tale non sarà più lo stesso, così come Gilead senza June.

Detto anche Calendario Umano, si aggira nel sottobosco dei prodotti televisivi e cinematografici per trovare le migliori serie e i migliori film da recensire. Papà del RecenUpdate e Genitore 2 dei RecenAwards, entra in tackle in pochi ma accurati show per sfogarsi e dire la propria quando nessuno ne sente il bisogno.

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