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The Witcher 2×01 – A Grain Of TruthTEMPO DI LETTURA 3 min

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The Witcher 2x01 recensione Sono passati due anni da quando The Witcher ha creato un gran clamore con il suo arrivo.
Due anni che, almeno per chi scrive, non hanno minato un ricordo ancora stranamente piuttosto vivido nonostante la complessità narrativa.
Due anni in cui, nel frattempo, Netflix ha ampiamente sfruttato il successo (anche inaspettato se si vuole) dello show di Lauren Schmidt Hissrich tanto da rinnovare la serie già per una terza stagione e creare diversi spin-off sia in formato filmico (The Witcher: Nightmare Of the Wolf) che in formato seriale (The Witcher: Blood Origin).
Due anni che portano con sé anche una discreta carica di aspettative per una serie che, pur avendo spopolato, non era esente da difetti che ne hanno minato in parte la qualità. Uno su tutti: gli innumerevoli salti temporali che nei primi otto episodi hanno richiesto un notevole sforzo da parte del pubblico per essere capiti.
Lo scopo di questa seconda stagione è quindi quello di ripetere quanto di buono presentato nel lontano 2019, migliorare una CGI che a volte era inguardabile (il drago di “Rare Species” è ancora un incubo ricorrente), eliminare almeno un po’ la coerenza temporale e, ci si augura, ripetere il successo della prima soundtrack.
Spoiler: “A Grain Of Truth” riesce fortunatamente a rispettare molte delle attese.

Geralt:When I say run, you run. When I say hide, you hide. And when I say get to Roach…
Ciri:I know.

FINALMENTE UN BUDGET DECENTE


La prima stagione ha impostato una trama molto ampia che da un lato ha chiarito alcuni background importanti che legano Ciri, Geralt e Yennefer l’uno all’altro nel classico contesto medievale di scontri tra casate e razze. Scontri che si sono esternati nella battaglia di Sodden Hill.
“A Grain Of Truth” ricomincia esattamente dal campo di battaglia con una regia molto attenta ai dettagli che si diletta in riprese dall’alto che enfatizzano la portata dello scontro. E la regia, insieme alla CGI, è infatti il primo elemento in cui si nota un netto miglioramento.
The Witcher sembra aver ricevuto palesemente un budget superiore rispetto alla prima stagione e a beneficiarne non sono solo le riprese ma anche i nuovi personaggi, come Nivellen, e i mostri che sembrano finalmente decenti. Gli occhi e il realismo ringraziano, soprattutto se si guarda The Witcher su uno schermo 50″-55″ che generalmente tende ad esaltare i pregi e risaltare i difetti.

DUE STRANE COPPIE


Se nella prima annata le trame erano fondamentalmente tre e seguivano in maniera distinta Ciri, Geralt e Yennefer, ora che i primi due sono uniti nella stessa storyline la stagione potrebbe beneficiare di una maggiore profondità grazie ad un minutaggio crescente vista l’assenza di un terzo arco narrativo.
Sebbene questa profondità per ora non si sia ancora vista, il problema principale della season premiere è fondamentalmente quello di essere un filler che non osa molto. La trama non prosegue perché da un lato la strana coppia Ciri-Geralt si imbatte in un’altra strana coppia (mostruosa) che non aggiunge poi molto alla direzione della loro storyline, il tutto mentre Yennefer rimane prigioniera di Fringilla.
L’ora abbondante dell’episodio non è giustificata (nonostante la sua scorrevolezza) da una trama comunque scarna che intrattiene e sfocia in un accenno di trama orizzontale solo nel finale. Un po’ poco.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • CGI notevolmente migliorata rispetto alla prima stagione
  • Il drink-game tra Geralt e Nivellen
  • Cliffhanger finale
  • Riprese dall’alto molto iconiche
  • Nivellen
  • Episodio abbastanza filler

 

“A Grain Of Truth” funziona nella sua intenzione primaria: fare il punto dopo la battaglia di Sodden Hill di “Much More” e rilanciare la trama in una nuova direzione. Il Save non è punitivo ma doveroso vista la natura molto filleresca della puntata che non può essere “perdonata”. Tradotto: i presupposti ci sono, il Thank e il Bless non tarderanno ad arrivare con questa qualità e un po’ più d’impegno.

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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